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BLOG TOUR | DOPPIA RECENSIONE “Il Ragazzo Bendato” e “La Furia e le Stelle” di Abel Montero

Benvenuti cari lettori alla penultima tappa del blogtour dei romanzi di Abel Montero, “Il Ragazzo Bendato” e “La Furia e le Stelle”.
Non vedo l’ora di parlarvi di questi libri, perciò questa volta non mi perderò in chiacchiere introduttive inutili ma procederò subito con la recensione!

TITOLO: Il Ragazzo Bendato (Saga del Protettorato, #1)

AUTORE: Abel Montero

GENERE: Fantascienza, Distopia

DATA PUBBLICAZIONE: 19 agosto 2018

EDITORE: Self Publishing

PAGINE: 571

PREZZO: 14,99 € / 3,99 € (eBook) – gratis per gli abbondati Kindle Unlimited


SINOSSI

Laura è una giovane Ufficiale delle Forze.
Dopo la Nuova Notte dei Fuochi tutto è cambiato. L’Europa è caduta. Adesso a dettare legge è un immenso conglomerato delle più potenti corporazioni del pianeta. Hanno portato ordine, pace e protezione. Decidono loro cosa è giusto, sbagliato, chi vive e chi muore.
Si fanno chiamare “Il Protettorato”.
Laura è sveglia, efficiente, affidabile e crede ciecamente nel valore del servizio che svolge ma, sulle tracce di un serial killer che sta lasciando dietro di sé una scia di morti assurde, fa una scoperta incredibile.
Dal primo momento in cui i loro occhi si incrociano lei capisce.
Lui è unico, e ha le risposte alle sue domande.
Quando lo incontra, si scatena un potere inimmaginabile.

TITOLO: La Furia e le Stelle (Saga del Protettorato, #Origini)

AUTORE: Abel Montero

GENERE: Fantascienza

DATA PUBBLICAZIONE: 19 agosto 2018

EDITORE: Self Publishing

PAGINE: 440

PREZZO: 13,99 € / 3,99 € (eBook) – gratis per gli abbonati Kindle Unlimited


SINOSSI

Un nastro invisibile lega quattro generazioni.
Una minaccia nascosta è pronta ad attaccare quattro persone solo apparentemente non collegate tra loro.
Dal mondo di oggi a quello del Primo Dopoguerra per correre indietro alla fine del diciannovesimo secolo, La Furia e le Stelle racconta la storia di un libro misterioso, di un tesoro incredibile, e della guerra per controllare il suo potere immenso.
Quattro epoche diverse, un solo nemico. Quattro generazioni lontane, un solo destino.

Abel Montero ha tracciato i primi tratti del suo vasto universo, l’Universo del Protettorato, teatro delle vicende narrate sia ne “Il Ragazzo Bendato” sia nel secondo volume prequel, “La Furia e le Stelle”.

Descrivere la realtà del Protettorato non è cosa facile perché, per quanto l’ambientazione possa sembrarci familiare, non potrebbe essere più lontana da noi e da tutto ciò che conosciamo, viviamo e tocchiamo con mano.
Facciamo così: chiudete gli occhi e provate ad immaginare un mondo, il vostro mondo. Immaginate che “in una sola dannatissima notte” tutto quello che conoscete venga spazzato via, come se nulla fosse. Un battito di ciglia e l’Europa non esiste più.

È esattamente questo che ha fatto Abel Montero per porre le basi per la creazione del suo Universo. I suoi personaggi vivono in un futuro prossimo, non poi così tanto lontano da noi, in cui dittature africane e asiatiche si sono alleate a gruppi estremisti islamici e separatisti dell’Est Europa con l’unico scopo di liberarsi dei leader europei – “la ragione di ogni male”.
Durante quella che passerà alla storia come la Nuova Notte dei Fuochi, un massiccio attacco terroristico ha spezzato la vita di parlamentari ed esponenti politici, ma anche di intere famiglie innocenti. In poche ore, intere città sono state spazzate via come foglie al vento. I morti sono stati milioni e il caos ha sconvolto tutto e tutti.

Ma dalle ceneri e dalle macerie una nuova potenza era pronta a sollevarsi: il Protettorato. Con le loro Forze e i loro eserciti privati, i Protettori ricostruirono città, sventarono nuove minacce e schiacciarono i nemici. La guerra si spense più in fretta di com’era iniziata e i “protetti”, i cittadini della nuova Europa Unita, iniziarono a sentirsi al sicuro, sotto l’ala di questa nuova entità. Ma come sempre accade, niente viene dato per niente, e la propria libertà si rivelerà essere il prezzo da pagare per la salvezza.

Come avrete capito, ci troviamo di fronte ad una distopia. Già vi sento mentre sbuffate dicendo “ancora?!”. Lo capisco, è quello che penso anche io ogni volta che appare sugli scaffali la nuova copia di Hunger Games. È diventato sempre più raro trovare testi originali nel vasto panorama distopico YA, eppure ogni tanto qualcosa di innovativo salta fuori ed è proprio questo il caso de “Il Ragazzo Bendato”. Innanzitutto perché non è una semplice distopia ma molto di più. L’autore ha fatto i compiti che, nel campo della scrittura, significa leggere, leggere e ancora leggere.

Abel Montero conosce la fantascienza, ne conosce i meccanismi, i sottogeneri. Sa quali cliché evitare e quali espedienti narrativi adottare.
Per certi aspetti abbiamo una classica ambientazione futuristica con un background che prevede l’introduzione di elementi tecnologici avanzati – come può essere qualsiasi strumento e ritrovato d’avanguardia nelle mani delle misteriose Effimere o le tute intelligenti e i tessuti super hi-tech delle Forze.
Ma a questo primo strato di fantascienza se ne sovrappongono molti altri: l’autore attinge da un più vasto bagaglio culturale citando non solo le opere letterarie ma anche quelle cinematografiche e televisive. Innanzitutto, la Saga del Protettorato è pensata come se fosse una grande serie tv. Ogni capitolo ha una sua personale evoluzione e un filo comune che trascina il lettore dal primo all’ultimo paragrafo. In secondo luogo, ci troviamo spettatori di scene d’azione che neanche nei film di Tom Cruise appaiono più vivide. Inseguimenti e sparatorie sono caratterizzati da una forte struttura cinematografica. Leggere di certe scene nei libri di Abel Montero equivale a star seduti su una poltroncina davanti ad un grande schermo. Potrei dire che l’autore è un maestro in questo. Sa come modellare le parole a suo piacimento, le piega per creare determinate immagini e sensazioni nella mente del lettore.

Potremmo definire “Il Ragazzo Bendato” come un thriller fantascientifico carico di suspense e d’azione in cui non mancano storie d’amore e batticuore. Insomma, “Il Ragazzo Bendato” prende in prestito frammenti narrativi da svariati generi così da creare un prodotto nuovo e di grande originalità, nonché di qualità.

A fare da protagonista ritroviamo l’eterna lotta tra bene e male, questa volta portata agli estremi: bene e male si fondono, si mescolano l’uno all’altro. Ma ancora più importante è il tema della libertà e del libero arbitrio, nonché il concetto di etica della società in relazione al controllo che essa esercita sui propri cittadini.

