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RECENSIONE “La Biblioteca di Mezzanotte” di Matt Haig

Carissimə lettorə 
spero tu abbia a portata di mano chili e chili di kleenex perché stiamo per intraprendere un viaggio emozionale nelle profondità più recondite dell’animo umano. Se c’è un autore che sa come trattare in maniera delicata ed efficace la malattia mentale e il disagio sociale è proprio Matt Haig! Oggi voglio parlarvi del suo ultimo lavoro, “La Biblioteca di Mezzanotte”, che in questi mesi è diventato un vero e proprio caso editoriale.  

TITOLO: La Biblioteca di Mezzanotte

AUTORE: Matt Haig

GENERE: Narrativa, Fantascienza

DATA PUBBLICAZIONE: 4 novembre 2020

EDITORE: Edizioni E/O (Dal Mondo)

PAGINE: 329

PREZZO: 18,00 € / 11,99 € (eBook) 


TRAMA

Fra la vita e la morte esiste una biblioteca. Quando Nora Seed fa il suo ingresso nella Biblioteca di mezzanotte, le viene offerta l’occasione di rimediare agli errori commessi. Fino a quel momento, la sua vita è stata un susseguirsi di infelicità e scelte sbagliate. Le sembra di aver deluso le aspettative di tutti, comprese le proprie. Ma le cose stanno per cambiare. Come sarebbe andata la vita di Nora se avesse preso decisioni diverse? I libri sugli scaffali della Biblioteca di mezzanotte hanno il potere di mostrarglielo, proiettando Nora in una versione alternativa della realtà. Insieme all’aiuto di una vecchia amica, può finalmente cancellare ogni suo singolo rimpianto, nel tentativo di costruire la vita perfetta che ha sempre desiderato. Ma le cose non vanno sempre secondo i piani, e presto le sue nuove scelte metteranno in pericolo la sua incolumità e quella della biblioteca. Prima che scada il tempo, Nora deve trovare una risposta alla domanda di tutte le domande: come si può vivere al meglio la propria vita?

Se ve ne fosse data la possibilità, quali decisioni prendereste in maniera differente? Ci sono strade che scegliereste di percorrere al posto di altre? Questa è l’opportunità che viene offerta a Nora, la sua “seconda occasione” per vivere una vita degna di questo nome. In seguito a un tentato (?) suicidio, Nora si ritrova in una sorta di limbo. Cosa si aspettava? Luce accecante? Il buio assoluto? Una schiera di angeli canterini? Diavoli cornuti? Certo non una biblioteca traboccante libri (e altri libri, libri e ancora libri), un luogo al di fuori del tempo e dello spazio, in cui l’esistenza stessa oscilla continuamente tra la vita e la morte: è la Biblioteca di Mezzanotte, un luogo dove anche l’impossibile diventa possibile, il tronco da cui si diramano infinite possibilità, infiniti universi.  

Ma chi è Nora? Cosa l’ha spinta a tale gesto?
Due domande, un’unica risposta. Nora è, come tuttə noi, la somma di ogni singola scelta che si sia mai ritrovata a fare nella vita. La decisione di Nora di porre fine, una volta per tutte, alla propria esistenza non è altro che il risultato finale di una serie di decisioni infelici che hanno prodotto una vita altrettanto infelice. Banalmente, il presente è la conseguenza diretta e inevitabile del passato. Ogni decisione presa, o non presa, da Nora nel corso della sua vita – ma anche quelle che gli altri hanno preso al posto suo – ha contribuito a fare di lei una persona sola e insicura. Si sente intrappolata, e in sé stessa non vede altro che delusione e fallimento.  

La sua intera esistenza non era che un susseguirsi di cacofonie senza senso. Un brano che avrebbe potuto percorrere direzioni meravigliose, e che invece non era approdato da nessuna parte.
[…] Mentre fissava la copertina della rivista – la fotografia di un buco nero – si rese conto di essere esattamente la stessa cosa. Un buco nero. Una stella morente, che implodeva su sé stessa. Se ci si avvicina a un buco nero, la forza gravitazionale ti attira inevitabilmente nella sua oscura, desolata realtà…

Nora ha perso completamente la fiducia in sé stessa, ha perso tutto ciò per cui valesse la pena vivere. Ha perso i propri sogni, le proprie aspirazioni, le amicizie, gli amori,… ogni affetto. E quando non le rimane più nemmeno un lavoro e il suo gatto viene ritrovato sul ciglio di una strada, Nora sceglie di non scegliere più, di porre fine a tutto.  

È a questo punto che si ritrova seduta sul pavimento della Biblioteca di Mezzanotte con il Libro dei Rimpianti tra le mani, un tomone che sembra non avere mai fine su cui sono appuntati tutti i rimpianti di Nora, tutte le sue “non scelte”. Dove sarebbe oggi se avesse scelto di diventare glaciologa? Cosa sarebbe diventata se non avesse lasciato il nuoto o se non avesse abbandonato la band di suo fratello? E se anni prima avesse seguito Izzy in Australia? Se avesse sposato Dan?

Ogni singolo libro contenuto in questo luogo, ogni singolo libro di questa biblioteca – a eccezione di uno solo – è una versione della tua vita. Questa biblioteca è tua. È qui per te. Vedi, l’esistenza di ognuno può prendere infinite strade. Questi libri sugli scaffali sono la tua vita, e iniziano esattamente nello stesso momento. Adesso. Mezzanotte.

Nora non deve far altro che scegliere un libro e leggerlo. 
Quella che le viene data è una seconda occasione, la possibilità unica di vivere una vita diversa, di gettarsi alle spalle i rimpianti e sperimentare altre esistenze per trovarne una alla sua misura. O almeno questo è quello che appare, perché non puoi davvero operare dei risultati se non sopporti di vivere con te stessə. Ciò che davvero, nel profondo, viene offerto a Nora è un viaggio interiore, un nuovo punto di vista. Riuscirà Nora a perdonarsi? Imparerà a dare nuovo valore alla vita, alle piccole cose? Sarà in grado di vedere sotto una nuova luce gli errori e ridefinire il concetto stesso di rimpianto? Ma, soprattutto, riuscirà a battere la morte? 

È davvero una rivelazione scoprire che il luogo in cui vuoi andare è esattamente quello da cui volevi fuggire. Che la prigione non era il luogo in cui stavi, ma il punto di vista.

Per certi aspetti, “La Biblioteca di Mezzanotte” non è un libro che spicca per originalità, non ci sono grossi colpi di scena e il finale è facilmente intuibile, ma la delicatezza e l’umanità con cui Haig tocca certi temi mi ha fatto venire la pelle d’oca. La sua scrittura è un caleidoscopio di sensazioni ed emozioni, ogni macchia d’inchiostro un colpo diretto al cuore. Gli spunti riflessivi sono innumerevoli. Quello che parte dalla Biblioteca è un viaggio psicologico nei meccanismi della depressione, ma anche un viaggio filosofico che si interroga sul rapporto con sé stessi e sul significato di felicità e della vita stessa.  

Matt Haig è senza ombra di dubbio uno degli autori più interessanti degli ultimi anni e, a parer mio, uno dei più apprezzabili. Con i suoi lavori porta avanti una campagna di sensibilizzazione nei confronti del disturbo psicologico e della malattia mentale, e lo fa con semplicità proprio per rendersi fruibile a tuttə. La depressione non è sinonimo di debolezza, non deve essere svilita e banalizzata. Le patologie psichiche, in forme più o meno gravi, sono più comuni di quanto si pensi ed è giusto e utile che se ne parli affinché la malattia smetta di essere stigmatizzata. Ricordate: basta un solo gesto, anche quello che a voi sembra il più piccolo e insignificante, per rischiarare l’esistenza delle persone intorno a voi. Con un pizzico di gentilezza in più il mondo sarebbe un posto migliore. 

Mi piace pensare alla storia di Nora come a un balsamo per le ferite dell’anima, un esempio di speranza per altre persone. Credo che ognunə di noi possa rispecchiarsi in lei, in alcune delle sue esperienze di vita. Nora si ritrova a dover fare i conti con il complicato rapporto coi genitori, il bullismo e il body shaming tra i banchi di scuola, i dubbi e le incertezze sul futuro, le difficoltà nei rapporti umani e affettivi, la solitudine e tanto altro. Tuttə noi ci ritroviamo a convivere costantemente con paure e insicurezze, oggi più che mai. Spesso e volentieri il disagio è dato proprio dalla ricerca della felicità nella perfezione, ma se c’è una cosa che ho imparato da Nora è proprio che la vita perfetta non esiste. Che cos’è la felicità senza la tristezza? Che valore possiamo dare alla gioia senza conoscere il dolore?

Che la storia di Nora sia d’esempio, che sia il punto di partenza di un percorso di autoaccettazione e consapevolezza.

Devi capire una cosa, se vuoi vincere a scacchi e la cosa che devi capire è la seguente: la partita non è mai finita finché non è finita. Non è finita neanche se hai un solo pedone sulla scacchiera. Se la tua squadra ha ancora un pedone e un re, e l’altra squadra ha tutti i pezzi, la partita è ancora aperta. E anche se sei un pedone – forse lo siamo tutti – devi tenere a mente che un pedone è il pezzo più magico di tutti. In apparenza può sembrare ordinario e insignificante, ma non è così. Perché un pedone non è mai semplicemente un pedone. Un pedone è una regina in divenire. Tutto ciò che devi fare è trovare un modo per continuare ad andare avanti. Un quadrato dopo l’altro. Così da raggiungere l’altra metà della scacchiera e liberare tutti i tuoi poteri.

“La Biblioteca di Mezzanotte” è un vero e proprio riflesso della società moderna, un piccolo gioiello sperimentale di narrativa contemporanea infarcito con un pizzico di realismo magico e teorie fisiche e fantascientifiche. Prendetevi il vostro tempo e leggetelo con consapevolezza, vi assicuro che non ve ne pentirete!  

4/5

RECENSIONE “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” di Chiara Moscardelli

Finalmente Teresa Papavero torna a farci sognare!
È con grande gioia che sono qui, oggi, a parlarvi nuovamente di una delle autrici nostrane da me più amate: Chiara Moscardelli. Avevo avuto occasione di conoscere il lavoro di Chiara quando, un paio di anni fa, Giunti Editore pubblicò “Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” (QUI per la recensione). Lo ricordo come fosse ieri: era il maggio del 2018, io avevo appena iniziato a lavorare in libreria e, dando una sistemata qua e là ai bestsellers, rimasi abbagliata da questo libricino dai colori non sgargianti, di più! E come fai a riposare come se nulla fosse un romanzo con un titolo simile? Mai scelta fu più felice! E ora, a distanza di due anni, eccole ancora qui, Chiara e la sua Teresa Papavero che questa volta dovrà fare i conti con un vero e proprio serial killer. Con “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” ne vedremo delle belle!
 

TITOLO: Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine

AUTORE: Chiara Moscardelli

GENERE: Giallo, Humor

DATA PUBBLICAZIONE: 30 settembre 2020

EDITORE: Giunti (A)

PAGINE: 272

PREZZO: 16,00 € / 10,99 € (eBook) 


TRAMA

Da quando Teresa ha risolto ben due casi di scomparsa ed è ospite fissa del programma tv Dove sei?, il borghetto di Strangolagalli sta vivendo la sua epoca d’oro. Un flusso costante di turisti ha messo a dura prova la capacità alberghiera del paese: semplicemente insufficiente. Per questo sta per inaugurare Le Combattenti, il nuovo grande Bed & Breakfast delle amiche Teresa Papavero e Luigia Capperi. L’insegna è pronta, le pareti sono dipinte di un bel rosa con tanto di fenicotteri dorati e Teresa, dopo essersi improvvisata imbianchina e decoratrice d’interni, si appresta a buttare giù l’ultimo muro quando intravede qualcosa: nell’intercapedine ci sono delle ossa, ossa umane. Chi vuoi che vada a Strangolagalli a nascondere uno scheletro? Teresa è pronta a scoprirlo e si affianca subito, e molto da vicino, al medico legale che si occupa del caso, tale Maurizio Tancredi. Ma se Tancredi non nasconde una certa simpatia nei suoi confronti, che fine ha fatto Leonardo Serra, il bel poliziotto che l’ha sedotta e abbandonata? E se si tratta di un cold case, chi è che la sta seguendo? Da Strangolagalli a Ventotene, da Roma allo spettrale manicomio di Aguscello, una nuova avvincente indagine della psicologa criminale più acuta e imbranata di sempre.

Avevamo lasciato Teresa alle prese con la fama e un cuore spezzato ed è esattamente così che la ritroviamo. Dopo le sue precedenti avventure Teresa è diventata la super star del paese e l’intera Strangolagalli si affida ciecamente a lei per ogni più piccolo problema: che fine ha fatto la gallina scomparsa dal pollaio? Il marito di Jolanda la tradisce con la tabaccaia? Quante sono le probabilità che Floriano venga colto da un coccolone provvidenziale durante la partita di scopone? Per queste e altre questioni, Teresa ha sempre la soluzione.  
Ma cosa fare quando uno scheletro di una donna viene ritrovato casualmente nell’intercapedine del tuo nuovo B&B durante i lavori di ristrutturazione? Ma poi come ci è finito uno scheletro a Strangolagalli? 

