Articoli

5 libri da leggere per viaggiare in luoghi lontani

Benvenutə, carə lettorə, all’inaugurazione di questa nuova rubrica dedicata ai miei consigli d’inchiostro.

Con questa prima cinquina vorrei proporvi dei viaggi, viaggi fisici e mentali, viaggi dell’anima e del cuore. In questo periodo di pandemia, il bisogno di viaggiare e sentirsi liberi, mente e corpo, è più forte che mai. E se la possibilità di saltare su un aereo ci è preclusa, nulla ci vieta di sederci comodə con un libro tra le mani.

Siete prontə per volare con me sulle pagine dell’avventura? Cominciamo!

1. SOGNAVO L’AFRICA di Kuki Gallmann

La vita delle tribù, la fauna selvaggia, le sfumature calde di un tramonto africano, questo e molto altro vi aspetta tra le pagine di “Sognavo l’Africa”, il racconto autobiografico di Kuki Gallmann, italiana trapiantata in Kenya. A venticinque anni, con un divorzio e un brutto incidente alle spalle, realizza il sogno che l’accompagna fin da bambina e si trasferisce in Africa con il secondo marito, Paolo, e il figlio, Emanuele.
La sua vita in Kenya è fonte di grandi gioie ma anche grandi dolori. Quella di Kuki è una storia di libertà e di rinascita, una storia ricca di insegnamenti e dal grande peso emotivo, ma è anche la storia dell’Africa.
Kuki ci trasporta, mente e anima, in un viaggio che sa di poesia, tra le valli e gli altopiani kenioti, tra la fauna e la flora della savana, senza tuttavia risparmiarci le zone d’ombra di questa terra, il lato oscuro: il bracconaggio, un fenomeno contro cui Kuki si batte da tutta la vita. La ricerca di una coesistenza armoniosa tra uomo e natura è lo scopo primario della sua vita ed è proprio con quest’obiettivo che fonderà la “Gallmann Memorial Foundation”.

Se vi manca la sensazione del calore del sole sulla pelle e desiderate riempirvi gli occhi di meraviglia, “Sognavo l’Africa” è il libro che fa per voi.  

2. BAGLIORI A SAN PIETROBURGO di Jan Brokken

Se invece il vostro sogno è quello di danzare sotto i fiocchi di neve, allora non vi resta che affidarvi alla scrittura di Jan Brokken che, con il suo “Bagliori a San Pietroburgo”, è pronto a prendervi a braccetto e ad accompagnarvi tra le bellezze di San Pietroburgo.
Un viaggio nel tempo e nella storia, “una passeggiata fra presente e passato attraverso strade, teatri, case e musei sulle tracce dei personaggi che hanno reso Pietroburgo una capitale mitica della cultura europea”. Jan Brokken ci pone tra le mani una cartina culturale e paesaggistica di San Pietroburgo, sovrapponendola a quella dell’allora Leningrado.

Le atmosfere russe si respirano a pieni polmoni tra queste pagine.

Quello in compagnia di Brokken è un viaggio intimo, fatto di arte e letteratura, musica, ricordi, citazioni e frammenti di vita, un viaggio che vale la pena intraprendere, parola mia.  

3. IL PAESE DEL SALE E DELLE STELLE di Zeyn Joukhadar

Per viaggiare in compagnia di Zeyn Joukhadar avrete bisogno solo di uno zaino e di un paio di scarpe comode. “Il Paese del Sale e delle Stelle” è un libro intimo e delicato che racconta due storie in parallelo: da una parte seguiremo le vicende di Nour, una ragazzina di dodici anni ritornata in Siria dagli Stati Uniti dopo la morte del padre e dall’altra faremo un salto indietro nel tempo di diversi secoli per trovare Rawiya, una ragazza costretta a fingersi uomo per realizzare il suo più grande sogno e partecipare alla spedizione per disegnare la carta geografica del mondo.
Attraverso gli occhi di
Nour sperimenteremo sulla nostra pelle la realtà siriana, fatta di colori e sapori ma anche di bombe e morte. Con Nour viaggerete non solo attraverso Siria e Marocco, passando per la Libia, la Giordania e l’Egitto, ma anche tra le pieghe delle emozioni, lungo una strada lastricata di devastazione e speranza. A darci un po’ di respiro ci pensa Rawiya, con la quale attraverseremo i mari ed esploreremo terre lontane. Siete mai stat
ə alla corte di un Re? Avete mai attraversato il deserto o una tempesta di sabbia? Zeyn Joukhadar vi farà vivere queste e altre mille avventure.  