Avevo un criceto da piccola. Era un batuffolo di pelo bianco con tante macchiette nocciola e grigie. Mangiava continuamente e passava giornate intere a correre su quella sua piccola ruota. Mi chiedevo se fosse davvero felice lì dentro. E glielo domandavo anche, ogni dannatissimo giorno. Lui mi guardava e masticava, masticava senza smettere, poi ricominciava a correre. Io ero solo una bambina ma mi facevo un mare di domande. Ero preoccupata per lui. Gli volevo bene. Un giorno ho capito. Si rendeva conto di quanto fosse miserabile la sua condizione? Diavolo no! Ma sapete una cosa? Non avrebbe avuto comunque il tempo di curarsene. Era troppo impegnato, così preso a farsi scoppiare lo stomaco e da quella ruota sempre pronta a girare per lui.

Badate bene, siamo di fronte ad un romanzo narrativamente molto complesso. L’intreccio che Abel Montero ha tessuto è impossibile da districare. Abbiamo parlato di Tom Cruise poco fa, no? Eccoci finiti in Mission Impossible, con una sola differenza: infiltrarsi alla CIA o al Cremlino non è neanche lontanamente difficile quanto capire cosa si nasconda dietro alla coltre di mistero che avvolge il Protettorato, le Effimere e il ragazzo bendato stesso.

Iniziamo a parlare della trama così magari vi aiuto a comprendere meglio questo mio vaneggiamento.

Dopo un prologo a dir poco intrigante, il romanzo si apre con Laura Sienna, agente delle Forze del Protettorato, appena atterrata a Siracura con l’obbiettivo di catturare un pericoloso criminale: il Disegnatore, uno spietato serial killer che si “diverte” a lasciare strani disegni e cicatrici sui corpi delle sue vittime. Tutte le prove sembrano puntare ad un’unica persona: Alessandro Guerra. Ma ad un passo dalla sua cattura qualcosa cambia. Quello che doveva essere il carnefice sembra essersi appena trasformato in una vittima. La scena che si para davanti agli occhi degli agenti Sienna e McNamara ha dell’incredibile: un ragazzo con il volto ricoperto da bende tiene Alex in ostaggio. Ma c’è qualcos’altro che cattura l’attenzione di Laura prima di perdere inspiegabilmente i sensi: i simboli sulle bende del ragazzo sono gli stessi lasciati dal Disegnatore sui cadaveri. Chi è veramente il ragazzo bendato? Cosa nasconde? E, soprattutto, cosa vuole da Alex? Perché questo ragazzo sembra essere così prezioso per lui e per il Protettorato?

“Il Ragazzo Bendato” è una corsa contro il tempo alla ricerca della verità, ma, come dice Abel Montero, “nessuna verità è semplice” e dietro ad ogni minima risposta si nasconde sempre un nuovo enigma.
Tenetevi forte perché state per imbarcarvi in un viaggio di sola andata che si concluderà sul lettino di uno psicanalista. La saga di Abel Montero è ricca di sfumature, nessuno è bianco o nero, nessuno è buono o cattivo. Ogni personaggio è il risultato dell’unione di luce e oscurità, seppur in misure differenti e sono proprio queste a definirli, a renderli unici.  

A mio parare, il modo migliore per veicolare una storia è quello di introdurre un personaggio in cui il lettore possa facilmente identificarsi, un personaggio “neutro”, se così lo si può chiamare, estraneo alle vicende e ai meccanismi che muovono le singole forze. Per capirci meglio, un personaggio come può essere Harry Potter nella saga della Rowling, che ne sa quanto noi di ciò che gli sta succedendo attorno e con cui possiamo muoverci a pari passo all’interno della storia. Ecco, in questo caso il nostro personaggio “neutro” è Alex. Ma chi è Alex?
Okay, se non avete letto la saga non potete capire quanto in realtà questa domanda faccia sorridere per quanto subdola e complessa, ma per il momento ci basta sapere che Alex è un diciottenne come tanti altri, un ragazzo normalissimo che, di punto in bianco, viene sospettato di essere un serial killer della peggior specie. Da un giorno all’altro si ritrova invischiato in una fitta rete di intrighi e complotti senza sapere né il come né il perché. Perciò ecco, Alex siamo noi e noi siamo Alex. La sua confusione è la nostra, le sue domande sono le nostre, la sua psicosi imminente è la nostra.

Non finirà mai, giusto? A che serve cercare di capire? Chi, come, perché? Non ha un maledettissimo senso! Non saprò mai cosa è successo! E anche se mi avvicinassi alla verità qualcuno si occuperebbe di me, no? Risolverebbero il problema! Mi eliminerebbero semplicemente dall’equazione. Come cancellare un paio di numeri da un foglio. No, ma che diavolo dico? Loro lo strapperebbero via quel foglio! E gli darebbero fuoco!

Ma noi, come Alex, non saremo soli in questo viaggio allucinogeno. Ad accompagnarci ci saranno Laura, Dianne e Nassim, agenti delle Forze preparati ed esperti, ma ci sarà anche il misterioso ragazzo bendato, Goro e le Effimere. E come non nominare Mina Winner, la mercenaria dalle mie sfaccettature, o i coniugi Elder e Lin!
Insomma, Abel Montero ci propone un ampio ventaglio di personaggi, ognuno caratterizzato alla perfezione e con minuzia.

Proprio la costruzione dei personaggi è un altro degli aspetti più affascinanti di questa saga. Al suo esordio, l’autore dimostra grande maestria nel delineare ogni singolo “attore” della sua opera, sia esso protagonista e non. Ma fate attenzione, perché quando penserete di aver finalmente inquadrato ognuno di loro, l’autore ribalterà tutti i ruoli e darà il via ad una serie di colpi di scena senza eguali capaci di minare la sanità mentale di chiunque. So che può sembrare un paradosso visto e considerato che da un certo tipo di personaggio, se caratterizzato in un determinato modo, ci aspetteremmo delle azioni il linea con il suo carattere ma la bravura di Abel sta proprio in questo. Lui ci presenta i personaggi indirettamente, ce li fa conoscere attraverso ricordi, pensieri e dialoghi. Ci da la possibilità di crearci una nostra opinione di tale personaggio senza forzare l’idea che abbiamo dello stesso. È un meccanismo complesso e non è semplice spiegarlo a parole. È una di quelle cose che potete comprendere fino in fondo solo leggendo il libro.

Ora, però, vorrei ritornare indietro di qualche paragrafo e tornare a parlare dei motivi che distinguono la Saga del Protettorato da qualsiasi altra saga distopica, perché c’è un punto che non abbiamo ancora toccato, ovvero quello dell’ambientazione. Come ormai avrete capito, la saga di Abel Montero è ambientata in Europa e si snoda principalmente tra Italia e Spagna. Finalmente un’opera di fantascienza che omaggia la nostra terra!

D’altra parte, la prima regola che ogni bravo scrittore deve imparare è che bisogna parlare di ciò che si conosce. Insomma, l’autore sarebbe stato sciocco a non sfruttare quell’amore incondizionato per la Sicilia che lo contraddistingue: ogni luogo, ogni edificio, ogni ambiente è descritto così minuziosamente nei dettagli e con così tanta passione da apparire nitidamente davanti agli occhi del lettore. In realtà, qualsiasi cosa da lui narrata si delinea chiaramente nella nostra mente. È uno dei suoi “superpoteri”, oserei dire: la capacità di ricreare immagini, sensazioni, profumi, suoni solo attraverso l’uso di poche parole.

Le immagini nella sua testa si facevano sempre più forti, come se qualcosa dentro di lui lottasse per strapparlo da ciò che stava accadendo, lottando cocciutamente per conservare un po’ di lucidità. C’erano momenti in cui si convinceva di essere ancora a Siracusa. E quei momenti si dilatavano, diventavano liquidi e poi acquistavano solidità. Lui sentiva di poterci infilare le dita come un bimbo goloso di miele, timoroso di essere scoperto, spaventato all’idea che tutto si sarebbe rivelato solo un sogno troppo bello.