[…] Intanto, quasi tutto il muro era crollato. Mancava solo l’ultima martellata. E mentre gli occhi dei presenti erano puntati su Teresa, lei, già pronta per il colpo di grazia, si bloccò all’improvviso. 
«Che è, ‘na paralisi, ‘na visione, che è?»
«Macché visione! Non vedete anche voi quello che vedo io?»
«Dove?» chiese Gigia.
«Lì dentro, nel muro.»
Come dei ballerini di danza classica, tutti e quattro contemporaneamente eseguirono dei piccoli passetti in avanti.
«Porca mignotta!» si lasciò sfuggire Pasquale. 
«Cosa diavolo…?» bofonchiò Peppino. 
Gigia si limitò a emettere uno strillo, anche se molto acuto, portandosi le mani alla bocca con gesto plateale. Teresa, rimasta bloccata con il martello in aria e incapace di reggere oltre quel peso, lo lasciò cadere a terra con un tonfo. Nello stesso istante risuonò un altro tonfo, ancora più forte. Pasquale era svenuto, crollato a terra come un sacco di patate. Gigia gridò di nuovo, Ascanio si produsse in una elaborata bestemmia, il medico, invece, per un istante sembrò incerto sul da farsi, se soccorrere l’uomo svenuto o precipitarsi a controllare se ciò che aveva davanti agli occhi potesse davvero, senza margine di errore, dall’alto della sua grande esperienza e professionalità, definirsi a tutti gli effetti uno scheletro umano.

Teresa non si perde d’animo e, dopo l’iniziale shock, eccola pronta a prendere in mano le redini del caso – e a sgraffignare segretamente prove. E ora lasciatemi urlare a gran voce che: la detective più improbabile d’Italia è ufficialmente tornata! 

A differenza del primo capitolo, qua dovrà vedersela con un vero e proprio serial killer di donne. Dal giallo più classico passiamo al thriller psicologico e al tema del Male nella sua forma più perversa, senza mai abbandonare l’ironia che contraddistingue lo stile di Chiara, anche se in questo secondo volume ho trovato la comicità più calibrata, più sottile. In verità, sono molte le cose che differenziano questo romanzo dal suo predecessore. Un buon sequel dovrebbe essere un’evoluzione dell’opera prima, la storia dovrebbe andare in crescendo e non il contrario, come spesso accade. Chiara è riuscita a produrre un sequel degno di questo nome. “Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” serviva a presentarci Teresa, una donna eccentrica e bizzarra, all’apparenza di scarsa intelligenza, piena di insicurezze e segnata da profonde cicatrici. Come ben presto abbiamo capito, Teresa è tutto fuorché una sciocca, anzi, è dotata di capacità intuitive e di un intelletto fuori dal comune, complice la sua ipertimesia, la capacità di ricordare anche i dettagli più piccoli e irrilevanti.
Abbiamo seguito Teresa in un percorso che l’ha portata a ritrovare un briciolo di fiducia in sé stessa, la sua autostima ne ha indubbiamente giovato e infatti ora la ritroviamo più matura e consapevole delle proprie capacità. In “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” abbiamo l’opportunità di scavare ancora più a fondo nella sua contorta psicologia e di approfondire tematiche che ci erano state accennate precedentemente, in particolar modo il complicato legame con il padre e l’abbandono della madre. Ad aprire una finestra sulla sua psiche sarà proprio il caso del misterioso scheletro, caso in cui si ritroverà coinvolta, personalmente ed emotivamente, molto più di quanto avrebbe potuto immaginare.  

Aguscello era la chiave. […] Giornalisti e scrittori avevano raccontato le cose più incredibili. Bambini che venivano maltrattati e sottoposti a ogni tipo di tortura, fisica e psicologica. Leggende di riti satanici, di fantasmi dei ragazzi che erano morti lì dentro, che apparivano di notte e i cui lamenti si potevano udire anche da lontano. Un manicomio chiuso frettolosamente nel 1970 con pazienti e medici scomparsi nel nulla.

Sono molto soddisfatta di questa Chiara Moscardelli in veste di autrice thriller. Mi sono molto divertita a seguire gli indizi, gli eventi si susseguono con assoluta naturalezza e i colpi di scena lasciano letteralmente a bocca aperta. Ci sono stati momenti che mi hanno vista in stato di vero e proprio shock e altri che mi hanno fatto tremare di paura, prologo compreso! 
 
Certamente l’autrice ha un debole per gli incipit in media res e direi che, nel suo caso, sono sempre ben riusciti. Con “La Maledizione di Strangolagalli” ci eravamo ritrovatə in un commissariato di polizia a ridere di gusto ascoltando la storia di come l’uomo conosciuto da Teresa su Tinder si fosse gettato – o fosse stato spinto? – dalla finestra del suo appartamento mentre lei era chiusa in bagno da circa un’ora a causa di un attacco di dissenteria. In questo secondo capitolo le cose cambiano e non poco… Lo spirito del romanzo si fa più oscuro e il prologo, che ci presenta una scena futura, ci fa precipitare in uno stato di ansia e suspense che non ci abbandonerà mai durante il corso della lettura, una sensazione che ci terrà sul chi va là per tutto il tempo perché sappiamo che prima o poi ci dovremo svegliare di soprassalto nella stanza di un vecchio manicomio abbandonato, al buio e senza possibilità di fuga. Ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di Teresa Papavero, la stessa Teresa Papavero che utilizza le manette di pelo rosa del sexy shop per ammanettare energumeni pericolosi che vogliono ucciderla e che una volta ha abbattuto l’agente speciale Leonardo Serra con un vibratore. Ed è proprio da quest’ultimo che arriverà l’unico aiuto che Teresa riuscirà a trovare per uscire da questa spiacevole situazione:  

Decisa a trovare a tutti i costi una vita di uscita, infilò di nuovo le mani nella borsa: portava sempre con sé qualcosa di utile. Infatti, non ci mise molto a trovarlo. Il portachiavi di Serra: una bambolina formosa in plastica, mezza nuda, coperta solo di tulle, che quando veniva schiacciata emetteva un grido. Un regalo osceno, ma in quel momento davvero prezioso. Perché quella bambolina, ogni volta che veniva schiacciata, si illuminava.

Ciò che amo di Chiara è proprio questa sua capacità di mescolare con piacevole leggerezza elementi in netta contrapposizione tra loro: riesce a strapparti una risata persino quando sei immersa nel terrore più nero. È un’abile intrattenitrice: il connubio tra uno stile dinamico, frizzante, fatto di botta e risposta esilaranti e siparietti tragicomici, e la capacità di ricreare un mistero dalla trama fitta e accattivante, una matassa che si ha smania di sbrogliare, tiene il lettore letteralmente incollato alle pagine. Personalmente, ho letto “Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” in meno di ventiquattr’ore e “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” in circa quarantott’ore. Non potevo assolutamente smettere di leggere – e di ridere! 
 
Strangolagalli non delude mai, questo è sicuro. Quando sento il bisogno di un po’ di leggerezza so che è quello il luogo giusto in cui trovare rifugio. 
Spero con tutto il cuore che i suoi abitanti possano strappare più di un sorriso anche a voi, soprattutto ora che il mondo ne ha un così disperato bisogno.
Buona lettura!

5/5

RECENSIONE “Il Castello tra le Nuvole” di Kerstin Gier

“Il Castello tra le Nuvole” di Kerstin Gier mi ha tenuto al calduccio durante la nevicata della scorsa settimana. Non avrei potuto scegliere lettura più azzeccata! Insieme alla protagonista, Fanny Funke, mi sono ritrovata immersa in un’atmosfera magica ed è stato semplice immaginarla, tutta imbacuccata come un eschimese, a correre impacciata su centimentri e centimetri di neve o a costruire enormi draghi di neve coi bambini del Castello.  
Inoltre, cosa che non mi capitava da tempo immemore, ho fatto le ore piccole piccole piccole per finirlo e questo può significare solo una cosa: “Il Castello tra le Nuvole” è una bomba! 

TITOLO: Il Castello tra le Nuvole

AUTORE: Kerstin Gier

GENERE: Realismo magico, Mistery

DATA PUBBLICAZIONE: 4 ottobre 2018

EDITORE: Corbaccio 

PAGINE: 364

PREZZO: 18,60 € / 10,99 € (eBook) 


TRAMA

Che diciassette anni sia un’età meravigliosa lo dice solo chi li ha passati da un pezzo. Lo sa bene Fanny Funke che nella sua vita improvvisamente non ha trovato più niente che andasse per il verso giusto: amici, genitori, scuola… Al punto da decidere di mollare tutto e di andare a fare uno stage in un albergo. Di sicuro però non sapeva dove sarebbe finita nel luogo più sperduto delle Alpi svizzere in un Grand Hotel indubbiamente suggestivo ma chiaramente in rovina e con una clientela a dir poco variegata, fra oligarchi russi, industriali americani, scrittori di gialli, attrici, ex atlete olimpioniche e, per fortuna, almeno un paio di bei ragazzi. E dove, in qualità ultima arrivata, le tocca subire le angherie di alcune colleghe, le pretese tiranniche del proprietario e l’irritante comportamento dei bambini ai quali deve fare da babysitter. Ma quella che minaccia di diventare una faticosissima routine, si tramuta ben presto in una straordinaria avventura, quando l’atmosfera festosa dell’hotel viene stravolta da un tentato rapimento, che farà capire a Fanny di chi può veramente fidarsi e che cosa cerca veramente nella vita…

Fanny Funke ha da poco abbandonato gli studi e, per sfuggire gli sguardi delusi della sua famiglia, ha deciso di rintanarsi in un hotel sperduto nelle Alpi svizzere, lo Chateau Janvier, meglio conosciuto come il Castello tra le nuvole. Al Castello Fanny lavora come praticante, aiuta nelle pulizie, tiene in ordine l’albergo e, talvolta, si ritrova a svolgere il non facile compito di bambinaia, ancora meno facile se tra i figli degli illustri ospiti dell’hotel figura un piccolo demonio di nove anni, capace di far piangere persino uomini maturi e tutti d’un pezzo, la cui missione di vita è rendere la vita di Fanny un vero inferno. 

Ma a riempire di vita e calore le giornate della ragazza c’è un intero squadrone di variopinti impiegati e colleghi, primo tra tutti Monsieur Rocher, il vecchio concierge nonché vera anima dell’hotel. Ci sono il custode, il vecchio Stucky, e il signor Heffelfinger, l’eccentrico manager del centro benessere. E come non nominare il caro Pavel, un bulgaro grande e grosso ricoperto testa e piedi di teschi e serpenti tatuati. Un buttafuori, penserete voi. E invece no, perché il regno di Pavel è nel seminterrato e i suoi sudditi sono lavatrici (una menzione speciale va a Berta la stanca), asciugatrici e mangani (sia benedetta Trulla la grassa) e la sua attività preferita è stirare uniformi intonando l’Ave Maria.
E certo non mi sono dimenticata della Gatta proibita o di Biancone e Gigione, i due purosangue dell’albergo.
A completare il quadro ci sono anche gli innumerevoli ospiti dell’albergo come la famiglia di industriali del South Carolina, i
Barnbrooke, l’oligarca russo Smirnov (ma forse questo nome è solo una copertura), l’amorevole coppia dei Ludwing, e, ultimo ma non meno importante, l’avvenente e misterioso Tristan Brown che si troverà invischiato, in compagnia del giovane Ben Montfort, in una gara per il cuore di Fanny.
Insomma, potrei star qui a elencarli uno per uno ma preferisco lasciare a voi il piacere di scoprire ognuno degli ignari attori che, nel bene e nel male, danno vita a questa storia.  

All’inizio vi sembrerà di non riuscire a districarvi in questo lungo elenco di personaggi ma l’abilità della Gier sta proprio nel riuscire a rendere ognuno di loro unico e memorabile. Sono perfettamente caratterizzati: ogni comportamento, ogni azione, ogni singolo sguardo viene corredato da attributi esclusivi e da aggettivi che ne determinano la forma e il carattere in modo preciso e inconfondibile. 

E questo vale tanto per i personaggi quanto per gli ambienti e i luoghi.  

Il Castello tra le nuvole era pieno zeppo di passaggi segreti e scale nascoste; io stessa avevo impiegato settimane per scoprirli e, pur avendo acquisito una certa dimestichezza al riguardo, ero convinta che ci fossero ancora tantissime zone inesplorate, soprattutto nelle cantine, che erano scavate nella roccia come un labirinto su più piani. Si tramandava tenacemente la leggenda che l’hotel fosse incantato e io ero più che pronta a crederci.