4. L’ARTE DI ASCOLTARE I BATTITI DEL CUORE di Jan-Philipp Sendker

Se il vostro desiderio è di intraprendere un viaggio verso la Birmania con Jan-Philipp Sendker, mi raccomando, non dimenticate di riempire la vostra valigia con chili e chili di fazzolettini. Aprite il vostro cuore e la vostra mente, lasciate che le parole vi conducano in un viaggio dei sensi tra i villaggi e le campagne della Birmania, tra le meraviglie della natura e le sue spettacolari strutture architettoniche. Abbandonate ogni pregiudizio e immergetevi completamente nella società birmana, una società fondata sulle superstizioni e sulla povertà. 

“L’Arte di Ascoltare i Battiti del Cuore” non è solo un viaggio fisico – per quanto metaforico – ma anche un viaggio mentale e filosofico che vi farà riscoprire la saggezza buddista e il vero valore dell’amore e della felicità.

5. IL RE DELL’UVETTA di Fredrik Sjöberg

I viaggiatorə più curiosə dovranno invece fare affidamento sulla scrittura di Fredrik Sjöberg che, nel suo ultimo libro “Il Re dell’Uvetta”, narra la vita all’insegna dell’avventura e della scoperta di Gustaf Eisen, “zoologo, pittore, archeologo, fotografo, leggendario esperto di lombrichi in Svezia e pioniere della coltivazione dell’uvetta in California”.
Mille vite e mille avventure vi attendono in questo viaggio intorno al mondo in compagnia di Fredrik e il suo Gustaf. Avrete la possibilità di setacciare i luoghi più sperduti del pianeta, di soggiornare sulla misteriosa isola 
Gotska Sandön, di scoprire la più ricca collezione di tessuti maya al mondo in Guatemala e di tenere tra le mani il presunto Santo Graal in Antiochia.  

Beh, che cosa state aspettando?
Queste e tante altre curiosità vi stanno aspettando!

RECENSIONE “Per Sole Donne” di Veronica Pivetti

Carə lettorə, oggi voglio parlare di un libro che mi ha tenuto piacevolmente compagnia durante un periodo in cui di risate ne avevo un disperato bisogno. Mi riferisco a “Per Sole Donne”, il primo romanzo non autobiografico dell’attrice italiana Veronica Pivetti. 

“UN’AVVERTENZA: ASTENERSI PURITANI E PERSONE SENSIBILI. TENERE LONTANO DALLA PORTATA DEI BAMBINI” 

TITOLO: Per Sole Donne

AUTORE: Veronica Pivetti

GENERE: Narrativa, Humor 

DATA PUBBLICAZIONE: 12 novembre 2019

EDITORE: Mondadori (Novel)

PAGINE: 252

PREZZO: 19,00 € / 9,99 € (eBook) 


TRAMA

Tra un sorriso e una risata capita anche di riflettere sull’eterna conflittualità dei rapporti tra i sessi e sull’inossidabile valore dell’amicizia. 

“Era stata una scopata noiosissima. Adelaide si era addormentata a metà, mentre Andrea gliela leccava.” 
È il fulminante inizio di Per sole donne, il primo romanzo di Veronica dopo due esilaranti bestseller autobiografici.
Adelaide fa l’antiquaria, ha un marito più giovane di lei con cui è in crisi, una madre complice e saggia nonostante un principio di arteriosclerosi, e quattro amiche vere, che come lei stanno attraversando la crisi dei cinquant’anni. Crisi? In realtà si direbbe che non si siano mai divertite tanto. Nei loro incontri (quasi sempre in un ristorante cinese) si scambiano le più inconfessabili confidenze sessuali, e al lettore è concesso di origliare e apprendere così, nei più imbarazzanti dettagli, le avventure e le sventure erotiche di Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina. Cinque donne diversissime tra loro ma accomunate da due cose: una visione ormai disincantata della vita e, al tempo stesso, una gran voglia di viverla a pieno. Anche a dispetto dell’età che avanza, come sperimenta dolorosamente Adelaide durante un amplesso con l’atletico amante Lorenzo detto “Trivella”. Si ride molto, alle loro spalle e a quelle dei loro partner, talmente goffi da suscitare tenerezza.
 

“Per Sole Donne” è un libro dalla trama molto semplice: cinque donne, legate da una profonda amicizia, nel mezzo del cammin di loro vita si ritrovarono in menopausa, alle prese con problemi di coppia, profonde crisi d’identità, scompensi emotivi e ormoni in subbuglio. 
Banale? Aspettate a giudicare, perché difficilmente avrete mai letto un libro tanto spregiudicato e sfacciato. La penna della Pivetti è audace e irriverente, caratterizzata da uno stile frizzante e dinamico e da un linguaggio esplicito, velato da una volgare ironia.  