Abel Montero sfrutta la potenza della parola scritta, scegliendo con cura ogni singola sillaba, dipingendole con i colori delle sue esperienze e della sua vita. Sì perché un’altra caratteristica dell’autore è che da tutto sé stesso, si dona completamente alla pagina bianca e utilizza ciò che sa, ciò che conosce in termini di luoghi, emozioni, sentimenti e via dicendo, per dare forma al suo racconto. Questa pratica la ritroviamo soprattutto ne “La Furia e le Stelle”, in cui l’autore attinge dalle esperienze passate della propria famiglia per creare una trama, un intreccio magico in tutti i sensi.

Ora entriamo in un ambito, se vogliamo, molto lontano da quello de “Il Ragazzo Bendato”, di cui “La Furia e le Stelle” è il prequel.

Se inizialmente vi risulterà difficile capire in che modo le due storie siano collegate tra loro sappiate che è assolutamente normale: il filo che le unisce è stato abilmente nascosto tra piccoli dettagli che solo i lettori più attenti potranno inizialmente cogliere. Insomma, non è una lettura superficiale, uno di quei libri da leggere sotto l’ombrellone con bambini urlanti a pochi passi. È una lettura che richiede concentrazione in modo da poterne cogliere ogni sfumatura, ogni più piccola meraviglia – la stessa cosa vale ovviamente anche per “Il Ragazzo Bendato”!

Naturalmente il consiglio è quello di leggere i due libri nell’ordine di pubblicazione, ovvero “Il Ragazzo Bendato” prima e “La Furia e le Stelle” poi. Questo perché Abel Montero ha disseminato briciole di pane in ogni pagina di questo prequel, piccoli indizi che sapranno chiarire alcuni aspetti e interrogativi posti ne “Il Ragazzo Bendato” e solo avendolo letto potranno essere colti. Leggendoli nell’ordine sbagliato rischiate di perdervi molti dettagli a parer mio fondamentali per una miglior comprensione della Saga stessa e di tutti i suoi misteri.

Le vicende narrate in “La Furia e le Stelle” attraversano diverse epoche, diverse generazioni, partendo dall’Ottocento fino ai giorni nostri, prima del dominio del Protettorato sui territori europei.  Anche in questo caso non abbiamo un unico protagonista predominante ma un ampio ventaglio di personaggi variegati, ognuno unico nella sua costruzione e caratterizzato alla perfezione.

Il romanzo si apre ai giorni nostri, quando la giovane Anna si risveglia dopo l’ennesimo incubo, sempre lo stesso: l’acqua è ovunque, la avvolge, le stringe i polmoni fino a toglierle il respiro. Poi un bagliore, una voce e finalmente lui, il misterioso uomo dai capelli rossi. Ma quella mattina c’è qualcosa di strano, qualcosa di diverso. Senza sapere né il come né il perché, Anna si ritrova delle parole misteriose tatuate sulla pelle. Ma come è possibile? Perché non ha alcun ricordo della sera precedente? E soprattutto, chi è quell’uomo misterioso? Cosa vuole da lei?

Solo il passato possiede le risposte e per trovarle è necessario ripercorrere la storia della sua famiglia, risalendo al lontano XIX secolo e alla storia di Mitiliano, colui che ha dato il via alla concatenazione di eventi che influenzerà le vite dei cittadini del Protettorato.
Potremmo dire che il vero protagonista di questa storia è un libro, un piccolo tomo dal valore inestimabile ceduto a Mitiliano da un giovane Winston Churchill in viaggio su un transatlantico di ritorno dal Sud America di fine Ottocento. Qualche anno più tardi, questo incontro condizionerà il futuro di altri due personaggi, l’affascinante Alejandro da poco scampato alla Grande Guerra, e Olivia, una neo mamma venezuelana trapiantata in Sicilia alla fine degli anni Settanta. Entrambi, proprio come il giovane Alessandro Guerra qualche tempo dopo, si ritroveranno invischiati in qualcosa più grande di loro, qualcosa che solo quel misterioso libro sembra essere in grado di spiegare.

Seppe, in quel preciso istante, che la minaccia si stava concretizzando sotto i suoi occhi. Non importava quanto vecchia fosse, ne quanto criptiche fossero le parole con cui era descritta. Stava succedendo davvero, e c’era un solo modo per impedire che tutto degenerasse. Doveva farlo di nuovo, anche se aveva giurato che non sarebbe più accaduto. Doveva leggere il libro.

Quattro personaggi, quattro generazioni, quattro storie diverse ma strettamente interconnesse tra loro. Abel Montero ha costruito un intreccio incredibile che ripercorre più di un secolo di storia. Ha fatto un lavoro enorme e magistrale.

“La Furia e le Stelle” è il risultato di una più che minuziosa ricerca che vede i suoi frutti nella costruzione di ambientazioni riccamente descritte. Lo stesso vale per i dialoghi che sono solo una delle tante cose che più ho apprezzato di questo libro. Abel Montero dimostra di sapersi destreggiare tra le varie epoche storiche da lui narrate. Per ognuna di esse ha costruito un apposito registro, scegliendo con cura ogni singola parola, ogni espressione, ogni frase. Non c’è nulla fuori posto, neppure gli abiti o i rapporti sociali, costruiti anch’essi sulla base delle convenzioni sociali dei diversi periodi.

È proprio in questi dettagli che va ricercata la vera bellezza di questo libro. È un’opera raffinata ed elegante, molto diversa, se vogliamo, da “Il Ragazzo Bendato”. L’autore non vuole ridisegnare la storia o rimodellare a suo piacimento il passato. Il mondo che ritroviamo in questo libro è il nostro in tutto e per tutto. Ecco perché vi dicevo che inizialmente farete fatica a capire in che modo i due libri siano collegati tra loro.
“La Furia e le Stelle” appare come un romanzo puramente famigliare, o almeno è così all’inizio, perché nella seconda parte il ritmo aumenterà e l’adrenalina salirà a mille. Insomma, anche qui non mancheranno azione e suspense, nonché incredibili colpi di scena capaci di lasciare senza fiato.

Le capacità dell’autore nel destreggiarsi tra così tanti generi sono più che invidiabili! Scrive di fantascienza e fantasy, thriller e azione, amicizia, amore, rapporti famigliari. Sa come mantenere sempre alta la tensione, ma soprattutto sa come confondere e insinuare il seme della pazzia nella mente dei suoi lettori.

Le storie di Anna, Olivia, Mitiliano e Alejandro vi faranno sorridere ed emozionare. Vi faranno arrabbiare e piangere, strappare i capelli e magari vi causeranno un attacco cardiaco – questo è più o meno ciò che vi capiterà quando capirete cosa collega gli eventi narrati ne “La Furia e le Stelle” a quelli de “Il Ragazzo Bendato”.

Il tessuto narrativo è pressoché perfetto, privo di imperfezioni e sbavature. Se siete alla ricerca di buchi di trama sappiate che qui non ne troverete neanche uno. Tutto ha un senso, tutto è collegato. Ogni singolo personaggio è una pedina nelle mani del destino: il fato di ognuno è determinato dall’incontro tra presente e futuro e nessuno può scampare ad esso.

«Quello che voglio io è irrilevante. L’ho capito immediatamente, quando ho avuto in mano questo» rispose accarezzando ancora la copertina. «Non posso scegliere il mio destino. Sarebbe un tentativo misero come quello di un’ape che continua a bramare il nettare su di un fiore fuori dalla sua portata, dall’altra parte di un vetro infrangibile.»