Incorniciato dall’ambiente onirico e molto suggestivo delle Alpi svizzere, il Castello si presenta molto favolistico nella sua architettura. 
Insieme a Fanny impareremo a conoscere ogni più piccolo angolo dell’hotel, dalla sua piccola stanzetta con le tubature lamentose alla Suite Panoramica degli Smirnov (ma, di nuovo, sarà questo il loro vero nome?), dai sotterranei alla splendida antica biblioteca che si dice fosse frequentata da Rilke in persona quando era stato ospite dell’hotel.  

Questo è il palcoscenico che ospiterà una caccia al tesoro senza eguali, ricca di avventura e di pericoli, in cui un’ingenua Fanny si ritroverà invischiata. 
Ma non voglio dilungarmi troppo sulla trama perché la storia vera e propria si dipana man mano che si procede con la lettura. Non capisci fino in fondo che cosa andrai a leggere finché non te lo ritrovi davanti nero su bianco… Ci sono continui plot twist e colpi di scena mai forzati che si susseguono con estrema naturalezza e che, fino alla pagina precedentemente, non avremmo potuto immaginare nemmeno nei nostri sogni più vivaci (semi cit. 😉). È tutto un concatenamento di eventi studiato fin nei minimi dettagli, mai scontato, e quando, insieme a Fanny, arrivi alla risoluzione del mistero ti rendi conto che è ormai troppo tardi.  

Insomma, a me “Il Castello tra le Nuvole” è piaciuto, e anche tanto. La Gier è conosciuta soprattutto per la “Trilogia delle Gemme”, opera che in tutta onestà non mi è mai capitato di leggere, perciò questo è il suo primo romanzo che leggo e sono rimasta più che soddisfatta dal suo stile semplice ma ricco. Sa sicuramente come tenere alta l’attenzione del lettore: anche nella prima parte, più descrittiva e introduttiva e perciò dal ritmo meno frenetico, trova sempre il modo di introdurre quell’elemento che tiene perennemente il lettore sul “chi va là”.  

A un certo punto della storia la mia preoccupazione era una e una soltanto: il triangolo amoroso. Avevo paura che la componente young adult del romanzo si facesse troppo sentire e che prendesse il sopravvento sul resto, ma, per fortuna, così non è stato. Anzi, le dinamiche amorose di Fanny rimangono sempre sullo sfondo per emergere solo nel momento in cui possono offrire supporto logistico alla trama. Questo fa de “Il Castello delle Nuvole” una lettura più matura, adatta anche a persone più adulte che, come me, sono uscite da secoli dalla pubertà.  

Non vi tedierò oltre: siete liberi di correre a perdifiato verso la vostra libreria di fiducia!

5/5

RECENSIONE “Per Sole Donne” di Veronica Pivetti

Carə lettorə, oggi voglio parlare di un libro che mi ha tenuto piacevolmente compagnia durante un periodo in cui di risate ne avevo un disperato bisogno. Mi riferisco a “Per Sole Donne”, il primo romanzo non autobiografico dell’attrice italiana Veronica Pivetti. 

“UN’AVVERTENZA: ASTENERSI PURITANI E PERSONE SENSIBILI. TENERE LONTANO DALLA PORTATA DEI BAMBINI” 

TITOLO: Per Sole Donne

AUTORE: Veronica Pivetti

GENERE: Narrativa, Humor 

DATA PUBBLICAZIONE: 12 novembre 2019

EDITORE: Mondadori (Novel)

PAGINE: 252

PREZZO: 19,00 € / 9,99 € (eBook) 


TRAMA

Tra un sorriso e una risata capita anche di riflettere sull’eterna conflittualità dei rapporti tra i sessi e sull’inossidabile valore dell’amicizia. 

“Era stata una scopata noiosissima. Adelaide si era addormentata a metà, mentre Andrea gliela leccava.” 
È il fulminante inizio di Per sole donne, il primo romanzo di Veronica dopo due esilaranti bestseller autobiografici.
Adelaide fa l’antiquaria, ha un marito più giovane di lei con cui è in crisi, una madre complice e saggia nonostante un principio di arteriosclerosi, e quattro amiche vere, che come lei stanno attraversando la crisi dei cinquant’anni. Crisi? In realtà si direbbe che non si siano mai divertite tanto. Nei loro incontri (quasi sempre in un ristorante cinese) si scambiano le più inconfessabili confidenze sessuali, e al lettore è concesso di origliare e apprendere così, nei più imbarazzanti dettagli, le avventure e le sventure erotiche di Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina. Cinque donne diversissime tra loro ma accomunate da due cose: una visione ormai disincantata della vita e, al tempo stesso, una gran voglia di viverla a pieno. Anche a dispetto dell’età che avanza, come sperimenta dolorosamente Adelaide durante un amplesso con l’atletico amante Lorenzo detto “Trivella”. Si ride molto, alle loro spalle e a quelle dei loro partner, talmente goffi da suscitare tenerezza.
 

“Per Sole Donne” è un libro dalla trama molto semplice: cinque donne, legate da una profonda amicizia, nel mezzo del cammin di loro vita si ritrovarono in menopausa, alle prese con problemi di coppia, profonde crisi d’identità, scompensi emotivi e ormoni in subbuglio. 
Banale? Aspettate a giudicare, perché difficilmente avrete mai letto un libro tanto spregiudicato e sfacciato. La penna della Pivetti è audace e irriverente, caratterizzata da uno stile frizzante e dinamico e da un linguaggio esplicito, velato da una volgare ironia.  

I dialoghi sono esilaranti, specialmente quelli che la protagonista Adelaide scambia con la madre arteriosclerotica. È evidente l’influenza che una vita passata tra set cinematografici e teatri ha avuto sulle scelte stilistiche della Pivetti: molto spesso i dialoghi sono presenti sotto forma di “botta e risposta” e trovo che in questo caso sia una formula molto riuscita. La comicità è ben calibrata e la velocità delle battute rende il tutto molto colloquiale e accessibile. Sembra di trovarsi sedute ad un tavolo del proprio ristorante cinese di fiducia con il proprio gruppo di amiche. È proprio questo, secondo me, ciò che da una marcia in più a questo libro: diventi un tutt’uno con la carta stampata, ritrovi te stessa fra l’inchiostro di queste pagine ed entri a far parte in piena regola di questo strambo e variegato gruppo di donne. Esse incarnano i valori dell’amicizia, della fiducia e della complicità. Sanno di poter essere loro stesse senza mai doversi preoccupare di essere giudicate.

È facile immedesimarsi, entrare in empatia con loro, perché ognuna di queste donne ha un carattere e una personalità propria che si distingue in tutto e per tutto – o quasi – da quella delle altre. 
La protagonista è Adelaide, un’antiquaria perennemente stressata dalla dieta, intrappolata in un matrimonio noioso con un uomo più giovane che la tradisce con un’influencer di rossetti di appena vent’anni, mentre Martina, fresca fresca di menopausa, è la single incallita del gruppo, libertina e spregiudicata. E poi c’è Benedetta, la migliore amica di Adelaide, un po’ snob, inflessibile, tagliatrice di teste di professione e disillusa dall’amore – la classica zitella – e infine Tonia, la lesbica seduttrice senza peli sulla lingua e Rosaria, la gattara intrappolata in un matrimonio insapore e incolore.
Insomma, ognunə di noi potrebbe essere una di queste donne, donne intelligenti, di una certa cultura ed eleganza che al primo grido d’aiuto si ritrovano davanti ad un piatto di pollo in agrodolce e ravioli al vapore e, in totale onestà, si lasciano andare a commenti sfacciati e volgari, prive di inibizioni d’ogni sorta e senza la minima paura di sconvolgere.  

“Per Sole Donne” non è un romanzo con una trama originale o memorabile, non è un libro che si spaccia per un’opera di psicologia spicciola che vuole sviscerare le dinamiche dei rapporti di coppia o le ripercussioni della menopausa sul corpo e sulla psiche di una donna. No, quello presentato dalla Pivetti è uno spaccato di vita quotidiana, la semplice e pura realtà contemporanea. Che piaccia o meno, noi donne non abbiamo più paura di nasconderci dietro sciocchi tabù e pregiudizi di stampo medievale. Ade, Martina, Ben, Tonia e Rosaria sono donne libere ed emancipate, sono la voce di tutte noi ma, soprattutto, sono le grida di tutte quelle donne oppresse da società maschiliste e dispotiche che le privano della loro libertà personale e di espressione. Le donne guidate dalla Pivetti esigono la parità in tutto e per tutto, danno uno schiaffo in faccia al patriarcato che le vuole posate, mansuete e obbedienti e sovvertono l’ordine sociale.  
A tal proposito mi piacerebbe condividere un pezzo di un’intervista rilasciata dalla Pivetti per Mondadori a proposito del libro:  

[…] E poi avevo una voglia pazza di fare un tuffo nel non detto, nell’intimità femminile, nella ricerca del piacere e dell’amore, nel rifiuto delle convenzioni e dei tabù.
I tabù, che brutta invenzione!

Quanti ne abbiamo scardinati noi donne nel corso dei decenni e quanto è ancora lunga la strada della libertà sessuale.
Mica parlo di scopate, quelle ormai ce le facciamo con relativa (relativa, attenzione, relativa) disinvoltura.

Parlo di vera e profonda libertà scevra da pregiudizi, balzelli (morali) e fardelli, robaccia per bigotti e perbenisti che (lo so, lo so, tranquilli, lo so) fremeranno di sdegno davanti alle storie di Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina, le mie ragazze, le mie protagoniste senza esclusione di colpisenza mezze misure e senza veli (nel vero senso).

L’ipocrisia è dietro l’angolo coi suoi artigli uncinati.
Non abbassiamo la guardia né lo sguardo e continuiamo a pretendere per le donne la stessa libertà d’espressione che il mondo consente agli uomini da sempre.
Adelaide e le amiche lo fanno in tutte le duecentocinquantadue pagine del romanzo.

“Per Sole Donne” è un inno alla libertà, all’essere donna, all’amicizia. È un inno alla vita! 

Forse quello che sconvolge più di tutto è il fatto di non trovarsi davanti a delle adolescenti ma a delle cinquantenni sulla soglia della menopausa che dovrebbero essere madri e mogli devote e invece eccole lì a ridere alle spalle dei loro partner, a parlare di sesso, disavventure erotiche, tradimenti e divorzi. Veronica Pivetti vuole depennare una volta per tutte lo stereotipo della donna che sogna la famiglia del Mulino Bianco. La felicità non la si misura in figli e, cosa più importante, una donna di mezza età ha lo stesso diritto di una ventenne di sentirsi libera nel proprio corpo e nella propria vita sessuale, di conoscere uomini online e di fare sesso con uno sconosciuto nel bagno di un treno, così come ha il diritto di riscoprirsi omosessuale, ma questa è un’altra storia e se vorrete saperne di più dovrete leggere il libro.  

Un consiglio per gli uomini: non fermatevi al “Per Sole Donne” 😉 
 

4/5

RECENSIONE “L’Apprendista Geniale” di Anna Dalton

Ci sono libri che ci entrano dentro, diventano parte di noi; si intrufolano tra le vene arrivando dritti dritti al cuore, dove sono destinati a restare, per sempre.

È questo il caso de “L’Apprendista Geniale” di Anna Dalton: si è insinuato in ogni mio angolo, in maniera del tutto imprevista e spontanea, infiltrandomisi sotto la pelle con la stessa sinuosità di una gondola che scivola dolcemente sulle calme acque veneziane.

E pensare che ho provato una certa ritrosia all’inizio!
Ero scettica, come succede sempre quando mi trovo davanti ad un’opera letteraria prodotta da un personaggio dello spettacolo. Per chi infatti non lo sapesse, Anna Dalton è un’attrice italiana che diversi anni addietro partecipò al talent “Amici di Maria De Filippi”.
Ahimè, sono una persona facile al pregiudizio e pecco fin troppo spesso di scetticismo. D’altra parte odio profondamene questa parte di me e cerco sempre di metterla da parte così da dare sempre una chance e il beneficio del dubbio. Questo è uno di quei casi in cui sono estremamente contenta di averlo fatto!

Venite a scoprire il perché!