I dialoghi sono esilaranti, specialmente quelli che la protagonista Adelaide scambia con la madre arteriosclerotica. È evidente l’influenza che una vita passata tra set cinematografici e teatri ha avuto sulle scelte stilistiche della Pivetti: molto spesso i dialoghi sono presenti sotto forma di “botta e risposta” e trovo che in questo caso sia una formula molto riuscita. La comicità è ben calibrata e la velocità delle battute rende il tutto molto colloquiale e accessibile. Sembra di trovarsi sedute ad un tavolo del proprio ristorante cinese di fiducia con il proprio gruppo di amiche. È proprio questo, secondo me, ciò che da una marcia in più a questo libro: diventi un tutt’uno con la carta stampata, ritrovi te stessa fra l’inchiostro di queste pagine ed entri a far parte in piena regola di questo strambo e variegato gruppo di donne. Esse incarnano i valori dell’amicizia, della fiducia e della complicità. Sanno di poter essere loro stesse senza mai doversi preoccupare di essere giudicate.

È facile immedesimarsi, entrare in empatia con loro, perché ognuna di queste donne ha un carattere e una personalità propria che si distingue in tutto e per tutto – o quasi – da quella delle altre. 
La protagonista è Adelaide, un’antiquaria perennemente stressata dalla dieta, intrappolata in un matrimonio noioso con un uomo più giovane che la tradisce con un’influencer di rossetti di appena vent’anni, mentre Martina, fresca fresca di menopausa, è la single incallita del gruppo, libertina e spregiudicata. E poi c’è Benedetta, la migliore amica di Adelaide, un po’ snob, inflessibile, tagliatrice di teste di professione e disillusa dall’amore – la classica zitella – e infine Tonia, la lesbica seduttrice senza peli sulla lingua e Rosaria, la gattara intrappolata in un matrimonio insapore e incolore.
Insomma, ognunə di noi potrebbe essere una di queste donne, donne intelligenti, di una certa cultura ed eleganza che al primo grido d’aiuto si ritrovano davanti ad un piatto di pollo in agrodolce e ravioli al vapore e, in totale onestà, si lasciano andare a commenti sfacciati e volgari, prive di inibizioni d’ogni sorta e senza la minima paura di sconvolgere.  

“Per Sole Donne” non è un romanzo con una trama originale o memorabile, non è un libro che si spaccia per un’opera di psicologia spicciola che vuole sviscerare le dinamiche dei rapporti di coppia o le ripercussioni della menopausa sul corpo e sulla psiche di una donna. No, quello presentato dalla Pivetti è uno spaccato di vita quotidiana, la semplice e pura realtà contemporanea. Che piaccia o meno, noi donne non abbiamo più paura di nasconderci dietro sciocchi tabù e pregiudizi di stampo medievale. Ade, Martina, Ben, Tonia e Rosaria sono donne libere ed emancipate, sono la voce di tutte noi ma, soprattutto, sono le grida di tutte quelle donne oppresse da società maschiliste e dispotiche che le privano della loro libertà personale e di espressione. Le donne guidate dalla Pivetti esigono la parità in tutto e per tutto, danno uno schiaffo in faccia al patriarcato che le vuole posate, mansuete e obbedienti e sovvertono l’ordine sociale.  
A tal proposito mi piacerebbe condividere un pezzo di un’intervista rilasciata dalla Pivetti per Mondadori a proposito del libro:  

[…] E poi avevo una voglia pazza di fare un tuffo nel non detto, nell’intimità femminile, nella ricerca del piacere e dell’amore, nel rifiuto delle convenzioni e dei tabù.
I tabù, che brutta invenzione!

Quanti ne abbiamo scardinati noi donne nel corso dei decenni e quanto è ancora lunga la strada della libertà sessuale.
Mica parlo di scopate, quelle ormai ce le facciamo con relativa (relativa, attenzione, relativa) disinvoltura.

Parlo di vera e profonda libertà scevra da pregiudizi, balzelli (morali) e fardelli, robaccia per bigotti e perbenisti che (lo so, lo so, tranquilli, lo so) fremeranno di sdegno davanti alle storie di Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina, le mie ragazze, le mie protagoniste senza esclusione di colpisenza mezze misure e senza veli (nel vero senso).