La Saga del Protettorato ha ancora molto da raccontare ma le sue fondamenta sono solide ed anche molto antiche, molto più di quanto possiate immaginare. Ma questa è un’altra storia e non sarò di certo io a svelarvela!
Tutto ciò che vi rimane da fare è affrettarvi su Amazon e acquistare questi due piccoli gioielli della letteratura fantascientifica italiana.
Non ve ne pentirete. Parola mia 😉

5/5

RECENSIONE “La Musa della Notte” di Sara Simoni

Buongiorno miei cari lettori!

Oggi sono particolarmente emozionata perché finalmente vi parlo di una delle mie autrici preferite, Sara Simoni, una giovane autrice italiana specializzata nella letteratura fantastica che ha saputo insinuarsi in profondità nel mio cuore.
“La Musa della Notte” è solo il primo capitolo di una trilogia che riporta in scena una delle lotte più antiche e sanguinose di sempre: attraverso le sue parole, streghe e inquisitori tornano a popolare, in segreto, le strade delle nostre città.

Sara Simoni ha scritto una saga fantastica in tutti i sensi, un concentrato irresistibile di azione, magia, mistero e amore da cui non riuscirete più a staccarvi!

TITOLO: La Musa della Notte

AUTORE: Sara Simoni

GENERE: Urban Fantasy

DATA PUBBLICAZIONE: 18 aprile 2017

EDITORE: Self-Publishing

PAGINE: 310

PREZZO: 9,35 € / 1,99 € (eBook) – Gratis per gli abbonati KindleUnlimited


SINOSSI

In una Milano piena di incanto e di mistero, due fazioni sono impegnate in una lotta segreta da un tempo antichissimo: le streghe, donne dotate di terribili poteri magici, e i loro cacciatori naturali, gli inquisitori, uomini che di generazione in generazione si tramandano il compito di proteggere la popolazione dalla magia. Ma qualcosa comincia a cambiare quando nelle aule di un’università la strega Viviana e l’Inquisitore Arturo si incontrano come due normali studenti. L’attrazione è forte, ma né Viviana né Arturo possono dimenticare chi sono e da dove vengono.

Milano non è la città che conosciamo. Dietro allo smog, ai grattacieli e alla vita frenetica si annidano creature leggendarie e istituzioni sanguinarie credute morte e sepolte da tempo.

Viviana è una strega e, per lei, avere rapporti con gli umani è fortemente sconsigliabile se non quasi proibito, eppure nemmeno la magia di mille clan riuscirebbe ad allontanarla da Giovanni, un umano, un mortale, l’unico vero amico che Viviana abbia mai avuto. La ragazza farebbe di tutto per lui, persino irrompere di notte nella biblioteca del dipartimento di egittologia dell’università per rubare un misterioso papiro magico che aiuterebbe Giovanni a far colpo su una strana ed enigmatica ragazza di nome Miriam.

Una festa abusiva tra i corridoi universitari sembrerebbe il momento perfetto per agire, ma qualcosa va storto e, durante la fuga, “qualcuno le sbatte contro e la manda a terra” per poi trascinarla di peso al sicuro dagli agenti di polizia che le stanno alle costole. Questo qualcuno porta il nome di Arturo. Basta un attimo per perdersi l’uno negli occhi dell’altra. Ma Arturo, proprio come Viviana, non è un ragazzo normale: per una come lei, egli rappresenta ciò che di più pericoloso possa esistere al mondo. Arturo è un inquisitore, un cacciatore di streghe, loro nemico secolare.

Ed ecco che in un attimo un semplice e spensierato amore giovanile si trasforma in una storia d’amore dal sapore impossibile e tormentato – Shakespeare levate proprio.
L’amore tra Viviana e Arturo sarà abbastanza forte da abbattere il pregiudizio e l’odio che separa i loro mondi da tempo immemore?

Vedo il potere sempre più debole delle streghe e la furia sempre più cieca di coloro che le cacciano. […] vedo due fazioni in lotta in mezzo a tanti cuori indifferenti. Chiunque trionferà non riceverà mai neanche un cenno di ringraziamento da parte di coloro che non sapranno di dovergli tanto. La vera guerra è qui, sul confine tra ignoranza e conoscenza. Vedo tanti spiriti giovani, in uno schieramento e nell’altro, i loro desideri e i sacrifici che sono disposti a fare per realizzarli.

Ecco qui un urban fantasy di tutto rispetto che rende finalmente giustizia alla sua categoria! Se mi conoscete almeno un po’, saprete quanto poco io apprezzi codesto genere, fin troppo costellato da racconti di stampo adolescenziale e che parlano solo di quanto i vampiri siano pallidi e sbrilluccicosi e di quanto siano sexy licantropi ed angeli – se c’è una cosa che proprio non digerisco sono le serie che parlano di angeli caduti e demoni vari!
Capirete quindi l’immensa gioia provata nel trovare un urban fantasy che finalmente incontra il mio gusto.

D’altra parte Sara Simoni partiva già avvantaggiata, complice il mio amore smisurato per le streghe – e i loro gatti –, i loro incantesimi e la magia di ogni sorta. Come se non bastasse, ha anche centrato in pieno la mia passione per la storia, rispolverando uno degli argomenti più sanguinosi e raccapriccianti di sempre: quello della caccia alle streghe – vi dice nulla il Malleus Maleficarum?
Sara resuscita la “Santa” Inquisizione – pazza! Non potevi lasciarli dove stavano? – e la rende contemporanea, rivestendola con abiti moderni e mixando così un’istituzione dal sapore antico con l’avanguardia milanese del XXI secolo. Un contrasto insolito, originale e, proprio per questo, interessante ed azzeccato.

La singolarità sta anche nella scelta stessa del capoluogo lombardo come teatro per le vicende narrate: quanti libri sulle streghe avete letto ambientati in Italia? Beh, io nemmeno uno. Una storia di questo tipo è più facile che si sviluppi tra i quartieri di qualche suggestiva località Americana come New Orleans, Salem o la Virginia. Non fraintendetemi: da lettrice amo tutte queste ambientazioni.
D’altra parte, muovendosi tra queste location, gli autori imboccano quella che è, a mio avviso, la via più semplice. Inoltre, l’Inquisizione è un’istituzione prettamente europea e che quindi trova più credibilità in un Paese come l’Italia – non che oltre oceano si siano risparmiati con i processi alle streghe.

Tutto questo per dire che apprezzo enormemente il rischio che Sara ha deciso di prendersi scegliendo il Bel Paese come sfondo per la sua storia. Insomma, direi che ne è valsa la pena perché il risultato è a dir poco eccezionale!
Non che non me lo aspettassi… Sapevo già che Sara non mi avrebbe delusa, in particolare proprio dal punto di vista dell’ambientazione. Si da il caso, infatti, che io già conoscessi l’autrice grazie alla sua condivisione sulla piattaforma di lettura digitale Wattpad di una serie di racconti ambientati nella leggendaria Ys sotto i mari – per chi non ne conoscesse il mito, vi basti sapere che si tratta di una sorta di Atlantide. Anche in quel caso, Sara aveva fatto un lavoro a dir poco magistrale nella costruzione della sua Ys. Come se non bastasse, queste storie che Sara condivide gratuitamente sulla piattaforma sono, seppur alla lontana, legate alle vicende e ad alcuni personaggi che incontriamo ne “La Musa della Notte” e nel suo seguito, “La Cacciatrice di Stelle”, perciò, se avete letto questi due lavori e vi sono piaciuti, vi consiglio caldamente di andare a sbirciare l’account Wattpad di Sara (SaraSimoni).