TITOLO: L’Apprendista Geniale

AUTORE: Anna Dalton

GENERE: Narrativa

DATA PUBBLICAZIONE: 30 agosto 2018

EDITORE: Garzanti (Narratori Moderni)

PAGINE: 270

PREZZO: 16,90 € / 9,99 € (eBook) 


TRAMA

Andrea attraversa il cancello del college di corsa, mentre il panorama di Venezia si perde all’orizzonte. È in ritardo, come sempre, e ancora più maldestra del solito, con il pesante borsone sulle spalle. Ma in tasca stringe tra le dita qualcosa che riesce a darle sicurezza ogni volta che è necessario: un foglietto di carta con su scarabocchiato «scrivi, scrivi, scrivi». Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso segnano la strada verso il suo sogno: diventare giornalista. Dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli, scrivendo di qualunque argomento. E questo il suo modo di distogliere la mente da ogni altro pensiero. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, e ci è riuscita grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ecco la sua forza. Ma quello che ha imparato finora rischia di non bastare: tra quelle aule l’ambizione è il motore di ogni cosa e ci sono persone pronte a tutto pur di ostacolarla, pur di intralciare la conquista dei suoi obiettivi. Senza scrupoli. Per fortuna accanto a lei ha tre amici che non si sono arresi davanti alla sua indole timida e solitaria. C’è Marilyn, che veste sempre di nero. Andre, che la segue ovunque, come un’ombra. E soprattutto l’enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker e che, dietro un enorme sorriso, nasconde qualcosa che il cuore di Andrea non vede l’ora di scoprire. Con loro si sente più al sicuro. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto, e ora deve stringersi più che può al suo sogno. Non può deludere la persona a cui anni fa ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole un coraggio che pensava di non avere.

“L’Apprendista Geniale” è, secondo il mio modesto parere, uno dei migliori libri pubblicati in questo 2018. Ha tutto ciò che un buon prodotto letterario dovrebbe avere. D’altronde, Garzanti è una delle poche case editrici rimaste che pubblica romanzi per i giovani senza mischiarsi all’ondata di romance di dubbio gusto  – tralasciando Jamie McGuire, ma uno sgarro glielo si perdona – a cui il mercato editoriale ci ha ormai abituati.

Vorrei citare Alessia Gazzola che ha definito il romanzo come “una storia di giovani non solo per giovani” e secondo me non si potevano trovare parole più azzeccate per descriverlo.

“L’Apprendista Geniale” è la storia di Andrea Doyle, una diciottenne irlandese trasferitasi in Italia con il padre George dopo la morte prematura della madre diversi anni prima. Andrea è un’aspirante giornalista e sembra che il suo sogno stia finalmente per avverarsi, grazie alla possibilità di frequentare la prestigiosa scuola di giornalismo veneziana, il Longjoy College.

Andrea è uno dei personaggi femminili migliori di sempre. Immedesimarsi in lei è stato molto facile per me. Insicura, piena di dubbi ed incertezze sul futuro e, come se non bastasse, nerd fino al midollo.
Appena mette piede all’interno della scuola si sente come un pesce fuor d’acqua. Il Longjoy è, come ho detto, un college molto prestigioso, frequentato unicamente da ragazzi appartenenti ad un certo ceto sociale, con l’unica eccezione di due borsisti l’anno. Neanche a dirlo, Andrea è una di questi.

Le angherie e i soprusi si sprecano: fin da subito si ritrova vittima degli attacchi gratuiti di Barbara – o, come viene subito ribattezzata, Barbie – e del suo fidanzato, Daniele – ma che noi chiameremo Edipone e il motivo mi pare più che implicito. Barbie è abituata a primeggiare ed è disposta a tutto pur di emergere. In un’unica figura, Anna Dalton racchiude i retroscena più oscuri del giornalismo – ma più in generale potremmo dire della vita stessa –, un mondo che pullula fin dall’alba dei tempi di personaggi spregevoli, sempre pronti a farti le scarpe e a passarti sopra con la grazia di un carrarmato. Di sicuro, la spropositata passione per Star Wars e Tolkien, tra gli altri, e l’introversione di Andrea non giovano granché alla sua causa: da sempre è abituata a sentirsi come un’emarginata, una reietta, additata come “quella strana”.

È tra le mura del Longjoy che Andrea troverà finalmente i suoi primi veri amici, personaggi stravaganti e, naturalmente, nerd quanto lei, che le insegneranno il valore dell’amicizia e l’importanza dell’avere accanto qualcuno sempre pronto a sostenerti nei momenti più bui della vita.

“L’Apprendista Geniale” scava a fondo in ogni sorta di rapporto umano: dalla famiglia, all’amicizia fin anche a trattare il tema dei primi amori nonché quello delle prime delusioni e dei cuori infranti – L’amore era davvero un casino. Neanche un incantesimo di confusione con Diamante del Caos faceva danni peggiori”. Per non parlare della brutale rivalità in campo scolastico e lavorativo ma anche dei rapporti tra adulti e bambini, alunni e insegnanti.

Ma non solo: Anna Dalton ci accompagna per mano in un viaggio alla scoperta di sé. Pagina dopo pagina vediamo Andrea acquisire sicurezza, fiducia in sé stessa e nelle proprie capacità. Quello della protagonista è un percorso difficile che richiede una dose di coraggio non indifferente: coraggio di mettersi in gioco e di scendere a patti con il proprio cuore e di non lasciarsi sopraffare dalla meschinità e dalle malelingue.
Quello che l’autrice ci tiene a dimostrare è che per capire veramente noi stessi abbiamo bisogno di rapportarci ad altri essere umani, nel bene e nel male, ma soprattutto nel bene: abbiamo bisogno di amici al nostro fianco – come si suol dire, pochi ma buoni. Senza Uno, Joker, Marylin e Andre, Andrea non avrebbe mai trovato la forza per reagire di fronte alle avversità, e lo stesso vale per ognuno di loro. D’altra parte, l’unione fa la forza e loro ne sono l’esempio più eclatante – ma per capirlo fino in fondo dovrete leggere il romanzo. Solo supportandosi a vicenda riusciranno a trovare la forza per non abbandonare i propri sogni e crederci, crederci fino in fondo.

Guardandomi intorno vedevo qualcosa di nuovo: persone che non avevano paura, o almeno non di creare legami. Gli ero piaciuta, mi avevano accolto e non si erano più guardati indietro. Forse così si doveva fare. Essere entusiasti delle cose e delle persone e crederci, crederci fino in fondo.
Mi sentivo per la prima volta parte di un gruppo, di una squadra, che sapevo mi avrebbe aiutata, che avrebbe fatto di tutto per rendermi la vita più facile, anche solo con la sua presenza.

Ho amato la prosa della Dalton, una ventata d’aria fresca, leggera e spensierata ma non priva di una certa carica emozionale. Appare più come una scrittrice navigata piuttosto che come una giovane autrice al suo esordio. Inoltre, da appassionata nerd come la nostra Andrea, non ho potuto fare a meno di amare i tanti riferimenti alla “cultura nerd”, da quelli legati al mondo creato da Tolkien a Dungeons and Dragons, da Star Wars a Harry Potter e molti altri ancora.

E poi come non menzionare le sue descrizioni!
“L’Apprendista Geniale” è un vero e proprio viaggio letterario che trasporta il lettore tra le pittoresche calli veneziane. Sembra realmente di trovarsi lì, accanto ad Andrea, sul tetto del Longjoy ad ammirare la maestosa bellezza della laguna o nel bel mezzo di Piazza San Marco, con addosso un costume da Maestro Yoda, a festeggiare il carnevale, quel tripudio di colorata stravaganza capace di ricreare un’atmosfera magica e unica al mondo.

Nei miei giorni qui ho scoperto che Venezia non è affatto un posto. È un insieme di posti. Basta guardare la cartina. Anche Dublino è un insieme di quartieri diversi, anche Roma, anche New York, ma qui tra un posto e l’altro c’è il mare.
Non c’è niente che ti fa sentire allo stesso momento parte di qualcosa e separato da tutto come vivere a Venezia. Dall’isola dei Santi se sforzo la vista riesco a vedere il profilo del campanile di San Marco ma so che per raggiungerlo dovrei aspettare la lentezza di un vaporetto. Anche se volessi correre, scappare, non lo potrei fare. Quest’isola ti tiene ferma, ti obbliga a riflettere, a prenderti il tuo tempo. Perché vuoi scappare? Da cosa vuoi scappare? Sei proprio sicura che ne valga la pena?

Insomma, non saprei trovare un difetto a questo libro neanche se volessi. Secondo il mio modesto parere, è la perfezione assoluta racchiusa in poco meno di trecento pagine.

Se vi siete mai sentiti deboli, senza più forze o aspettative alcune, se anche solo una volta nella vita avete pensato di non farcela e di mollare tutto di fronte all’ennesimo ostacolo, leggere “L’Apprendista Geniale”.
Leggetelo, leggetelo tutti, ma soprattutto voi, ragazzi: non c’è lettura più appropriata che possa accompagnarvi in questi primi giorni di scuola. Leggete le parole di Andrea e fatele vostre; non abbiate paura di essere voi stessi e, soprattutto, non smettete mai di combattere per i vostri sogni. 

A tutti quelli che hanno imparato a essere resilienti. Che non significa solo sopportare. Vuol dire trasformare un dolore in una crescita. E il brutto in bello. Anche se sembra un azzardo pensarlo. Ma è solo attraverso gli azzardi che si raggiungono le stelle.

5/5

RECENSIONE “Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” di Chiara Moscardelli

Bridget Jones incontra Sherlock Holmes in quest’ultimo romanzo di Chiara Moscardelli che, a sette anni dal suo romanzo d’esordio “Volevo Essere una Gatta Morta”, si riconferma come una delle penne più originali e frizzanti del panorama editoriale italiano.

“Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” è la quinta “fatica” di Chiara ed il primo volume di una trilogia che, ormai ne sono certa, saprà portare una ventata di freschezza e spensieratezza nelle vite dei lettori italiani.

TITOLO: Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli

AUTORE: Chiara Moscardelli

GENERE: Narrativa gialla, Commedia

DATA PUBBLICAZIONE: 16 maggio 2018

EDITORE: Giunti

PAGINE: 320

PREZZO: 12,66 € / 8,99 € (eBook) 


TRAMA

Superati i quaranta un uomo diventa interessante, una donna zitella. Ma Teresa Papavero non se ne cruccia, ha ben altre preoccupazioni. Dopo avere perso l’ennesimo lavoro in circostanze a dir poco surreali decide di tornare a Strangolagalli, borghetto a sud di Roma nonché suo paese nativo, l’unico posto dove ricominciare in tranquillità. E invece la tanto attesa serata romantica con Paolo, conosciuto su Tinder, finisce nel peggiore dei modi: mentre Teresa è in bagno, il ragazzo si butta dal terrazzo. Suicidio? O piuttosto, omicidio? Il maresciallo Nicola Lamonica, il primo ad accorrere sul luogo, è abbastanza confuso al riguardo. Non lo è invece Teresa che, dotata di un intuito fuori del comune, capisce alla prima occhiata che qualcosa non va. Il fatto è che non le crede nessuno. Tantomeno Leonardo Serra, l’affascinante quanto arrogante poliziotto arrivato per indagare sulla morte del giovane. A peggiorare la situazione la misteriosa scomparsa di Monica Tonelli, una delle ospiti del B&B che Teresa ha aperto nella casa paterna con la complicità di Gigia, la sua amica del cuore. Tutto il paese è in subbuglio perché la sparizione della donna viene addirittura annunciata nel famoso programma “Dove sei?” e a indagare sulla Tonelli arriva proprio l’inviato di punta, Corrado Zanni. Per Teresa davvero un periodo impegnativo, coinvolta in indagini dai risvolti inaspettati e perseguitata dalle ombre del passato: la scomparsa della madre e il burrascoso rapporto col padre, il noto psichiatra Giovan Battista Papavero. E così, tra affascinanti detective, carabinieri di paese, reporter d’assalto e misteriosi sconosciuti, Teresa si trova risucchiata in una girandola di intrighi, in un susseguirsi di imprevedibili colpi di scena. Tanto a Strangolagalli non succede mai niente!

Ho perso il conto di quante volte io abbia condiviso un pensiero a proposito di questo romanzo nelle mie stories di Instagram nelle ultime settimane. Se mi seguite, oltre ad essere stati vittime delle mie condivisioni psicolabili, saprete già benissimo quanto io abbia amato questo libro! Finalmente potrete capirne appieno il motivo.

Chiara Moscardelli è diventata la mia nuova ossessione. Chi mi conosce bene sa quanto io simpatizzi per i racconti pieni di angst, quelle storie che mi stritolano il cuore, me lo calpestano e lo fanno in mille pezzi. Beh, ogni tanto anche io ho bisogno di farmi qualche sana risata, eppure trovare un autore che sappia davvero farmi divertire è molto raro – diversamente basta un nonnulla per farmi versare fiumi di lacrime. D’altra parte si sa, far ridere è il mestiere più difficile, ma non per Chiara. Non mi divertivo così tanto da molto tempo!

La storia si apre con un interrogatorio a dir poco esilarante, una sorta di teatro dell’assurdo a cui prendono parte il maresciallo di Strangolagalli, Nicola Lamonica, l’appuntato Romoletto e la nostra Teresa Papavero, una donna di mezz’età eccentrica e stravagante che, senza capire né il come né il perché, si ritrova improvvisamente invischiata in un caso di “apparente” suicidio.

