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ANTEPRIMA “Il Grande Dio Pan” di Arthur Machen, il racconto di un incubo intramontabile

Buongiorno miei cari lettori!

Sono lieta di annunciarvi il ritorno in libreria di un grande maestro della letteratura gotica. Sto parlando di Arthur Machen, autore gallese vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento che ha ispirato decine e decine di scrittori come Lovecraft, Wilde e Conan Doyle, e la cui influenza continua ad esistere ancora oggi tra le pagine di grandi autori come Stephen King.

Grazie ad Adiaphora Edizioni, avremo la possibilità di stringere tra le mani un’edizione speciale – con testo originale a fronte –  del capolavoro di Machen, “Il Grande Dio Pan”.

IL GRANDE DIO PAN di Arthur Machen (1 aprile 2018)

TITOLO: Il Grande Dio Pan

AUTORE: Arthur Machen

DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 aprile 2018

GENERE: Horror

EDITORE: Adiaphora

PAGINE: 190

PREZZO: 14,00 € / 1,99 € (eBook) 


TRAMA

Per la prima volta in Italia uno dei classici della letteratura gotica in edizione speciale con testo originale a fronte e una nuova traduzione accompagnata da note critiche e da una postfazione di H.P. Lovecraft.

Finalmente, dopo anni di ricerche nel campo delle scienze occulte e dello studio delle funzioni cerebrali, il dottor Raymond è pronto per portare a termine un folle esperimento. Una notte d’estate, assieme all’amico Clarke, che sarà suo testimone, decide di sottoporre la giovane Mary a un intervento chirurgico al cervello per consentirle di sollevare il velo che cela la mostruosa divinità della natura, il Grande Dio Pan. Ciò che la ragazza vede la sconvolgerà per sempre.
Molti anni dopo, in una Londra vittoriana ancora profondamente scossa dagli omicidi di Whitechapel, una catena di inspiegabili suicidi sconvolge le famiglie benestanti del West End, stringendo la città in una morsa di terrore nella quale nessuno può dire chi sarà il prossimo, né quando accadrà.
Soltanto Villiers, appassionato esploratore notturno, il gentiluomo Austin e lo stesso Clarke, segretamente affascinato dall’occulto e dal mistero, sospettano che dietro ai suicidi possa nascondersi un’enigmatica figura femminile. Tra angoscianti testimonianze e onirici peregrinaggi dai sobborghi più ricchi fino ai bassifondi più squallidi di Londra, i tre insoliti investigatori si troveranno dinanzi a un terribile segreto che getta le radici tra le pieghe del tempo, in un passato colmo di suggestione e oscurità.

“Il Grande Dio Pan”, all’epoca additato come osceno per i contenuti sessuali e lo stile decadente, viene oggi considerato uno dei migliori romanzi gotici dell’orrore di fine Ottocento.

State già tremando dalla paura, vero? Io di sicuro! Chi mi conosce sa quanta poca familiarità io abbia con i romanzi dell’orrore, eppure sono terribilmente incuriosita da “Il Grande Dio Pan”, forse più per l’aspetto mitologico/mistico e questo legame col paganesimo che mi affascina in modo sublime. E poi leggerei qualsiasi cosa che avesse una copertina tanto magistrale!

Nel frattempo, mi sono letta l’anteprima (QUI), compresa la prefazione di Matteo Zapparelli Olivetti, grazie alla quale ho scoperto una cosa che mi ha fatto molto sorridere, ovvero che il padre di Machen era un pastore anglicano. Quando si dice “l’ironia del destino”

Per il resto, la sua vita rispecchia un po’ quella di tutti i più grandi geni artistici: odiato da vivo, amato da morto. Eppure con le sue opere ha lasciato al mondo un’eredità inestimabile, rendendosi immortale agli occhi del mondo letterario.

Guardati attorno, Clarke. Vedi la montagna e le colline che si susseguono una dopo l’altra, come onde. Vedi i boschi e i frutteti, i campi di grano maturo e i pascoli che si allungano fino ai canneti in riva al fiume. Mi vedi in piedi accanto a te e odi la mia voce. Ti dico che tutte queste cose… Sì, da quella stella che ha appena brillato nel cielo al solido terreno sotto i nostri piedi… Ti dico che tutte queste cose non sono che sogni e ombre, le ombre che celano il mondo reale ai nostri occhi. C’è un mondo reale, ma si trova al di là di questo incanto e di questa allucinazione, oltre queste “scene di caccia su un arazzo, fantasie sfrenate”, al di là di esse come al di là di un velo. Non so dire se qualche essere umano abbia mai alzato quel velo. Ma so, Clarke, che stanotte tu e io lo vedremo sollevato davanti agli occhi di qualcun altro. Penserai che questa sia una bizzarra assurdità. Sarà anche bizzarra, ma è reale: gli antichi sapevano cosa significa sollevare il velo. Chiamavano ciò: “vedere il dio Pan”.


Arhur Machen (Caerleon-on-Usk, 1863 – Amersham, 1947), pseudonimo di Arthur Llewellyn Jones, è stato uno scrittore gallese famoso per i numerosi racconti del soprannaturale, fantastici e dell’orrore, che hanno avuto grande influenza su autori come H. P. Lovecraft e lo stesso Yeats, e per aver dato vita alla leggenda degli Angeli di Mons. L’importanza della sua produzione letteraria è tale che le sue opere sono state tradotte in molti paesi e ristampate innumerevoli volte, avendo avuto un ruolo rilevante nella rinascita tardo vittoriana del romanzo gotico e del movimento decadentista di fine ‘800. La sua novella “Il Grande Dio Pan” viene considerata ancora oggi un classico della letteratura dell’orrore.

