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RECENSIONE “Il Castello tra le Nuvole” di Kerstin Gier

“Il Castello tra le Nuvole” di Kerstin Gier mi ha tenuto al calduccio durante la nevicata della scorsa settimana. Non avrei potuto scegliere lettura più azzeccata! Insieme alla protagonista, Fanny Funke, mi sono ritrovata immersa in un’atmosfera magica ed è stato semplice immaginarla, tutta imbacuccata come un eschimese, a correre impacciata su centimentri e centimetri di neve o a costruire enormi draghi di neve coi bambini del Castello.  
Inoltre, cosa che non mi capitava da tempo immemore, ho fatto le ore piccole piccole piccole per finirlo e questo può significare solo una cosa: “Il Castello tra le Nuvole” è una bomba! 

TITOLO: Il Castello tra le Nuvole

AUTORE: Kerstin Gier

GENERE: Realismo magico, Mistery

DATA PUBBLICAZIONE: 4 ottobre 2018

EDITORE: Corbaccio 

PAGINE: 364

PREZZO: 18,60 € / 10,99 € (eBook) 


TRAMA

Che diciassette anni sia un’età meravigliosa lo dice solo chi li ha passati da un pezzo. Lo sa bene Fanny Funke che nella sua vita improvvisamente non ha trovato più niente che andasse per il verso giusto: amici, genitori, scuola… Al punto da decidere di mollare tutto e di andare a fare uno stage in un albergo. Di sicuro però non sapeva dove sarebbe finita nel luogo più sperduto delle Alpi svizzere in un Grand Hotel indubbiamente suggestivo ma chiaramente in rovina e con una clientela a dir poco variegata, fra oligarchi russi, industriali americani, scrittori di gialli, attrici, ex atlete olimpioniche e, per fortuna, almeno un paio di bei ragazzi. E dove, in qualità ultima arrivata, le tocca subire le angherie di alcune colleghe, le pretese tiranniche del proprietario e l’irritante comportamento dei bambini ai quali deve fare da babysitter. Ma quella che minaccia di diventare una faticosissima routine, si tramuta ben presto in una straordinaria avventura, quando l’atmosfera festosa dell’hotel viene stravolta da un tentato rapimento, che farà capire a Fanny di chi può veramente fidarsi e che cosa cerca veramente nella vita…

Fanny Funke ha da poco abbandonato gli studi e, per sfuggire gli sguardi delusi della sua famiglia, ha deciso di rintanarsi in un hotel sperduto nelle Alpi svizzere, lo Chateau Janvier, meglio conosciuto come il Castello tra le nuvole. Al Castello Fanny lavora come praticante, aiuta nelle pulizie, tiene in ordine l’albergo e, talvolta, si ritrova a svolgere il non facile compito di bambinaia, ancora meno facile se tra i figli degli illustri ospiti dell’hotel figura un piccolo demonio di nove anni, capace di far piangere persino uomini maturi e tutti d’un pezzo, la cui missione di vita è rendere la vita di Fanny un vero inferno. 

Ma a riempire di vita e calore le giornate della ragazza c’è un intero squadrone di variopinti impiegati e colleghi, primo tra tutti Monsieur Rocher, il vecchio concierge nonché vera anima dell’hotel. Ci sono il custode, il vecchio Stucky, e il signor Heffelfinger, l’eccentrico manager del centro benessere. E come non nominare il caro Pavel, un bulgaro grande e grosso ricoperto testa e piedi di teschi e serpenti tatuati. Un buttafuori, penserete voi. E invece no, perché il regno di Pavel è nel seminterrato e i suoi sudditi sono lavatrici (una menzione speciale va a Berta la stanca), asciugatrici e mangani (sia benedetta Trulla la grassa) e la sua attività preferita è stirare uniformi intonando l’Ave Maria.
E certo non mi sono dimenticata della Gatta proibita o di Biancone e Gigione, i due purosangue dell’albergo.
A completare il quadro ci sono anche gli innumerevoli ospiti dell’albergo come la famiglia di industriali del South Carolina, i
Barnbrooke, l’oligarca russo Smirnov (ma forse questo nome è solo una copertura), l’amorevole coppia dei Ludwing, e, ultimo ma non meno importante, l’avvenente e misterioso Tristan Brown che si troverà invischiato, in compagnia del giovane Ben Montfort, in una gara per il cuore di Fanny.
Insomma, potrei star qui a elencarli uno per uno ma preferisco lasciare a voi il piacere di scoprire ognuno degli ignari attori che, nel bene e nel male, danno vita a questa storia.  