Ma torniamo alla recensione…
Oltre all’innovazione attuata da Sara nella scelta dei suoi personaggi e del “palcoscenico” su cui muovono i loro passi, devo riconoscerle la capacità di stravolgere quello che è, alla fin fine, il tema principale su cui si sviluppa ogni racconto fantastico che si rispetti: la lotta tra bene e male. Ma chi è “bene” e chi è “male”? I confini si assottigliano, luce e oscurità si mescolano, diventano un tutt’uno. Così come avviene per il concetto di yin e yang, anche streghe e inquisitori celano al loro interno sia il bianco che il nero. Che poi, che cosa è male? Che cosa spinge davvero inquisitori e streghe ad accanirsi l’uno contro l’altro e a combattersi con così tanta ferocia?

La base narrativa sui cui poggia “La Musa della Notte” è tanto solida quanto complessa e solo una volta che si è arrivati alle ultime pagine è possibile scorgerla, perciò non mi dilungherò oltre a parlare dell’intreccio. Vi basti sapere che ogni azione compiuta dai personaggi di Sara non è solo il frutto di eventi passati ed incomprensioni ma anche, e soprattutto, di una complessa e attenta costruzione psicologica.

Viviana e Arturo sono caratterizzati in modo eccellente , tanto da apparire riconoscibili fin nei più piccoli particolari. Tra i due, Arturo è quello che stuzzica maggiormente la mia curiosità tanto che vorrei avere il potere di intrufolarmi tra le pagine, trasformarmi in una psicanalista e mettere metaforicamente le mani sul suo cervello.
Ho provato sulla mia stessa pelle la sua felicità quando ha creduto di aver trovato una persona a cui poter aprire il proprio cuore, nonché la sua rabbia e il suo dolore quando ha visto tutte le sue convinzioni e le sue speranze tramutarsi in cenere tra le sue mani.
Insomma, vedere Arturo destreggiarsi tra i desideri del proprio cuore e il buon senso dettato dalla mente, così in contrasto tra loro, è stato – psicologicamente parlando – estremamente interessante.

«Che cosa faresti se fosse una persona che conosci?»
[…] «Ho visto quello che fanno alle streghe quando le catturano. È orribile.»
«Quindi ti opporresti? La lasceresti scappare?»
Lui le prende una mano e se la porta alle labbra. Ci lascia sopra un bacio leggero, come a voler scacciare questi pensieri che gli fanno male. «Non potrei.»
Viviana si sente morire dentro ogni istante di più.
«Ma…»
«Sono un inquisitore. E lo sarò sempre. Questa cosa non può cambiare e io non potrei mai lasciare libera una strega, visto che il mio compito è proteggere l’umanità dal pericolo che rappresenta la magia. D’altra parte non sopporterei di vedere una persona che conosco subire un Autodafé»
«E allora?»
Arturo accarezza il collo di Viviana con due dita.
«Allora cercherei per lei una morte più misericordiosa.»

Con ogni probabilità, sarò pazza e masochista – un po’ come il leone di Edoardo “Sbrilluccicoso” Cullen – ma sono proprio queste le relazioni che mi appassionano maggiormente. Voglio leggere di sentimenti che ti fanno rizzare i peli sulle braccia, che ti aprono il cuore in due e che ti lasciano un segno indelebile sulla pelle; voglio leggere di storie d’amore impossibili – non improbabili come in “Twilight”, non complicate in stile “Love Story”, ma impossibili – capaci di annientarti completamente, che ti portano a piangere disperata tutte le tue lacrime e a strapparti i capelli per la rabbia.

Restando in tema, uno degli aspetti che mi piace di più dello stile narrativo di Sara è proprio il fatto che non si perde in effusioni smielate e romanticherie inverosimili. Nei suoi libri non c’è spazio per il diabete – ne “La Cacciatrice di Stelle” poi lo zucchero è proprio bandito! – e gliene sono immensamente grata. D’altra parte ammetto che non mi dispiacerebbe se, per una volta, decidesse di facilitare un po’ la vita ai suoi poveri personaggi bistrattati donandogli qualche piccola gioia, ma ormai mi sono dovuta rassegnare al suo sadismo.

Perciò, se anche a voi piace farvi del male fisico, correte a leggere il libro!
A parte gli scherzi…  “La Musa della Notte” è, oltre ad un romanzo ben scritto e incredibilmente originale, un concentrato irresistibile di azione, magia, intrighi e misteri che terranno i vostri occhi incollati alle pagine dall’inizio alla fine.  Al contempo, Sara si sofferma su tematiche delicate e complesse, valori profondi come l’amore, l’amicizia, la famiglia e, soprattutto, la lealtà e il sacrificio.
Di chi possiamo fidarci veramente?
Cosa vale la pena sacrificare per amore?

Fidatevi di me e leggete “La Musa della Notte”.
Possa io stessa finire sul rogo – ve l’ho detto che sono masochista – se non sarà uno dei migliori libri che leggere quest’anno, cosa che per me è stato! E non solo di quest’anno: è una lettura che porterò nel cuore per tanto tanto tempo.

Sara ha la capacità unica di parlare al mio cuore. Sento una connessione unica e particolare con i suoi personaggi e le storie da lei narrate. Il genere dentro cui si muove, così come il suo stile, incontra il mio gusto in tutto e per tutto, incastrandosi alla perfezione a quelle che sono le mie esigenze letterarie – perché quando si tratta di libri divento davvero esigente tanto da risultare una pignola rompiscatole.

Tra le tante peculiarità di Sara, ci tengo a riconoscerle la sua innata capacità descrittiva, il modo in cui riesce a trasportare il lettore letteralmente all’interno della storia. E non parlo solo del modo in cui con le parole crea e modelli ambientazioni e personaggi ma proprio di come riesca a rendere reali i sentimenti e le emozioni. Con poche e semplici parole è in grado di evocare la poesia più pura. È questo ciò che più amo e apprezzo di lei, è questo che fa di Sara non una semplice autrice ma una Scrittrice con la S maiuscola.

Non lasciatevi sfuggire l’occasione di immergervi nella magia che permea i romanzi di Sara Simoni.
Il mio consiglio? Correte su Amazon più in fretta che potete!
Non ve ne pentirete, parola mia!

5/5

Wishlist di Aprile

Buongiorno lettori!
Apriamo questo nuovo mese con la prima rubrica del blog: LA WISHLIST DEL MESE.

Ad ogni inizio mese pubblicherò la lista – infinita – di tutti i libri che, nel corso del mese precedente, sono andati ad aggiungersi alla mia wishlist librosa.

Per cominciare, vi propongo la mia wishlist di aprile.
Devo proprio ammetterlo: non mi sono comportata molto bene. Staccare il mio dito dal bottone “aggiungi alla lista” è stato davvero difficile, se non impossibile.
Mettetevi comodi perché ne avremo per un bel po’!

TITOLO: Cioccolata a Colazione

AUTORE: Pamela Moore

GENERE: Narrativa

DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 settembre 2014 (Prima edizione italiana 1957)

EDITORE: Mondadori (I Meridiani)

PAGINE: 265

PREZZO: 11,05 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Dopo il divorzio dei genitori, la quindicenne Courtney Farrell vive tra Manhattan, dove lavora il padre, e Hollywood, dove la madre, attrice in declino, cerca nuova fama. I suoi amici, uno dopo l’altro, vengono espulsi da Yale e da Harvard, mentre la disinvolta e sensuale compagna di scuola, Janet, va incontro a un tragico destino.