Teresa è una donna nubile, una zitella, per così dire, da tutti considerata “scema”, persino dal suo stesso padre, il Professore, lo stimato psichiatra Giovan Battista Papavero. Davanti a lui, Teresa si sente sempre in difetto, mai all’altezza. Il suo sogno era quello di seguire le sue orme e diventare una rispettata profiler, ma purtroppo la vita le ha riservato altro – tra cui un lavoro come commessa presso un sexy shop. Dopo l’ennesima delusione lavorativa, Teresa decide di fare i bagagli e tornare al suo paese natale, Strangolagalli, quella piccola comunità a pochi chilometri da Roma da cui Teresa e suo padre erano fuggiti dopo la scomparsa della madre. Strangolagalli è esattamente come ve lo aspettereste: un paesino stravagante ed eccentrico, “un piccolo borgo dal nome bizzarro, situato alle pendici dei monti Ernici e nei pressi della valle del fiume Liri, dove il tempo sembra esserci fermato” abitato da poco più di duemila anime, un paese in cui tutti si conoscono e partecipano attivamente alla vita della comunità. Strangolagalli è un piccolo paradiso in cui la vita scorre serena e senza intoppi, l’unico luogo in cui la nostra Teresa pensa di poter ritrovare un po’ di pace, allontanandosi da una vita che la considera inadeguata, limitata e, soprattutto, scema.

A Strangolagalli Teresa ritrova la sua amica del cuore Luigia Capperi, per tutti Gigia, e con lei decide di lanciarsi in una nuova attività e di aprire il “Papaveri e Capperi Bed and Breakfast”. Ma ad appena un anno dal suo ritorno, i suoi progetti di serenità vengono demoliti dal suicidio – suicidio? – di un tale Paolo Barbieri. Ma chi è quest’uomo? E perché Teresa è coinvolta nella sua morte?

Facciamo un passo indietro…

«Da quanto tempo vi conoscevate? Avevate una relazione? Era un suo amico?»
[…] «Ci eravamo conosciuti su Tinder.»
«Prego?»
«Tinder, ha presente?»
«Temo di no.»
«È ‘n’applicazione, marescia’»  li interruppe il giovane appuntato romano che fino a quel momento non aveva smesso di digitare al computer. Si chiamava Romoletto, Teresa lo conosceva bene perché ronzava attorno a Chantal, la sua estetista. Come d’altra parte facevano tutti gli uomini di Strangolagalli. E tutti senza speranza.
«Un’applicazione?»
«Sì, de’ quelle pe’ gli incontri, ‘ste robbe qui, ha presente?»
«Che incontri? Chi si deve incontrare con chi?»
Il ragazzo si alzò e si diresse verso Lamonica: «Ecco, vede?». E gli mostrò il suo cellulare. «È facile. Scorre qui, ce so’ tutte ‘ste foto de’ ragazze: se una je piace, se butta a sinistra. Oppure c’è er còre, o la icse.»
Teresa lo guardò con comprensione.
[…]«E allora mi sono iscritta a Tinder. Solo che come immaginerà non c’era nessuno di Strangolagalli. Vado a Roma, a Frosinone, mi faccio chilometri in macchina per cosa? Per incontrare uomini sposati, single impenitenti, minorenni, cripto-gay!!!»
«Perbacco.»
«Ma non ci ho fatto nulla, eh! Con i minorenni, intendo» mentì. Già si trovava abbastanza nei guai.
«Meno male»
«Paolo non aveva caricato foto abbracciato a un puma nella giungle, né si era descritto come il principe azzurro per ogni tipo di donna. Anzi, ora che ci penso Paolo non ne aveva affatto, di foto. Ed era così… così normale. Come se non bastasse, era a Strangolagalli! Sotto casa, capisce?»

Insomma, tramite Tinder Teresa ha conosciuto Paolo Barbieri, un giovane ragazzo in vacanza a Strangolagalli – ma poi chi è che va in vacanza a Strangolagalli? –, e si sono dati appuntamento nell’appartamento al quarto piano di una palazzina in cui Paolo alloggiava.

Ma poi qualcosa è andato storto…

«Non ha preso in considerazione il fatto che qualcuno possa essersi introdotto in casa mentre ero in bagno?»
Che colpo basso.
«Signorina Papavero. Lo ritiene davvero possibile? Quanto è rimasta in bagno, un’ora?»
«Beh, proprio un’ora, no. Ma cinquanta minuti, sì!»
«Perbacco.»
«Congestione. Mi viene sempre quando c’è l’aria condizionata. Dei crampi che neanche si immagina…»
«Certo, capisco. Però avrebbe dovuto sentire qualcosa.»
«Impossibile. Tenevo l’acqua del rubinetto aperta. E anche quella della doccia. Sa, per non far sentire il rumore… E poi, ora che mi ci fa pensare, lui doveva aver acceso la radio, perché, poco prima di chiudermi alle spalle la porta del bagno, ho udito distintamente della musica provenire dal soggiorno.»
[…] «Ci provi. Visualizzi la scena: aperitivo in terrazza, candele dappertutto. Sta visualizzando?»
Lamonica annuì con enfasi. Chiuse anche gli occhi per apparire più credibile.
«A quel punto però che succede? Arriva il mal di pancia. Un attacco terribile. Così, all’improvviso. Comincio a sudare freddo, ha presente? Sono brutti momenti.»
«Bruttissimi.»
«Penso: sarà stata l’aria condizionata. A lei non lo fa mai? Insomma, non appena siamo saliti in casa l’ho sentita subito. Un vento gelido proprio lì, sulla pancia. Dopo poco sono corsa in bagno. Galoppo! Perché quando ci si rende conto di non avere autonomia… Non un minuto di più, eh!»
«Va bene, ho capito. Non sia così dettagliata.»
«Me l’ha chiesto lei. Comunque, io sono lì, nel bagno. Mi chiudo dentro e apro tutti i rubinetti, anche quello del bidet, per star sicura. E quando finalmente esco, quello che fa?»
Il maresciallo e Romoletto pendevano dalle sue labbra.
«Che fa?» chiesero in coro.
«Niente! Perché non c’è. Da nessuna parte. Lo chiamo, lo cerco dappertutto e quando esco in terrazza e mi affaccio… quello è lì, disteso sull’asfalto. Non sono cose che capitano tutti i giorni.»

Una situazione paradossale! Possibile che qualcuno abbia ucciso il giovane Barbieri proprio sotto il naso di Teresa senza che lei si accorgesse di nulle? E chi poteva volere la morte di quell’uomo all’apparenza così anonimo? E, soprattutto, perché?

Da questo momento, Teresa Papavero si rimboccherà le maniche per cercare di sbrogliare la fitta rete di misteri in cui si ritrova invischiata, un’occasione che aiuterà noi lettori e tutti gli abitanti di Strangolagalli a capire che Teresa, in realtà, scema non lo è affatto. Teresa ha una memoria fotografica e un’attenzione per i dettagli senza eguali. È affetta da ipertimesia, ovvero da una memoria fotografica superiore che le permette di ricordare in modo dettagliato quasi ogni giorno passato della propria esistenza. Grazie a questa innata capacità, Teresa Papavero ci mette poco a svestire i panni della figlia scema del Professore e ad indossare quelli di investigatrice – Sherlock Holmes chi?

E come se il mistero della morte del Barbieri non bastasse, ecco che a complicare la situazione ci si mette l’affascinante poliziotto Leonardo Serra e il ritorno nella sua vita di Corrado Zanni, ex fiamma di Teresa ed inviato di punta della trasmissione “Dove Sei?”, programma che si occupa di persone scomparse e che approda a Strangolagalli per seguire il caso di Monica Tonelli, una delle ospiti del B&B misteriosamente scomparsa.

Chiara Moscardelli mette in scena una commedia senza eguali, travestendo il classico giallo di comicità. La sua penna è pungente, irriverente e spassosa. Chiara sa come far divertire e intrattenere e sono contenta di aver sperimentato questa sua capacità sulla mia stessa pelle. Ho amato il suo libro dall’inizio alla fine. Mi sono subito innamorata della mia cara Papaverina – come la chiamo io –, una donna terribilmente sottovalutata, dagli altri ma anche, e soprattutto, da sé stessa; una donna con un’autostima sotto ai piedi e con molte, troppe insicurezze che tenta di nascondere sotto una maschera di eccentrica ingenuità. In queste trecento pagine, ho avuto l’onore di assistere alla crescita personale di Teresa, di prendere parte alla presa di coscienza che le ha permesso di aprire gli occhi sulle proprie capacità e di rimboccarsi le maniche. È un personaggio ben costruito e caratterizzato, un personaggio fuori dal coro, rispetto ai suoi compaesani che risultano volutamente più macchiettistici.

Con Strangolagalli, Chiara ha voluto ricreare l’atmosfera della classica cittadina che vive isolata dal resto del mondo, una piccola comunità in cui il segreto di uno è il segreto di tutti e in cui i pettegolezzi si sprecano. Una cittadina stereotipata, quindi, che si porta dietro il bagaglio di una manciata di abitanti a tratti stereotipati, dagli atteggiamenti unici ed ineguagliabili nelle loro fattezze caricaturali. Una cornice tragicomica e assolutamente geniale è quella in cui hanno vita gli eventi assurdi che investono l’anonima e pacifica Strangolagalli, dal suicidio/omicidio del Barbieri alla scomparsa di Monica Tonelli.

“Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” è il libro perfetto per questo periodo estivo, un romanzo leggero e spensierato, senza alcuna pretesa se non quella di far ridere – e fidatevi, si ride di gusto!

Sono davvero contenta di aver avuto l’occasione di conoscere quest’ultimo lavoro di Chiara Moscardelli che mi ha permesso di scoprire ed apprezzare quest’esuberante e brillante scrittrice italiana che ha saputo conquistarmi irrimediabilmente il cuore. D’altra parte si sa, se vuoi conquistare una donna il trucco è farla ridere! 

5/5

SEGNALAZIONE “La Felicità ha il Colore dei Sogni” di Jean-Gabriel Causse

Buongiorno lettori!
Apriamo questa nuova settimana con una dolcissima segnalazione. È da poco uscito in libreria “La Felicità ha il Colore dei Sogni” di Jean-Gabriel Causse, un romanzo magico che saprà condurvi in un viaggio costellato di mille colori.

TITOLO: La Felicità ha il Colore dei Sogni

AUTORE: Jean-Gabriel Causse

DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 maggio 2018

GENERE: Narrativa contemporanea

EDITORE HarperCollins

PAGINE: 327

PREZZO: 15,30 € / 8,99 € (eBook) 


SINOSSI

Un giorno, all’improvviso, i colori scompaiono dal mondo. In questa nuova realtà tutta in bianco e nero, una coppia a dir poco insolita si mette in testa di salvare l’umanità dalla tristezza e dalla depressione e inizia a cercarli. Lui è Arthur, lavora in una famosa azienda che produce matite colorate da generazioni ed è un uomo affascinante e molto solo. Lei è la sua vicina Charlotte, una famosa giornalista radiofonica cieca dalla nascita ed esperta di colori, proprio quelli che lei, però, non ha mai potuto vedere. Al loro fianco, una bambina con un dono misterioso, un tassista newyorkese e gli ospiti di una casa di riposo che somiglia molto più a una colonia estiva. E sulle loro tracce, una banda di pericolosi scagnozzi al soldo della mafia cinese…

Una morale travestita da racconto spensierato, una favola moderna satura di magia che ci aiuta a riscoprire tutte le sfumature di cui il mondo si colora.

“La Felicità ha il Colore dei Sogni” è un libro divertente arricchito, tra le altre cose, da aneddoti storici e scientifici che fanno riflettere sull’importanza dei colori e sul modo in cui le nostre menti, ma soprattutto i nostri cuori, percepiscono tali colori.

Che ne dite? Pensate di leggerlo?
Se siete ancora indecisi, a QUESTO LINK potrete trovare un breve estratto che saprà senza dubbio convincervi.

SEGNALAZIONE “Non Giurare Sulla Luna” di Chiara Rametta

Buongiorno lettori,
oggi voglio segnalarvi il romanzo d’esordio di una giovane autrice italiana, “Non Giurare Sulla Luna” di Chiara Rametta.

I più attenti e appassionati letterati di voi avranno sicuramente colto il non tanto casuale riferimento a Shakespeare. Dico non tanto casuale perché la storia è ambientata nientepopodimeno che nella romantica Verona, teatro della più famosa tragedia di tutti i tempi, “Romeo e Giulietta”, opera da cui è tratta la famosa citazione che fa da titolo al romanzo di Chiara – “Non giurare sulla luna, questa incostante che muta di faccia ogni mese, nel suo rotondo andare!”

Proprio come per Romeo e Giulietta, la bella Verona fa da sfondo alla storia d’amore tra Annabelle e Giacomo, muta testimone di un giovane amore che si consuma tra le sue vie pittoresche.