All’inizio vi sembrerà di non riuscire a districarvi in questo lungo elenco di personaggi ma l’abilità della Gier sta proprio nel riuscire a rendere ognuno di loro unico e memorabile. Sono perfettamente caratterizzati: ogni comportamento, ogni azione, ogni singolo sguardo viene corredato da attributi esclusivi e da aggettivi che ne determinano la forma e il carattere in modo preciso e inconfondibile. 

E questo vale tanto per i personaggi quanto per gli ambienti e i luoghi.  

Il Castello tra le nuvole era pieno zeppo di passaggi segreti e scale nascoste; io stessa avevo impiegato settimane per scoprirli e, pur avendo acquisito una certa dimestichezza al riguardo, ero convinta che ci fossero ancora tantissime zone inesplorate, soprattutto nelle cantine, che erano scavate nella roccia come un labirinto su più piani. Si tramandava tenacemente la leggenda che l’hotel fosse incantato e io ero più che pronta a crederci.

Incorniciato dall’ambiente onirico e molto suggestivo delle Alpi svizzere, il Castello si presenta molto favolistico nella sua architettura. 
Insieme a Fanny impareremo a conoscere ogni più piccolo angolo dell’hotel, dalla sua piccola stanzetta con le tubature lamentose alla Suite Panoramica degli Smirnov (ma, di nuovo, sarà questo il loro vero nome?), dai sotterranei alla splendida antica biblioteca che si dice fosse frequentata da Rilke in persona quando era stato ospite dell’hotel.  

Questo è il palcoscenico che ospiterà una caccia al tesoro senza eguali, ricca di avventura e di pericoli, in cui un’ingenua Fanny si ritroverà invischiata. 
Ma non voglio dilungarmi troppo sulla trama perché la storia vera e propria si dipana man mano che si procede con la lettura. Non capisci fino in fondo che cosa andrai a leggere finché non te lo ritrovi davanti nero su bianco… Ci sono continui plot twist e colpi di scena mai forzati che si susseguono con estrema naturalezza e che, fino alla pagina precedentemente, non avremmo potuto immaginare nemmeno nei nostri sogni più vivaci (semi cit. 😉). È tutto un concatenamento di eventi studiato fin nei minimi dettagli, mai scontato, e quando, insieme a Fanny, arrivi alla risoluzione del mistero ti rendi conto che è ormai troppo tardi.  

Insomma, a me “Il Castello tra le Nuvole” è piaciuto, e anche tanto. La Gier è conosciuta soprattutto per la “Trilogia delle Gemme”, opera che in tutta onestà non mi è mai capitato di leggere, perciò questo è il suo primo romanzo che leggo e sono rimasta più che soddisfatta dal suo stile semplice ma ricco. Sa sicuramente come tenere alta l’attenzione del lettore: anche nella prima parte, più descrittiva e introduttiva e perciò dal ritmo meno frenetico, trova sempre il modo di introdurre quell’elemento che tiene perennemente il lettore sul “chi va là”.  

A un certo punto della storia la mia preoccupazione era una e una soltanto: il triangolo amoroso. Avevo paura che la componente young adult del romanzo si facesse troppo sentire e che prendesse il sopravvento sul resto, ma, per fortuna, così non è stato. Anzi, le dinamiche amorose di Fanny rimangono sempre sullo sfondo per emergere solo nel momento in cui possono offrire supporto logistico alla trama. Questo fa de “Il Castello delle Nuvole” una lettura più matura, adatta anche a persone più adulte che, come me, sono uscite da secoli dalla pubertà.  

Non vi tedierò oltre: siete liberi di correre a perdifiato verso la vostra libreria di fiducia!

5/5