“Cioccolata a colazione”, “il libro di una ragazza, ma non per le ragazze”, uscì nel 1956, opera prima di un’autrice diciottenne in cui la critica vide la risposta americana alla Sagan di “Bonjour tristesse”. Dirompente e disincantato, ma anche testimonianza dell’eterno lato fragile e sognante dell’adolescenza femminile, il romanzo scandalizzò l’America rivelando la disperata solitudine nascosta dietro la vita nei collegi per ragazze di ottima famiglia e la sua scintillante mondanità, e affrontando argomenti tabù come omosessualità, abuso di alcol e suicidio giovanile. La denuncia espressa dalla Moore con irruente sincerità e indiscutibile talento di scrittura conquistò immediatamente l’Europa; tradotto in numerose lingue, oggetto in Italia di un processo per oscenità, il romanzo viene qui proposto secondo il testo dell’edizione americana.

Il romanzo di Pamela Moore mi è capitato davanti mentre scrivevo l’articolo per Pasqua “Dimmi che cioccolato mangi e ti dirò che libro leggere”. Nonostante il titolo possa essere fuorviante, “Cioccolata a Colazione” non è assolutamente un libro che parla di cioccolata, anzi… Un libro che tratta temi importanti e delicati come l’omosessualità, l’alcolismo e il suicidio giovanile, tra le altre cose. Inoltre, in una recensione che mi è capitato di leggere, la Moore viene descritta come una sorta di erede letteraria di Fitzgerald. Direi che questo, insieme alla trama stessa del libro, mi ha lasciata il desiderio di leggere questo romanzo!

TITOLO: Flâneur: l’Arte di Vagabondare per Parigi

AUTORE: Federico Castigliano

GENERE: Viaggi

DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 maggio 2017

EDITORE: Self-publishing

PAGINE: 160

PREZZO: 11,47 € / 3,99 € (eBook) – Gratis per gli abbonati KindleUnlimited


SINOSSI

Un uomo cammina per le strade di Parigi, solo e senza una destinazione. Percorre lunghi viali dai palazzi maestosi, si perde tra la folla dei Grands Magasins. Abbottonato nel cappotto nero, vaga per la città irrequieto. Ma che cosa cerca? Dove va?

Questo libro insegna a perdersi nella città: contiene racconti di promenades e di avventure urbane, storie di dandy e di flâneur… Contiene informazioni su personaggi, autori e artisti che hanno vagato per le vie di Parigi. Leggendo queste pagine scoprirete i segreti della flânerie, la nobile arte di vagabondare senza una meta.

Ho scovato, del tutto casualmente, questo libricino nei meandri di Amazon. Inutile dire che il colpo di fulmine è scattato in neanche mezzo secondo. D’altro canto, Parigi è una delle mie città preferite!
Sono incuriosita da questo modo di viaggiare, così, senza essersi prefissati una meta. Solo un lungo vagabondare per la città. Sarà che il mio “stile di viaggio” è l’esatto opposto. Tutte le volte che ho visitato Parigi l’ho fatto con un dettagliatissimo itinerario tra le mani tra le mani. Chi lo sa, magari la prossima volta che la visiterò lo farà alla maniera di Federico Castigliano.

TITOLO: Il Grande Fuoco

AUTORE: Krysten Ritter

GENERE: Thriller, Mistero

DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 aprile 2018

EDITORE: Sperling & Kupfer (Pandora)

PAGINE: 330

PREZZO: 16,06 € / 10,01 € (eBook)


SINOSSI

Sono trascorsi dieci anni da quando Abby Williams se n’è andata dalla piccola città di provincia dove è nata e cresciuta. E ce l’ha messa tutta per cancellare ogni traccia delle sue origini. Adesso è un avvocato dalla carriera sfolgorante, si occupa con successo di ambiente, vive a Chicago in un appartamento ultramoderno e ha la sua collezione di fidanzati usa e getta. Il passato però riesce a farsi strada di nuovo nella sua vita, incrinandone la fragile corazza: il nuovo caso che le viene affidato la porta, infatti, in Indiana, e proprio a Barrens, il suo paese. È lì che la Optimal Plastics ha dato lavoro all’intera popolazione, ma forse a un prezzo troppo caro. È lì che le indagini di Abby sulla scarsa trasparenza dell’industria chimica riportano alla luce anche uno scandalo legato alla sua adolescenza. Un mistero irrisolto che non ha mai smesso di angosciarla: la scomparsa della sua migliore amica, Kaycee. Quella ragazza unica e geniale è fuggita verso la libertà o è rimasta vittima dei segreti di Barrens? Scavando nella propria memoria e cercando risposte a vecchie domande, Abby si trova invischiata in una pericolosa ragnatela di menzogne e silenzi. Ma la verità, che ha sempre voluto scoprire senza confessarlo neanche a se stessa, è finalmente a portata di mano. Per liberarla una volta per tutte dalle ombre del passato.

Ero un po’ scettica a proposito di questo romanzo. Per chi non lo sapesse, Krysten Ritter è un’attrice – che io amo – che ha recitato, tra le altre cose, in “Breaking Bad” e “Monalisa Smile”, ma che è soprattutto conosciuta per il suo ruolo da protagonista nella serie Marvel “Jessica Jones”. Come ogni libro pubblicato da una celebrità, anche questo mi lasciava col dubbio sul reale valore letterario di tale romanzo. Eppure non riesco a non impazzire dalla curiosità ogni volta che ne leggo la trama! Inoltre, le recensioni lasciano ben sperare, perciò: WISHILIST SIA!

TITOLO: Trilogia di New York – #1 Città di Vetro, #2 Fantasmi, #3 La Stanza Chiusa

AUTORE: Paul Auster

GENERE: Narrativa, Thriller

DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 marzo 2014

EDITORE: Einaudi (Super ET)

PAGINE: 316

PREZZO: 10,62 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa “Trilogia” sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. “Città di vetro” è la storia di uno scrittore di gialli che “accetta” l’errore del caso e fingendosi un’altra persona cerca di risolvere un mistero. “Fantasmi” narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. “La stanza chiusa” racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Non conoscevo questo autore. Non avevo mai sentito parlare di Paul Auster fino alla recente pubblicazione di “4 3 2 1”, sempre da parte di Einaudi – libro che, tra l’altro, voglio leggere. Facendo qualche ricerca di rito ho scovato questa raccolta di questi tre racconti e ne sono rimasta immediatamente affascinata. Se qualcuno di voi ha letto la trilogia si faccia avanti!

TITOLO: Trilogia Splintered – #1 Il Mio Splendido Migliore Amico, #2 Tra le Braccia di Morfeo, #3 Il Segreto della Regina Rossa 

AUTORE: A. G. Howard

GENERE: Fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 aprile 2018 (Prima pubblicazione italiana 2016)

EDITORE: Newton Compton Editori (SuperInsuperabili)

PAGINE: 890

PREZZO: 8,41 € / 0,99 € (eBook)


SINOSSI

Alyssa Gardner ha scoperto di avere un dono speciale: riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Tutte le donne della sua famiglia hanno avuto la stessa sorte, fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo celebre libro. E lei sta per compiere una scoperta che le cambierà completamente la vita: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, non è una finzione ma un’incredibile verità. È un luogo molto più oscuro di come l’abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove straordinarie. Tra insidie, pericoli e creature spaventose (dal Bianconiglio alla malvagia Regina Rossa) avrà al suo fianco Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata e l’ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida in quelle ignote lande incantate.