L’ipocrisia è dietro l’angolo coi suoi artigli uncinati.
Non abbassiamo la guardia né lo sguardo e continuiamo a pretendere per le donne la stessa libertà d’espressione che il mondo consente agli uomini da sempre.
Adelaide e le amiche lo fanno in tutte le duecentocinquantadue pagine del romanzo.

“Per Sole Donne” è un inno alla libertà, all’essere donna, all’amicizia. È un inno alla vita! 

Forse quello che sconvolge più di tutto è il fatto di non trovarsi davanti a delle adolescenti ma a delle cinquantenni sulla soglia della menopausa che dovrebbero essere madri e mogli devote e invece eccole lì a ridere alle spalle dei loro partner, a parlare di sesso, disavventure erotiche, tradimenti e divorzi. Veronica Pivetti vuole depennare una volta per tutte lo stereotipo della donna che sogna la famiglia del Mulino Bianco. La felicità non la si misura in figli e, cosa più importante, una donna di mezza età ha lo stesso diritto di una ventenne di sentirsi libera nel proprio corpo e nella propria vita sessuale, di conoscere uomini online e di fare sesso con uno sconosciuto nel bagno di un treno, così come ha il diritto di riscoprirsi omosessuale, ma questa è un’altra storia e se vorrete saperne di più dovrete leggere il libro.  

Un consiglio per gli uomini: non fermatevi al “Per Sole Donne” 😉 
 

4/5

Cinque sequel che non vedo l’ora di leggere

Buongiorno miei adorati lettori!
Oggi voglio parlarvi dei sequel la cui attesa minaccia di mandarmi al manicomio – uno in particolare, potete immaginare quale, in caso contrario keep calm, ancora pochi secondi ed ogni mistero vi sarà svelato.

Bramati, agognati, desiderati. Tra tutti i sequel che aspetto, ce ne sono cinque per cui smanio maggiormente.

Venite a scoprirli insieme a me!

THE FATES DIVIDE (Carve The Mark, #2)

Non ho mai avuto l’occasione, qua sul blog, di parlarvi di Veronica Roth, perciò una premessa è d’obbligo: IO LA AMO!

“Divergent” è la mia saga distopica  preferita in assoluto, più di “Hunger Games”, più di “Maze Runner”, più di qualunque cosa! Piccola curiosità che solo chi conosce la saga potrà capire: uno dei motivi per cui apprezzo tanto “Divergent” e la stessa Roth è proprio il finale di “Allegiant”, quello che tanti di voi odiano – vi ho lasciati basiti, ammettetelo.

Considerando i miei più che ottimi precedenti con questa autrice, all’uscita di “Carve the Mark” non ho potuto desistere dall’acquistarlo quando, tra gli scaffali della libreria, i miei occhi si sono posati su quella spettacolare cover. Veronica Roth ha superato se stessa, mi ha trascinato in questo suo nuovo mondo, tra fati e superpoteri, astronavi e  affascinanti pianeti ricchi di storia e tradizione, proprio come piace a me!

Cosa dire? È stata una lettura incredibile, un’esperienza catartica!

Mi sono profondamente innamorata dei protagonisti, Cyra e Akos, e della loro complicata storia d’amore di stampo shakespeariano che mi ha conquistata nel giro di poche pagine.

Il secondo ed ultimo capitolo della duologia dovrebbe uscire in Italia il 5 giugno. Io sto già fremendo per accaparrarvi la mia copia, e voi?

SHADOWSONG (Wintersong, #2)

Recentemente ho condiviso con voi la mia opinione (QUI) a proposito del primo capitolo, “Wintersong”, un libro che mi ha inaspettatamente rubato corpo ed anima.
Dico inaspettatamente perché inizialmente ero un po’ spaventata dalle recensioni. Il mondo dei lettori si è infatti spaccato a metà: c’è stato chi ha profondamente amato il romanzo – come me! – e chi, purtroppo, lo ha profondamente odiato.
Questo perché “Wintersong” è un fantasy un po’ particolare, caratterizzato da poca azione e poca avventura.
Il fulcro della storia è infatti la crescita personale della protagonista, Elisabeth, che, attraverso la sua controversa relazione con l’Erlkönig – il Re dei Goblin –, troverà la strada per crescere, così da trasformare la ragazzina insicura in una donna forte, coraggiosa ed indipendente.

L’epilogo del primo volume è stato perfetto, un finale adeguato, in linea con tutta la storia e, soprattutto, coraggioso, proprio come Elisabeth stessa, ma mi ha lasciato dentro un senso di disperazione che solo la lettura di “Shadowsong” potrà placare.