Ma “Non Giurare Sulla Luna” è molto più che una semplice storia d’amore. Chiara Rametta ci parla di una piaga sociale sempre molto attuale, un problema che ha afflitto ragazzi e ragazze di ogni epoca: il bullismo. Ragazzine che vengono derise se non indossano abiti all’ultima moda e ragazzini che vengono bollati come “sfigati”, e magari picchiati, perché preferiscono passare le domeniche chini sui libri invece che a correre dietro ad un pallone.

Attraverso lo speciale rapporto tra Annabelle e il piccolo Tommy, Chiara mette nero su bianco quello che la società di oggi è diventata, una giungla mediatica in cui tutto ciò che conta è apparire e si interroga alla ricerca di una via d’uscita, un modo per eliminare, una volta per tutte, l’attitudine ad associare la parola “sbagliato” alla parola “diverso”.

TITOLO: Non Giurare Sulla Luna

AUTORE: Chiara Rametta

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 maggio 2018

GENERE: Narrativa rosa

EDITORE:  Lettere Animate

PAGINE: 216

PREZZO: 13,00 € / 2,99 € (eBook) 


SINOSSI

Cosa succederebbe se il passato tornasse a condizionare il tuo presente?

Genitori assenti e separati, pochi amici, ma buoni; Annabelle sta per affacciarsi nel mondo degli adulti e ha capito che il liceo è una dura palestra di vita, dove solo il più forte e sfrontato vincerà. Conta i giorni e le ore che la separano dalla sua nuova vita. Ma qualcosa di imprevedibile mescolerà le carte in tavola. Nello scenario di un Verona romantica, tra versi di Shakespeare e dipinti seicenteschi, conoscerà Giacomo, per gli amici James. Sembrerebbe essere perfetto se non fosse per il grande segreto che nasconde. Ma la vita di Annabelle si intreccerà con quella di Tommy, un ragazzino vittima di bullismo. Tutto prenderà un piega inaspettata e Annabelle si troverà a fare i conti con i demoni del suo passato, che hanno condizionato il suo percorso liceale. È davvero possibile distinguersi dalla massa?

A questo link potrete inoltre trovare i primi capitoli della storia.
In alternativa, vi lascio qui di seguito un breve estratto:

Erano in cinque. Il più alto, dalla chioma rossiccia, teneva alzato con il braccio uno zainetto, agitandolo e svuotandolo. Penne, libri, quaderni. Tutti buttati lì a terra.

Gli altri ridevano.

Erano delle risate assordanti. Stridule, diaboliche.

Il più robusto di tutti aveva un cellulare in mano, stava riprendendo la scena. Quando il “capo” della gang diede un calcio ai libri per toglierli di mezzo e farsi spazio, riuscì a vederlo.

Un ragazzino magrolino, con una polo bianca e gli occhiali. Era a terra.

Quel mostriciattolo lo afferrò per la maglia. «Così la prossima volta impari a non farci i compiti!» con la stessa forza lo respinse a terra.

Tenevo i pugni stretti. Sentivo il viso andarmi a fuoco. No. Non poteva succedere di nuovo.

Empatia. Ecco cosa provavo. Un forte senso di empatia. Conoscevo quella sensazione. La derisione. Il disprezzo.

È sempre facile prendersela con i più deboli. È sempre facile essere “spavaldi” in branco. Non potevo restare con le mani in mano, non stavolta.

Scesi dal marciapiede facendomi vedere dal branco. Camminai nella loro direzione, a testa alta e con portamento sicuro. Neanche per un secondo mi balenò in mente l’idea che qualcuno di quei balordi potesse farmi del male. Avranno avuto circa quattordici anni a testa.

Il ragazzo dagli occhi blu fece cenno con il capo al boss della gang, di andare. Si alzò una voce acuta, “forza andiamo”. Camminavano con passo svelto nella direzione opposta, ignorando il compagno a terra.

Classe 2000, Chiara vive in provincia di Siracusa, dove frequenta l’ultimo anno di liceo. Vorrebbe iscriversi alla facoltà di giornalismo ed editoria. Dal 2016 gestisce il suo blog letterario “Living among the books”, per lei è stato un percorso di grande crescita che l’ha portata ad avvicinarsi al mondo dell’editoria e a confrontarsi e conoscere tantissimi blogger e lettori. Le sue materie preferite sono storia dell’arte e psicologia, mentre il libro del cuore è Il ritratto di Dorian Gray. Ma un’altra grande passione è la fotografia.

Wishlist di Aprile

Buongiorno lettori!
Apriamo questo nuovo mese con la prima rubrica del blog: LA WISHLIST DEL MESE.

Ad ogni inizio mese pubblicherò la lista – infinita – di tutti i libri che, nel corso del mese precedente, sono andati ad aggiungersi alla mia wishlist librosa.

Per cominciare, vi propongo la mia wishlist di aprile.
Devo proprio ammetterlo: non mi sono comportata molto bene. Staccare il mio dito dal bottone “aggiungi alla lista” è stato davvero difficile, se non impossibile.
Mettetevi comodi perché ne avremo per un bel po’!

TITOLO: Cioccolata a Colazione

AUTORE: Pamela Moore

GENERE: Narrativa

DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 settembre 2014 (Prima edizione italiana 1957)

EDITORE: Mondadori (I Meridiani)

PAGINE: 265

PREZZO: 11,05 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Dopo il divorzio dei genitori, la quindicenne Courtney Farrell vive tra Manhattan, dove lavora il padre, e Hollywood, dove la madre, attrice in declino, cerca nuova fama. I suoi amici, uno dopo l’altro, vengono espulsi da Yale e da Harvard, mentre la disinvolta e sensuale compagna di scuola, Janet, va incontro a un tragico destino.

“Cioccolata a colazione”, “il libro di una ragazza, ma non per le ragazze”, uscì nel 1956, opera prima di un’autrice diciottenne in cui la critica vide la risposta americana alla Sagan di “Bonjour tristesse”. Dirompente e disincantato, ma anche testimonianza dell’eterno lato fragile e sognante dell’adolescenza femminile, il romanzo scandalizzò l’America rivelando la disperata solitudine nascosta dietro la vita nei collegi per ragazze di ottima famiglia e la sua scintillante mondanità, e affrontando argomenti tabù come omosessualità, abuso di alcol e suicidio giovanile. La denuncia espressa dalla Moore con irruente sincerità e indiscutibile talento di scrittura conquistò immediatamente l’Europa; tradotto in numerose lingue, oggetto in Italia di un processo per oscenità, il romanzo viene qui proposto secondo il testo dell’edizione americana.

Il romanzo di Pamela Moore mi è capitato davanti mentre scrivevo l’articolo per Pasqua “Dimmi che cioccolato mangi e ti dirò che libro leggere”. Nonostante il titolo possa essere fuorviante, “Cioccolata a Colazione” non è assolutamente un libro che parla di cioccolata, anzi… Un libro che tratta temi importanti e delicati come l’omosessualità, l’alcolismo e il suicidio giovanile, tra le altre cose. Inoltre, in una recensione che mi è capitato di leggere, la Moore viene descritta come una sorta di erede letteraria di Fitzgerald. Direi che questo, insieme alla trama stessa del libro, mi ha lasciata il desiderio di leggere questo romanzo!

TITOLO: Flâneur: l’Arte di Vagabondare per Parigi

AUTORE: Federico Castigliano

GENERE: Viaggi

DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 maggio 2017

EDITORE: Self-publishing

PAGINE: 160

PREZZO: 11,47 € / 3,99 € (eBook) – Gratis per gli abbonati KindleUnlimited


SINOSSI

Un uomo cammina per le strade di Parigi, solo e senza una destinazione. Percorre lunghi viali dai palazzi maestosi, si perde tra la folla dei Grands Magasins. Abbottonato nel cappotto nero, vaga per la città irrequieto. Ma che cosa cerca? Dove va?

Questo libro insegna a perdersi nella città: contiene racconti di promenades e di avventure urbane, storie di dandy e di flâneur… Contiene informazioni su personaggi, autori e artisti che hanno vagato per le vie di Parigi. Leggendo queste pagine scoprirete i segreti della flânerie, la nobile arte di vagabondare senza una meta.

Ho scovato, del tutto casualmente, questo libricino nei meandri di Amazon. Inutile dire che il colpo di fulmine è scattato in neanche mezzo secondo. D’altro canto, Parigi è una delle mie città preferite!
Sono incuriosita da questo modo di viaggiare, così, senza essersi prefissati una meta. Solo un lungo vagabondare per la città. Sarà che il mio “stile di viaggio” è l’esatto opposto. Tutte le volte che ho visitato Parigi l’ho fatto con un dettagliatissimo itinerario tra le mani tra le mani. Chi lo sa, magari la prossima volta che la visiterò lo farà alla maniera di Federico Castigliano.

TITOLO: Il Grande Fuoco

AUTORE: Krysten Ritter

GENERE: Thriller, Mistero

DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 aprile 2018

EDITORE: Sperling & Kupfer (Pandora)

PAGINE: 330

PREZZO: 16,06 € / 10,01 € (eBook)


SINOSSI

Sono trascorsi dieci anni da quando Abby Williams se n’è andata dalla piccola città di provincia dove è nata e cresciuta. E ce l’ha messa tutta per cancellare ogni traccia delle sue origini. Adesso è un avvocato dalla carriera sfolgorante, si occupa con successo di ambiente, vive a Chicago in un appartamento ultramoderno e ha la sua collezione di fidanzati usa e getta. Il passato però riesce a farsi strada di nuovo nella sua vita, incrinandone la fragile corazza: il nuovo caso che le viene affidato la porta, infatti, in Indiana, e proprio a Barrens, il suo paese. È lì che la Optimal Plastics ha dato lavoro all’intera popolazione, ma forse a un prezzo troppo caro. È lì che le indagini di Abby sulla scarsa trasparenza dell’industria chimica riportano alla luce anche uno scandalo legato alla sua adolescenza. Un mistero irrisolto che non ha mai smesso di angosciarla: la scomparsa della sua migliore amica, Kaycee. Quella ragazza unica e geniale è fuggita verso la libertà o è rimasta vittima dei segreti di Barrens? Scavando nella propria memoria e cercando risposte a vecchie domande, Abby si trova invischiata in una pericolosa ragnatela di menzogne e silenzi. Ma la verità, che ha sempre voluto scoprire senza confessarlo neanche a se stessa, è finalmente a portata di mano. Per liberarla una volta per tutte dalle ombre del passato.

Ero un po’ scettica a proposito di questo romanzo. Per chi non lo sapesse, Krysten Ritter è un’attrice – che io amo – che ha recitato, tra le altre cose, in “Breaking Bad” e “Monalisa Smile”, ma che è soprattutto conosciuta per il suo ruolo da protagonista nella serie Marvel “Jessica Jones”. Come ogni libro pubblicato da una celebrità, anche questo mi lasciava col dubbio sul reale valore letterario di tale romanzo. Eppure non riesco a non impazzire dalla curiosità ogni volta che ne leggo la trama! Inoltre, le recensioni lasciano ben sperare, perciò: WISHILIST SIA!

TITOLO: Trilogia di New York – #1 Città di Vetro, #2 Fantasmi, #3 La Stanza Chiusa

AUTORE: Paul Auster

GENERE: Narrativa, Thriller

DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 marzo 2014

EDITORE: Einaudi (Super ET)

PAGINE: 316

PREZZO: 10,62 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa “Trilogia” sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. “Città di vetro” è la storia di uno scrittore di gialli che “accetta” l’errore del caso e fingendosi un’altra persona cerca di risolvere un mistero. “Fantasmi” narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. “La stanza chiusa” racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Non conoscevo questo autore. Non avevo mai sentito parlare di Paul Auster fino alla recente pubblicazione di “4 3 2 1”, sempre da parte di Einaudi – libro che, tra l’altro, voglio leggere. Facendo qualche ricerca di rito ho scovato questa raccolta di questi tre racconti e ne sono rimasta immediatamente affascinata. Se qualcuno di voi ha letto la trilogia si faccia avanti!

TITOLO: Trilogia Splintered – #1 Il Mio Splendido Migliore Amico, #2 Tra le Braccia di Morfeo, #3 Il Segreto della Regina Rossa 

AUTORE: A. G. Howard

GENERE: Fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 aprile 2018 (Prima pubblicazione italiana 2016)

EDITORE: Newton Compton Editori (SuperInsuperabili)

PAGINE: 890

PREZZO: 8,41 € / 0,99 € (eBook)


SINOSSI

Alyssa Gardner ha scoperto di avere un dono speciale: riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Tutte le donne della sua famiglia hanno avuto la stessa sorte, fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo celebre libro. E lei sta per compiere una scoperta che le cambierà completamente la vita: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, non è una finzione ma un’incredibile verità. È un luogo molto più oscuro di come l’abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove straordinarie. Tra insidie, pericoli e creature spaventose (dal Bianconiglio alla malvagia Regina Rossa) avrà al suo fianco Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata e l’ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida in quelle ignote lande incantate.