La pubblicazione di questa trilogia risale ormai a qualche anno fa, quindi perché io mi sveglio solo ora? Ammetto che in questo caso mi sono lasciata frenare dalle apparenze. Ho dato un occhio alla cover del primo volume che, diciamolo, non è per nulla accattivante, uno sguardo veloce al titolo – “Il Mio Splendido Migliore Amico” –, che non lasciava presagire nulla di buono, e fine, non mi sono neanche degnata di leggerne la trama. Non mi piace giudicare un libro dalla copertina, né in positivo né in negativo, però non posso negare che anche l’occhio voglia la sua parte!
Questo mese, la Newton ha ripubblicato l’intera trilogia in un’unica edizione e, quando il mio sguardo è caduto sugli altri due titoli della saga, ne sono rimasta incuriosita. Dopo aver letto la trama e aver scoperto che si trattava di un retelling di “Alice nel Paese delle Meraviglie” e, dopo essermi imbattuta in un gran numero di recensioni entusiaste, ho deciso di dare a questa saga almeno una possibilità.

TITOLO: Trilogia de I Guardini della Notte – #1 I Guardiani della Notte, #2 I Guardiani del Giorno, #3 I Guardiani del Crepuscolo 

AUTORE: Sergej Luk’janenko

GENERE: Urban fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 maggio 2010

EDITORE: Mondadori (Chrysalide)

PAGINE: 1230

PREZZO: 18,70 € 


SINOSSI

La notte di Mosca è cupa e pericolosa, non solo per i criminali che si aggirano in cerca di vittime. Vampiri, stregoni, animali magici e altre creature misteriose si mescolano agli esseri umani. Solo Anton e gli altri guardiani possono riconoscerli: il loro compito è quello di far rispettare la tregua tra Bene e Male, che impegna le forze della Luce e quelle delle Tenebre a vegliare l’una sull’altra, perché nessuna prevalga. Ma qualcosa nella pace millenaria che divide il popolo notturno da quello del giorno sta cambiando e il destino dell’umanità è legato a quello di un ragazzo che non sa di possedere un enorme potere. Un ragazzo che sia le forze della Luce che quelle delle Tenebre vogliono arruolare nella propria fazione. Comincia così una lotta sfrenata per la sopravvivenza dell’umanità, tra cellulari costosi e corvi parlanti, mafia russa e minacce apocalittiche, vodka e sortilegi.

Prima di aggiungere questa trilogia alla mia lista ci ho dovuto pensare un po’ –leggendo la trama capirete il perché. Da una parte mi ispira azione, complotti e misteri millenari da risolvere… Verso la fine però emerge tanto tanto trash: “Comincia così una lotta sfrenata per la sopravvivenza dell’umanità, tra cellulari costosi e corvi parlanti, mafia russa e minacce apocalittiche, vodka e sortilegi.”
Purtroppo è una di quelle saghe un po’ controverse, amata da molti e odiata da tanti. Ergo, non posso fare affidamento al 100% sulle recensioni, perciò ho deciso di seguire il mio istinto iniziale che mi suggeriva di dare una possibilità a questa saga. Dopotutto, un po’ di trash è sempre ben accetto.

TITOLO: Runemal, Il Grande Libro delle Rune – Origine, Storia, Interpretazione

AUTORE: Giovanna Bellini, Umberto Carmignani

GENERE: Esoterismo, Divinazione

DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 maggio 2009

EDITORE: L’Età dell’Acquario (Uomini storia e misteri)

PAGINE: 457

PREZZO: 29,32 € 


SINOSSI

Le Rune sono la sacra lingua degli dei e degli eroi del Nord, sono le lettere di un antico e misterioso alfabeto che ha nel mito di Odino la propria origine. Esse rappresentano le diverse tappe e i diversi aspetti dell’esistenza, l’avvicendarsi delle stagioni, le semine e i raccolti, le prove che ogni essere umano è chiamato ad affrontare, le ambite ricompense e le inevitabili perdite nel continuo confronto con il Destino. Attraverso di esse possiamo chiedere aiuto alla natura e ricevere l’energia necessaria per compiere il nostro cammino nella gioia e nella luce, vincendo i demoni della paura e della rabbia, della rinuncia e della disperazione. Ma le Rune sono anche portatrici di una conoscenza più profonda, l’Arte Oracolare, cioè la capacità di interpretare il senso degli eventi passati, presenti e futuri, che oggi, attraverso le scoperte della psicologia junghiana e della fisica quantistica e grazie alle nuove teorie sistemiche sulla psiche e sull’inconscio, sullo spazio-tempo, sulla sincronicità e sui campi morfogenetici, possiamo leggere in una luce completamente nuova.

Con questo libro, Umberto Carmignani e Giovanna Bellini invitano il lettore a compiere un’esperienza di crescita interiore, seguendo passo dopo passo la strada indicata dalle Rune.

Questo è un libro un po’ particolare, un manuale per apprendere  l’antica arte runica. Chi mi conosce lo sa bene: sono un’appassionata di cultura celtica, in particolare quella scozzese. Un annetto fa, ho persino iniziato a studiare – da autodidatta – il gaelico. È una lingua estremamente difficile, e non vi nascondo che di progressi ne ho fatti veramente pochi. La scorsa estate ho visitato la Scozia – non potete immaginare la mia emozione! – e durante un tour privato nella zona che va da Inverness a Loch Ness, ho avuto modo di approfondire e migliorare alcune pronunce grazie alla mia guida. Per chi non lo sapesse, il gaelico viene ancora insegnato nelle scuole scozzesi. Su ogni indicazione stradale, insegna o locandina, la traduzione gaelica accompagna sempre la lingua inglese. Cosa darei per potermi trasferire lì!

Scusate il mio sproloquio, ma quando si parla di Scozia mi lascio sempre trascinare dall’entusiasmo.

Comunque, dopo attente ricerche ho scelto questo libro per cimentarmi con le rune celtiche. Il costo è un po’ elevato, e per questo motivo è finito dritto dritto nella lista che distribuisco sotto le feste e da cui i miei cari possono attingere per i miei regali.

TITOLO: La Canzone di Achille

AUTORE: Madeline Miller

GENERE: Narrativa mitologica

DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 aprile 2013

EDITORE: Sonzogno (Romanzi)

PAGINE: 382

PREZZO: 16,15 € / 12,99 € (eBook)


SINOSSI

Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, amici prima e poi amanti e infine anche compagni d’arme – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna.

Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, a cui la dottrina non ha limitato o spento la fantasia creatrice, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i Greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Credo non ci sia nemmeno bisogno di spiegarvi per quale motivo vorrei leggere questo libro, dico bene? A parte la trama, che già parla da sé, e tralasciando per un momento il mio entusiasmo per la componente storica, ho avuto modo di leggere decine e decine di recensioni senza trovarne neanche una lontanamente negativa. Mi pare di aver capito abbastanza chiaramente che con la Miller si va sul sicuro!

TITOLO: Il Quaderno dei Nomi Perduti

AUTORE: Sofia Lundberg

GENERE: Narrativa contemporanea

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2018

EDITORE: DeA Planeta Libri

PAGINE: 377

PREZZO: 14,45 € / 7,99 € (eBook)


SINOSSI

Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

Il romanzo di Sofia Lundberg è al primo posto dei libri che comprerò quando sentirò il bisogno di sfogare tutte le mie lacrime. Io affronto le mie letture a periodi: posso trascorrere mesi e mesi a leggere solo libri fantasy, o solo distopie o solo gialli e thriller. Ora, per esempio, sono nel mio personale periodo rosa, perciò direi che, per “Il Quaderno dei Nomi Perduti”, le possibilità di finire tra i miei prossimi acquisti siano aumentate drasticamente.