Svelata la cover italiana di “Widdershins” di Jordan L. Hawk

Buongiorno mie carissimi lettori!

Oggi sono qui, super entusiasta, con una notizia – ed una cover – bellissima per voi e che riguarda la pubblicazione italiana di una saga che io non vedevo l’ora di leggere: la saga di “Whyborne & Griffin” di Jordan L. Hawk.

L’unica notizia che avevo al riguardo risaliva a un annetto fa, quando la casa editrice Triskell ne aveva annunciato l’arrivo in Italia. Poi non si era saputo più nulla. Nada de nada. Silenzio stampa.
O almeno così è stato fino a ieri, quando finalmente è stata rilasciata una cover e, soprattutto, una data!

RULLO DI TAMBURI…

Il primo volume della saga, “Widdershins”, uscirà nelle librerie italiane il 17 aprile!

Ecco a voi la sinossi ufficiale:

Uno studioso solitario. Un detective privato. E un libro d’incantesimi che potrebbe distruggere il mondo intero.

L’amore è pericoloso. Fin dalla tragica morte dell’adorato amico, Percival Endicott Whyborne ha spietatamente soppresso qualunque sentimento per altri uomini. Preferisce trascorrere le sue giornate a studiare lingue morte nel museo dove lavora. Così, quando l’affascinante ex-Pinkerton Griffin Flaherty lo contatta per tradurre un libro misterioso, Whyborne vuole solo finire il lavoro e sbarazzarsi del detective il più in fretta possibile.

Griffin ha lasciato la Pinkerton dopo la morte del suo partner. Si è messo in proprio, e ora deve investigare sull’assassinio di un giovane benestante. Unico indizio: un libro in codice un tempo appartenuto alla vittima.

Il progredire delle indagini fa avvicinare i due uomini, e il fascino dissoluto di Griffin rischia di far crollare il ferreo autocontrollo di Whyborne. Ma quando la coppia scopre le prove dell’esistenza di un potente culto determinato a dominare il mondo, Whyborne è costretto a scegliere: rimanere da solo e al sicuro, oppure rischiare tutto per l’uomo che ama.

Sette, misteriosi libri criptati e tanto tanto romance… Non siete elettrizzati?  Io tantissimo!

Mi ero imbattuta in questa saga un paio di anni fa – se la memoria non mi inganna – bazzicando su Goodreadssai che novità, se Goodreads fosse un luogo fisico ci avrei già piantato la tenda. I lettori ne erano entusiasti, le recensioni erano super positive. Dovevo per forza approfondire!

Inutile dire che la trama mi aveva subito affascinata, in primis per l’ambientazione storica e poi perché il protagonista, Whyborne, fa uno dei lavori dei miei sogni: studia lingue morte! Come potevo non desiderare ardentemente questo libro tanto da sognare me stessa di notte mentre lo cullavo tra le braccia con aria trasognata? E poi non ho mai avuto l’occasione di leggere libri in cui l’amore omosessuale fosse protagonista. Finora, nei romanzi che ho letto, se erano presenti personaggi LGBT erano sempre di contorno, amici dei protagonisti e personaggi secondari, mai principali. Quindi questo aspetto mi affascina molto.

Ma ora, bando alle ciance, tanto lo so che non siete qua per ascoltare i miei sproloqui, bensì perché non vedete l’ora di vedere la bellissima copertina che la Triskell ha disegnato per l’edizione italiana.

SECONDO RULLO DI TAMBURI…

Non è divina?

Non mi capita spesso di dirlo, quindi ricordatevi bene di questo giorno, ma per una volta la copertina italiana batte quella originale e anche di tanto! Le cover nostrane sono quasi sempre un gradino sotto a quelle americane/inglesi, ma in questo caso trovo che la grafica sia di gran lunga superiore. È molto più gotica, più dark e adulta, e penso renda molto di più l’idea della storia che vuole raccontare. Perciò, chapeau!

Il 17 aprile lo vedo ancora molto lontano. Cercherò di portare pazienza. Per il momento le mie orecchie sono ben aperte, pronte a captare ogni più piccolo dettaglio che la Triskell rilascerà, neanche fossi un affamato che non aspetta altro che il momento di essere sfamato.

Nel frattempo, posso rendervi ancora più felici dicendovi che i titoli che compongono la saga “Whyborne & Griffin” sono, udite udite, ben nove, più 5 racconti brevi! Ne avremo da leggere per un bel po’, quindi speriamo che “Widdershins” deluda le aspettative – ma so già che non lo farà. Se invece siete rimasti spaventati da questi numeri, sappiate che ogni libro è autoconclusivo e tratta di un mistero a sé stante, perciò possono essere tranquillamente letti singolarmente.

WHYBORNE & GRIFFIN” SERIES

#1 – Widdershins

#1.5 – Eidolon

#2 – Threshold

#3 – Stormhaven

#3.4 – Carousel

#3.5 – Remnant

#4 – Necropolis

#5 – Bloodline

#5.5 – Harmony

#6 – Hoarfrost

#7 – Maelstrom

#8 – Fallow

#8.5 – Undertow

#9 – Draakenwood