La pubblicazione di questa trilogia risale ormai a qualche anno fa, quindi perché io mi sveglio solo ora? Ammetto che in questo caso mi sono lasciata frenare dalle apparenze. Ho dato un occhio alla cover del primo volume che, diciamolo, non è per nulla accattivante, uno sguardo veloce al titolo – “Il Mio Splendido Migliore Amico” –, che non lasciava presagire nulla di buono, e fine, non mi sono neanche degnata di leggerne la trama. Non mi piace giudicare un libro dalla copertina, né in positivo né in negativo, però non posso negare che anche l’occhio voglia la sua parte!
Questo mese, la Newton ha ripubblicato l’intera trilogia in un’unica edizione e, quando il mio sguardo è caduto sugli altri due titoli della saga, ne sono rimasta incuriosita. Dopo aver letto la trama e aver scoperto che si trattava di un retelling di “Alice nel Paese delle Meraviglie” e, dopo essermi imbattuta in un gran numero di recensioni entusiaste, ho deciso di dare a questa saga almeno una possibilità.

TITOLO: Trilogia de I Guardini della Notte – #1 I Guardiani della Notte, #2 I Guardiani del Giorno, #3 I Guardiani del Crepuscolo 

AUTORE: Sergej Luk’janenko

GENERE: Urban fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 maggio 2010

EDITORE: Mondadori (Chrysalide)

PAGINE: 1230

PREZZO: 18,70 € 


SINOSSI

La notte di Mosca è cupa e pericolosa, non solo per i criminali che si aggirano in cerca di vittime. Vampiri, stregoni, animali magici e altre creature misteriose si mescolano agli esseri umani. Solo Anton e gli altri guardiani possono riconoscerli: il loro compito è quello di far rispettare la tregua tra Bene e Male, che impegna le forze della Luce e quelle delle Tenebre a vegliare l’una sull’altra, perché nessuna prevalga. Ma qualcosa nella pace millenaria che divide il popolo notturno da quello del giorno sta cambiando e il destino dell’umanità è legato a quello di un ragazzo che non sa di possedere un enorme potere. Un ragazzo che sia le forze della Luce che quelle delle Tenebre vogliono arruolare nella propria fazione. Comincia così una lotta sfrenata per la sopravvivenza dell’umanità, tra cellulari costosi e corvi parlanti, mafia russa e minacce apocalittiche, vodka e sortilegi.

Prima di aggiungere questa trilogia alla mia lista ci ho dovuto pensare un po’ –leggendo la trama capirete il perché. Da una parte mi ispira azione, complotti e misteri millenari da risolvere… Verso la fine però emerge tanto tanto trash: “Comincia così una lotta sfrenata per la sopravvivenza dell’umanità, tra cellulari costosi e corvi parlanti, mafia russa e minacce apocalittiche, vodka e sortilegi.”
Purtroppo è una di quelle saghe un po’ controverse, amata da molti e odiata da tanti. Ergo, non posso fare affidamento al 100% sulle recensioni, perciò ho deciso di seguire il mio istinto iniziale che mi suggeriva di dare una possibilità a questa saga. Dopotutto, un po’ di trash è sempre ben accetto.

TITOLO: Runemal, Il Grande Libro delle Rune – Origine, Storia, Interpretazione

AUTORE: Giovanna Bellini, Umberto Carmignani

GENERE: Esoterismo, Divinazione

DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 maggio 2009

EDITORE: L’Età dell’Acquario (Uomini storia e misteri)

PAGINE: 457

PREZZO: 29,32 € 


SINOSSI

Le Rune sono la sacra lingua degli dei e degli eroi del Nord, sono le lettere di un antico e misterioso alfabeto che ha nel mito di Odino la propria origine. Esse rappresentano le diverse tappe e i diversi aspetti dell’esistenza, l’avvicendarsi delle stagioni, le semine e i raccolti, le prove che ogni essere umano è chiamato ad affrontare, le ambite ricompense e le inevitabili perdite nel continuo confronto con il Destino. Attraverso di esse possiamo chiedere aiuto alla natura e ricevere l’energia necessaria per compiere il nostro cammino nella gioia e nella luce, vincendo i demoni della paura e della rabbia, della rinuncia e della disperazione. Ma le Rune sono anche portatrici di una conoscenza più profonda, l’Arte Oracolare, cioè la capacità di interpretare il senso degli eventi passati, presenti e futuri, che oggi, attraverso le scoperte della psicologia junghiana e della fisica quantistica e grazie alle nuove teorie sistemiche sulla psiche e sull’inconscio, sullo spazio-tempo, sulla sincronicità e sui campi morfogenetici, possiamo leggere in una luce completamente nuova.

Con questo libro, Umberto Carmignani e Giovanna Bellini invitano il lettore a compiere un’esperienza di crescita interiore, seguendo passo dopo passo la strada indicata dalle Rune.

Questo è un libro un po’ particolare, un manuale per apprendere  l’antica arte runica. Chi mi conosce lo sa bene: sono un’appassionata di cultura celtica, in particolare quella scozzese. Un annetto fa, ho persino iniziato a studiare – da autodidatta – il gaelico. È una lingua estremamente difficile, e non vi nascondo che di progressi ne ho fatti veramente pochi. La scorsa estate ho visitato la Scozia – non potete immaginare la mia emozione! – e durante un tour privato nella zona che va da Inverness a Loch Ness, ho avuto modo di approfondire e migliorare alcune pronunce grazie alla mia guida. Per chi non lo sapesse, il gaelico viene ancora insegnato nelle scuole scozzesi. Su ogni indicazione stradale, insegna o locandina, la traduzione gaelica accompagna sempre la lingua inglese. Cosa darei per potermi trasferire lì!

Scusate il mio sproloquio, ma quando si parla di Scozia mi lascio sempre trascinare dall’entusiasmo.

Comunque, dopo attente ricerche ho scelto questo libro per cimentarmi con le rune celtiche. Il costo è un po’ elevato, e per questo motivo è finito dritto dritto nella lista che distribuisco sotto le feste e da cui i miei cari possono attingere per i miei regali.

TITOLO: La Canzone di Achille

AUTORE: Madeline Miller

GENERE: Narrativa mitologica

DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 aprile 2013

EDITORE: Sonzogno (Romanzi)

PAGINE: 382

PREZZO: 16,15 € / 12,99 € (eBook)


SINOSSI

Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, amici prima e poi amanti e infine anche compagni d’arme – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna.

Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, a cui la dottrina non ha limitato o spento la fantasia creatrice, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i Greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Credo non ci sia nemmeno bisogno di spiegarvi per quale motivo vorrei leggere questo libro, dico bene? A parte la trama, che già parla da sé, e tralasciando per un momento il mio entusiasmo per la componente storica, ho avuto modo di leggere decine e decine di recensioni senza trovarne neanche una lontanamente negativa. Mi pare di aver capito abbastanza chiaramente che con la Miller si va sul sicuro!

TITOLO: Il Quaderno dei Nomi Perduti

AUTORE: Sofia Lundberg

GENERE: Narrativa contemporanea

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2018

EDITORE: DeA Planeta Libri

PAGINE: 377

PREZZO: 14,45 € / 7,99 € (eBook)


SINOSSI

Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

Il romanzo di Sofia Lundberg è al primo posto dei libri che comprerò quando sentirò il bisogno di sfogare tutte le mie lacrime. Io affronto le mie letture a periodi: posso trascorrere mesi e mesi a leggere solo libri fantasy, o solo distopie o solo gialli e thriller. Ora, per esempio, sono nel mio personale periodo rosa, perciò direi che, per “Il Quaderno dei Nomi Perduti”, le possibilità di finire tra i miei prossimi acquisti siano aumentate drasticamente.

TITOLO: La Ragazza che Amava Picasso

AUTORE: Camille Aubray

GENERE: Narrativa contemporanea

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2018

EDITORE: Piemme

PAGINE: 450

PREZZO: 16,57 € / 9,99 € (eBook)


SINOSSI

1936. È un anno speciale per Pablo Picasso. In fuga dai troppi amori e dalla troppa intensità di Parigi, cerca rifugio in Costa Azzurra, a Juan-Les-Pins, dove il cielo è incredibilmente blu e il mare pieno di sfumature smeraldo. Qui si stabilisce per un po’, in incognito, riprendendo finalmente a dipingere dopo una lunga pausa. E proprio in questo periodo, per la prima volta, una ragazza con i capelli neri fa capolino nei suoi quadri. Nessuno ha mai saputo chi fosse. Come nessuno ha mai indovinato cosa successe davvero a Picasso in quella breve e misteriosa parentesi della sua vita. Ondine, folti capelli neri e la freschezza dei suoi diciassette anni, lavora nel Café Paradis, piccolo ristorantino gestito da sua madre, e la sua vita a Juan-Les-Pins è stata scossa finora da un solo terremoto: il primo amore. Quando un misterioso sconosciuto che viene da Parigi prende in affitto una delle ville della città, è lei la prescelta per portargli il pranzo a domicilio. E così che Ondine incontrerà il grande genio dell’arte, e grazie ai quadri, come al comune amore per la cucina, tra i due nascerà una particolarissima amicizia, che cambierà Ondine per sempre. Un’amicizia i cui effetti dureranno nel tempo, tanto che, due generazioni dopo, la sua nipote Céline, make-up artist a Los Angeles, deciderà di intraprendere un viaggio proprio nei luoghi dell’incontro tra la sua nonna Ondine e Picasso, alla scoperta del passato della sua famiglia, e di se stessa.

Considero “La Ragazza che Amava Picasso” la punta di diamante della mia wishlist. Io vengo da anni e anni di studi artistici – 8, per la precisione. Capirete perciò quanto il mio amore per l’arte possa essere sconfinato! Quando si tratta di “romanzi artistici”, chiamiamoli così, non sono mai molto fortunata. Tra quelli che ho letto ci sono, ad esempio, “La Ragazza con l’Orecchino di Perla” – che penso tutti conosciate – e “La Felicità delle Piccole Cose” che si focalizza invece sull’arte impressionista – la mia corrente preferita – , nello specifico quella di Monet. Purtroppo, nessuno di questi mi ha entusiasmato quanto avrei desiderato. Spero di trovare finalmente quella meraviglia artistica che ricerco ne “La Ragazza che Amava Picasso”.

Siamo giunti alla fine di questa lista infinita . Finalmente!, direte voi – e pure il mio portafoglio.

Ora vi lascerò con una seconda lista un po’ particolare – anch’essa parecchio lunga ma per lo meno non mina alle mie finanze, non ancora almeno –, ovvero quella in cui inserisco tutti quei libri in lingua inglese di cui attendo con ansia la traduzione italiana così da poterli finalmente leggere!  So cosa starete pensando: “ma perché non te li leggi in lingua originale invece di rompere le scatole a noi?”

La verità è che preferisco evitare di leggere i libri in inglese. Lo faccio solo con i classici –  proprio perché considero tali opere veri e propri libri di testo e mi piace poter cogliere ogni singola sfumatura di un autore e di studiarne, letteralmente, lo stile  – ma anche in quel caso solo dopo aver già letto il libro in italiano. Quando leggo un libro in lingua non riesco ad immergermi totalmente nella lettura: devo restare concentrata per non perdermi nessun concetto e capita spesso di non capire una parola in particolare e di doverla andare a cercare sul dizionario.  In quel caso la lettura, per me, diventa davvero stressante.

Perciò preferisco tenere d’occhio tutti quei libri che spero prima o poi vengano tradotti, raggruppandoli tutti in una lista apposita che, su Goodreads, ho rinominato in modo inequivocabile “waiting for translation” – se vi interessa, potete trovarla a questo LINK.

Ed ora diamo il via alle danze! – ogni sinossi è stata liberamente tradotta dalla sottoscritta, perciò perdonate eventuali inesattezze.

TITOLO: Everless (Everless, #1)

AUTORE: Sarah Holland

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 gennaio 2018

EDITORE: HarperTeen

PAGINE: 362

PREZZO: 12,56 € / 2,99 € (eBook)


SINOSSI

Nel regno di Sempera, il tempo è una valuta forgiata grazie all’estrazione di ferro sanguigno, e consumato per aggiungere tempo alla durata della propria vita. La ricca aristocrazia, come i Gerlings, tassano i poveri più che possono in modo da estendere la propria vita per secoli.

Nessuno si risente del comportamento dei Gerlings più di Jules Ember. Un decennio fa, lei e suo padre erano servi a Everless, la suntuosa tenuta dei Gerlings, fino a quando un fatale incidente li costrinse a fuggire nel cuore della notte. Quando Jules scopre che suo padre sta morendo, sa che se vuole avere una possibilità di salvarlo deve tornare a Everless, così da guadagnare più tempo per lui prima di perderlo per sempre.

Ma tornare su Everless porterà più pericolo e tentazione di quanto Jules avrebbe mai potuto immaginare. Ben presto si ritroverà in un groviglio di violenti segreti e il suo cuore si ritroverà diviso tra due persone, nessuna delle quali avrebbe mai pensato di rivedere. Le sue decisioni avranno il potere di cambiare il suo destino e persino quello del tempo stesso.