CHERRY FOX SERIES, #2

Nessun titolo ufficiale in vista e nessuna cover all’orizzonte, perciò dovrete accontentarvi di sapere che si tratta del secondo volume della Cherry Fox saga di Eleonora Pescarolo, autrice italiana di fantascienza in cui ho avuto la fortuna di imbattermi.

Vi ho già parlato del primo volume di questa saga, “Braccati”, e, se avete letto la recensione (QUI), saprete già quanto io sia rimasta affascinata dalla bravura dell’autrice e, soprattutto, dalla sua badassissima (?) protagonista, la bashara Ireen Devar. Con “Braccati”, Eleonora ha riempito la mia testa di quesiti irrisolti, lasciandomi con il bisogno di venire a capo di tutti i suoi misteri, primo fra tutti quello che aleggia intorno alla leggendaria Sirena di Jannar.

Per farvela breve, se non scopro al più presto cosa succederà dopo il cliffhanger finale con cui l’autrice mi ha lasciata, rischio sul serio di diventare pazza!

THE SECRET COMMONWEALTH (Il Libro della Polvere, #2)

Ho atteso diciassette anni per avere un seguito a “Queste Oscure Materie”, credo di poter aspettare un anno per avere il secondo volume della nuovissima ed attesissima trilogia di Philip Pullman, “Il Libro della Polvere”. Non si sa ancora con precisione quando “The Secret Commonwealth” verrà pubblicato, ma si vocifera che dovrebbe venir rilasciato ad un anno esatto dalla pubblicazione de “La Belle Sauvage”, quindi il 19 ottobre – il giorno del compleanno dell’autore!

Non vi parlerò molto del primo volume, visto e considerato che ho in programma di pubblicare qui sul blog la recensione nei prossimi giorni. Per il momento, vi basti sapere che immergermi nuovamente nel mondo della Polvere è stato un po’ come tornare a respirare! Insieme a Malcom, il protagonista de “La Belle Sauvage”, ho vissuto un’avventura magica, ed ora non mi resta che aspettare di poter leggere il sequel che ci porterà avanti di vent’anni – dieci anni dall’epilogo di “Il Cannocchiale d’Ambra”. Non vedo l’ora di ritrovare la piccola Lyra trasformata in una giovane donna. E poi, insomma, c’è una cosa che mi preme sapere, più di tutto il resto. Chi conosce la saga probabilmente saprà a cosa mi riferisco… Il nome Will vi dice qualcosa?

THE WINDS OF WINTER (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, #6)

Dulcis in fundo, Lui, il più atteso, il più bramato, il più utopico: “The Winds of Winter”, il sesto volume de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”.
In questi anni ho perso il conto di quante volte Martin ce ne ha promesso la pubblicazione, eppure di questi venti dell’inverno non vi è traccia. In compenso – probabilmente per liberarsi un poco del senso di colpa – a fine annoma ci fidiamo?apparirà nelle librerie  “Fire and Blood”, il primo di due volumi dedicati alla storia della Casa Targaryen. E va bene, Martin! Sei perdonato, ma solo perché mi hai scritto ben due libri sulla MIA casata! Se il libro in questione si fosse chiamato, che so, “Hear me Roar”, non penso ne sarei stata così entusiasta.

La cosa che mi da più fastidio è che, purtroppo, la serie tv sta superando i libri, perciò quello che avrei voluto veder svelato sulle pagine dovrò vederlo su uno schermo. È vero che nei libri Martin può permettersi di spaziare mooolto di più con la storia, considerando le diverse – e migliori – stoyline di Dorne, di Sansa e la presenza – inquietante – di Lady Stoneheart e di Griff il Giovane aka Aegon Targaryen – forse… – più tanti altri elementi e personaggi che nella serie tv non sono mai esistiti – una a caso, Arianne Martell, la mia preferita – o che, per un motivo o per un altro, hanno preso una strada differente. Però, nonostante le molte cose che potrebbero andare diversamente nei libri, c’è una cosa che dubito profondamente possa cambiare, ovvero l’identità dei genitori di Jon Snow. Dopotutto, ogni indizio che Martin ci ha lasciato negli anni tra le migliaia di pagine della sua saga ci aveva già portato ad ipotizzare quei nomi, non è che ora possa cambiare di rotta solo perché la HBO ha deciso di rovinare la sorpresa a tutti i lettori. Maledetto Martin! Credete che vivrà abbastanza per farci dono di un degno finale de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”? Nel frattempo, continuo a tenere duro e ad aspettare l’inverno.

Quali sono i sequel che attendente con trepidazione?

Fatemi sapere se tra le vostre attese vi è anche uno o più dei libri sopracitati, così, per un po’ di solidarietà tra lettori.