Una storia che per certi aspetti mi ricorda molto “In Time”, il film con Justin Timberlake – tenete a freno gli ormoni! – e Amanda Seyfried. Spero con tutto il cuore che qualche santa casa editrice si prenda la briga di tradurre questo libro che non vedo l’ora di leggere. E, nell’eventualità che le mie preghiere vengano ascoltate, speriamo venga mantenuta la cover originale che, diciamolo, è un vero gioiello!

TITOLO: Lifel1k3 (Lifel1k3, #1)

AUTORE: Jay Kristoff

GENERE: Fantascienza

DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 maggio 2018

EDITORE: Alfred a Knopf Inc

PAGINE: 416

PREZZO: 16,03 € / 6,49 € (eBook)


SINOSSI

Eve non è in cerca di segreti – è troppo occupata a guardarsi le spalle. Ha trascorso gli ultimi sei mesi a costruire un gladiatore robot che ora è stato ridotto ad un relitto fumante, e l’unica cosa che ha impedito a suo nonno di salvarsi dalla tomba è stata la manciata di crediti che ha appena perso a causa degli allibratori. Per finire, ha appena scoperto di poter distruggere i dispositivi elettronici con il solo potere della sua mente, e che la Fratellanza puritana sta costruendo una bara delle sue stesse dimensioni. Eve non ricorda di aver mai avuto un giorno peggiore!

Ma quando Eve scopre i resti di un ragazzo androide di nome Ezechiele nel mucchio di scarti che chiama “casa”, il suo intero mondo crolla.
Con l’aiuto della sua migliore amica Lemon Fresg e della sua coscienza robotica, Cricket, Eve ed Ezechiele attraverseranno deserti di vetro irradiato, si infiltreranno in imponenti megalopoli e perlustreranno il cimitero della più grande follia umana per salvare le persone che Eve ama e per svelare gli oscuri segreti del suo passato.

Anche se, quei segreti, sarebbe meglio restassero sepolti.

Sicuramente molti di voi conosceranno già Jay Kristoff, autore della tanto celebre quanto innovativa Illuminae saga. Ammetto di non aver mai letto questa serie o altri libri da lui scritti, ma spero di potermi rifare presto con questo romanzo dalla cui trama sono terribilmente attratta.

TITOLO: The Library of Fates

AUTORE: Aditi Khorana

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 luglio 2017

EDITORE: Razorbill

PAGINE: 314

PREZZO: 13,16 € / 9,49 € (eBook)


SINOSSI

Nessuno è assolutamente certo della ragione che ha portato l’Imperatore Sikander a Shalingar. Fino ad ora, il regno idilliaco è stato immune alle numerose e violente conquiste. Per mantenere la visita in toni amichevoli, la principessa Amrita si è offerta come sua sposa, sacrificando tutto – la famiglia, il proprio amore d’infanzia e la propria libertà – per salvare la sua gente. Ma la sua offerta non è abbastanza.

Accade l’impensabile, e Amrita si ritrova latitante, completamente sola se non fosse per l’oracolo di nome Thala, schiava di Sikander e che è riuscita a fuggire nel bel mezzo del caos di un assedio. Con niente e nessun altro a cui rivolgersi, Amrita e Thala sono costrette a fare affidamento unicamente l’una sull’altra. Amrita si sente responsabile per il proprio regno e cerca un modo per mettere in guardia la propria gente. Thala la incoraggia ad intraprendere una ricerca per trovare la favolosa Biblioteca di Tutte le Cose, dove è possibile invertire i propri destini, per poter tornare a prima che Sikander portasse loro via tutto.

Spogliata di tutto ciò che ama, intrappolata tra il suo passato roseo e un futuro sconosciuto, Amrita sarà in grado di recuperare ciò che è perduto. Oppure, un’altra vita – e un altro amore – la attendono?

Questa storia della Library of All Things mi affascina tantissimo. Inizialmente è stato il titolo ad attirare la mia attenzione – non che sia poi tanto complicato: basta infilarci le parole “biblioteca” o “libro” e il gioco è fatto! Non ho ben capito se si tratta di un romanzo f/f – che parla di omosessualità femminile, per farla breve – ma spero proprio di sì perché mi è bastata la trama per iniziare a shippare Amrita e Thala come se non ci fosse un domani.

TITOLO: Norse Mythology

AUTORE: Neil Gaiman

GENERE: Narrativa mitologica

DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 febbraio 2017

EDITORE: W W Norton & Co Inc

PAGINE: 299

PREZZO: 12,64 € / 7,86 € (eBook)


SINOSSI

Neil Gaiman, a lungo ispirato dalla mitologia antica nella creazione dei regni fantastici nelle sue opere, presenta una superba interpretazione  degli dei nordici e del loro mondo, dalla loro origine fino al Ragnarok. In “Norse Mythology”, Gaiman presenta fedelmente i miti del grande pantheon scandivano: Odino, il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, il figlio di Odino, incredibilmente forte ma non tra gli dei più saggi; e Loki? Figlio di un gigante? Fratello di sangue di Odino, imbroglione ed insuperabile manipolatore.

Gaiman modella queste storie primordiali in un arco romanzesco che inizia con la genesi dei leggendari nove mondi e approfondisce le gesta di divinità, nani e giganti. Attraverso la prosa arguta di Gaiman, questi dei emergono dalle pagine con la loro natura ferocemente competitiva, la loro predisposizione ad essere imbrogliati e ad imbrogliare gli altri, e con la loro tendenza a lasciare che la passione accenda le loro azioni. Gaiman torna a far rivivere quei miti di un tempo remoto.

Da appassionata di tutto ciò che è storico e mitologico non posso proprio perdermi questo gioiellino! Spero davvero che, avendo già pubblicato parecchi altri lavori dell’autore, Mondadori decida di tradurre anche “Norse Mythology”.

TITOLO: Ash Princess

AUTORE: Laura Sebastian

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 aprile 2018

EDITORE: Delacorte Books for Young Readers

PAGINE: 432

PREZZO: 13,26 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Theodosia aveva sei anni quando il suo paese venne invaso e sua madre, la Regina del Fuoco, venne assassinata davanti ai suoi occhi. Quel giorno, il Kaiser strappò via a Theodosia la sua famiglia, la sua terra ed il suo nome. Theo fu incoronata “Principessa delle Ceneri” (Ash Princess)  – un titolo di vergogna da dover sopportare ogni giorno nella sua nuova vita da prigioniera.

Per dieci anni, Theo è stata prigioniera nel suo stesso palazzo. Ha sopportato gli implacabili abusi e le derisioni del Kaiser e della sua corte. È impotente, Theo, e riesce a sopravvivere in questo nuovo mondo solo seppellendo nel profondo di sé la ragazza che era stata un tempo.

Poi, una notte, il Kaiser la costringe a compiere l’impensabile. Con il sangue sulle proprie mani e tutte le speranze di reclamare il proprio trono andate in fumo, Theo si rende conto che sopravvivere non è più sufficiente. Ma lei ha un’arma: la sua mente è più affilata di qualsiasi spada. E il potere non viene sempre vinto sul campo di battaglia.

Per dieci anni, la Principessa delle Ceneri ha visto la sua terra venire saccheggiata e il proprio popolo ridotto in schiavitù. Tutto questo finisce qui.

Quando “Ash Princess” mi è passato sotto gli occhi, con questa veste grafica di tutto rispetto, non ho proprio saputo resistere. E poi c’è quel “that all ends here” che suona così badass! La Principessa delle Ceneri ha già conquistato il mio cuore.

TITOLO: A Court of Thorns and Roses (ACOTAR, #1)

AUTORE: Sarah J. Mass

GENERE: Fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 maggio 2015

EDITORE: Bloomsbury USA Childrens

PAGINE: 416

PREZZO: 14,65 € / 5,04 € (eBook)


SINOSSI

La sopravvivenza di Feyre si basa sulla sua capacità di cacciare e uccidere: durante i lunghi mesi invernali, la foresta in cui vive è un luogo freddo e desolato. Così, quando vede un cervo nella foresta inseguito da un lupo, non può resistere alla lotta per la carne. Ma per farlo, deve uccidere il predatore e uccidere qualcosa di così prezioso ha un prezzo…

Trascinata in un regno magico per l’omicidio di una creatura fatata, Feyre scopre che il suo rapitore, il volto oscurato da una maschera ingioiellata, in realtà nasconde molto più di quanto i suoi occhi verdi suggerirebbero. Alla corte, Feyre è strettamente sorvegliata, e mentre comincia a capirne il motivo, i suoi sentimenti per il ragazzo si tramutano, da ostilità a passione, e le terre fatate si trasformano in un posto ancora più pericoloso. Feyre deve combattere per rompere un’antica maledizione che minaccia di portarlo via da lei, per sempre.

Ultimo, ma non per importanza, “A Court of Thorns and Roses”. Questa saga ha letteralmente invaso qualsiasi piattaforma social esistente. Su Instagram un post su tre riguarda sicuramente ACOTAR, soprattutto in questo ultimo periodo, considerando che proprio quattro giorni fa è uscito nelle librerie – non quelle italiane, purtroppo – un nuovo racconto dedicato alla saga.

Il nome dell’autrice potrebbe non suonarvi nuovo. Sarah J. Mass è infatti conosciuta per la sua saga de “Il Trono di Ghiaccio”, in Italia edita da Mondadori e super acclamata dai lettori. Mondadori, se mi stai ascoltando, datti da fare e portaci “Norse Mythology” e “A Court of Thorns and Roses” in Italia, grazie!

Se siete arrivati fin qui siete dei veri eroi!

Fatemi sapere se avete già letto qualcuno di questi titoli e se ce n’è qualcuno in particolare che vi interessa.

ANTEPRIMA “Al Mattino Stringi Forte i Desideri”, il romanzo d’esordio di Natascha Lusenti

Natascha Lusenti, giornalista e conduttrice televisiva e radiofonica, è l’autrice di “Al Mattino Stringi Forte i Desideri” edito da Garzanti, il suo romanzo d’esordio che uscirà in tutte le librerie a partire dal 10 maggio.

TITOLO: Al Mattino Stringi Forte i Desideri

AUTORE: Natascha Lusenti

GENERE: Narrativa

DATA PUBBLICAZIONE: 10 maggio 2018

EDITORE:  Garzanti (Narratori Moderni)

PAGINE: 280

PREZZO: 14,96 € / 9,99 € (eBook) 


TRAMA

Emilia è ferma davanti al grande palazzo. Con lei ha solo poche valigie e i suoi due adorati gatti. Dopo aver perso il lavoro e le redini della sua vita, è lì per ricominciare. Da una nuova casa e da nuovi inquilini di cui fare la conoscenza. Ma l’accoglienza che riceve non è quella che si aspettava. Nessuno sembra badare a lei, nascosta dietro una frangetta. Eppure Emilia decide che è il momento di spazzare via le insicurezze, stanca delle fredde frasi di circostanza. L’unico modo per cambiare la situazione è cercare di colpire la curiosità di chi passa davanti alla bacheca del condominio. Proprio lì Emilia appende ogni giorno poche righe in cui racconta le sue sensazioni, i suoi ricordi, le sue speranze. Senza rivelarsi. Spera ci sia qualcuno che condivida i suoi pensieri, che possa sentire il bisogno di risponderle. Ma così non è. Fino al giorno in cui trova vicino al suo biglietto una figurina da bambini. Non ha idea di chi possa essere stato, ma tutti gli indizi portano a quel bambino che ha sempre un libro in mano, con la maglietta di Star Wars e con un padre troppo impegnato al telefono. Sarà lui il suo primo amico nel palazzo. E poi, piano piano, Emilia si avvicina a tutti gli inquilini. Anche se non è facile insegnare al cuore a fidarsi di nuovo. Anche se non è facile esprimere i propri desideri e condividerli. Emilia scopre che bisogna tenerli stretti per non farli volare via.

Inutile dire che non vedo l’ora di leggere questo libro che si prospetta essere di una dolcezza e di una delicatezza incredibile. Messaggi dal cuore per i cuori; pensieri, emozioni e sensazioni che diventano il tramite della conoscenza di due persone ― o forse dovrei dire di due anime.

Voi sareste in grado di farlo? Condividere la parte più intima di voi stessi con dei perfetti estranei? Personalmente non credo che ne sarei capace, essendo io una persona molto riservata ed introversa. Come Emilia si nasconde dietro alla sua frangetta, io mi nascondo sotto la mia cascata di ricci.

“Al Mattino Stringi Forte i Desideri” è un romanzo di crescita personale, una storia di amicizia e di rinascita che insegna al lettore ad usare i rapporti umani come mezzo per ritrovare se stessi.

Che dite? Lo leggerete?

Ditemi che non sono l’unica che si è perdutamente innamorata di questa trama e, soprattutto, di questo cover!

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!