TITOLO: La Ragazza che Amava Picasso

AUTORE: Camille Aubray

GENERE: Narrativa contemporanea

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2018

EDITORE: Piemme

PAGINE: 450

PREZZO: 16,57 € / 9,99 € (eBook)


SINOSSI

1936. È un anno speciale per Pablo Picasso. In fuga dai troppi amori e dalla troppa intensità di Parigi, cerca rifugio in Costa Azzurra, a Juan-Les-Pins, dove il cielo è incredibilmente blu e il mare pieno di sfumature smeraldo. Qui si stabilisce per un po’, in incognito, riprendendo finalmente a dipingere dopo una lunga pausa. E proprio in questo periodo, per la prima volta, una ragazza con i capelli neri fa capolino nei suoi quadri. Nessuno ha mai saputo chi fosse. Come nessuno ha mai indovinato cosa successe davvero a Picasso in quella breve e misteriosa parentesi della sua vita. Ondine, folti capelli neri e la freschezza dei suoi diciassette anni, lavora nel Café Paradis, piccolo ristorantino gestito da sua madre, e la sua vita a Juan-Les-Pins è stata scossa finora da un solo terremoto: il primo amore. Quando un misterioso sconosciuto che viene da Parigi prende in affitto una delle ville della città, è lei la prescelta per portargli il pranzo a domicilio. E così che Ondine incontrerà il grande genio dell’arte, e grazie ai quadri, come al comune amore per la cucina, tra i due nascerà una particolarissima amicizia, che cambierà Ondine per sempre. Un’amicizia i cui effetti dureranno nel tempo, tanto che, due generazioni dopo, la sua nipote Céline, make-up artist a Los Angeles, deciderà di intraprendere un viaggio proprio nei luoghi dell’incontro tra la sua nonna Ondine e Picasso, alla scoperta del passato della sua famiglia, e di se stessa.

Considero “La Ragazza che Amava Picasso” la punta di diamante della mia wishlist. Io vengo da anni e anni di studi artistici – 8, per la precisione. Capirete perciò quanto il mio amore per l’arte possa essere sconfinato! Quando si tratta di “romanzi artistici”, chiamiamoli così, non sono mai molto fortunata. Tra quelli che ho letto ci sono, ad esempio, “La Ragazza con l’Orecchino di Perla” – che penso tutti conosciate – e “La Felicità delle Piccole Cose” che si focalizza invece sull’arte impressionista – la mia corrente preferita – , nello specifico quella di Monet. Purtroppo, nessuno di questi mi ha entusiasmato quanto avrei desiderato. Spero di trovare finalmente quella meraviglia artistica che ricerco ne “La Ragazza che Amava Picasso”.

Siamo giunti alla fine di questa lista infinita . Finalmente!, direte voi – e pure il mio portafoglio.

Ora vi lascerò con una seconda lista un po’ particolare – anch’essa parecchio lunga ma per lo meno non mina alle mie finanze, non ancora almeno –, ovvero quella in cui inserisco tutti quei libri in lingua inglese di cui attendo con ansia la traduzione italiana così da poterli finalmente leggere!  So cosa starete pensando: “ma perché non te li leggi in lingua originale invece di rompere le scatole a noi?”

La verità è che preferisco evitare di leggere i libri in inglese. Lo faccio solo con i classici –  proprio perché considero tali opere veri e propri libri di testo e mi piace poter cogliere ogni singola sfumatura di un autore e di studiarne, letteralmente, lo stile  – ma anche in quel caso solo dopo aver già letto il libro in italiano. Quando leggo un libro in lingua non riesco ad immergermi totalmente nella lettura: devo restare concentrata per non perdermi nessun concetto e capita spesso di non capire una parola in particolare e di doverla andare a cercare sul dizionario.  In quel caso la lettura, per me, diventa davvero stressante.

Perciò preferisco tenere d’occhio tutti quei libri che spero prima o poi vengano tradotti, raggruppandoli tutti in una lista apposita che, su Goodreads, ho rinominato in modo inequivocabile “waiting for translation” – se vi interessa, potete trovarla a questo LINK.

Ed ora diamo il via alle danze! – ogni sinossi è stata liberamente tradotta dalla sottoscritta, perciò perdonate eventuali inesattezze.

TITOLO: Everless (Everless, #1)

AUTORE: Sarah Holland

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 gennaio 2018

EDITORE: HarperTeen

PAGINE: 362

PREZZO: 12,56 € / 2,99 € (eBook)


SINOSSI

Nel regno di Sempera, il tempo è una valuta forgiata grazie all’estrazione di ferro sanguigno, e consumato per aggiungere tempo alla durata della propria vita. La ricca aristocrazia, come i Gerlings, tassano i poveri più che possono in modo da estendere la propria vita per secoli.

Nessuno si risente del comportamento dei Gerlings più di Jules Ember. Un decennio fa, lei e suo padre erano servi a Everless, la suntuosa tenuta dei Gerlings, fino a quando un fatale incidente li costrinse a fuggire nel cuore della notte. Quando Jules scopre che suo padre sta morendo, sa che se vuole avere una possibilità di salvarlo deve tornare a Everless, così da guadagnare più tempo per lui prima di perderlo per sempre.

Ma tornare su Everless porterà più pericolo e tentazione di quanto Jules avrebbe mai potuto immaginare. Ben presto si ritroverà in un groviglio di violenti segreti e il suo cuore si ritroverà diviso tra due persone, nessuna delle quali avrebbe mai pensato di rivedere. Le sue decisioni avranno il potere di cambiare il suo destino e persino quello del tempo stesso.

Una storia che per certi aspetti mi ricorda molto “In Time”, il film con Justin Timberlake – tenete a freno gli ormoni! – e Amanda Seyfried. Spero con tutto il cuore che qualche santa casa editrice si prenda la briga di tradurre questo libro che non vedo l’ora di leggere. E, nell’eventualità che le mie preghiere vengano ascoltate, speriamo venga mantenuta la cover originale che, diciamolo, è un vero gioiello!

TITOLO: Lifel1k3 (Lifel1k3, #1)

AUTORE: Jay Kristoff

GENERE: Fantascienza

DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 maggio 2018

EDITORE: Alfred a Knopf Inc

PAGINE: 416

PREZZO: 16,03 € / 6,49 € (eBook)


SINOSSI

Eve non è in cerca di segreti – è troppo occupata a guardarsi le spalle. Ha trascorso gli ultimi sei mesi a costruire un gladiatore robot che ora è stato ridotto ad un relitto fumante, e l’unica cosa che ha impedito a suo nonno di salvarsi dalla tomba è stata la manciata di crediti che ha appena perso a causa degli allibratori. Per finire, ha appena scoperto di poter distruggere i dispositivi elettronici con il solo potere della sua mente, e che la Fratellanza puritana sta costruendo una bara delle sue stesse dimensioni. Eve non ricorda di aver mai avuto un giorno peggiore!

Ma quando Eve scopre i resti di un ragazzo androide di nome Ezechiele nel mucchio di scarti che chiama “casa”, il suo intero mondo crolla.
Con l’aiuto della sua migliore amica Lemon Fresg e della sua coscienza robotica, Cricket, Eve ed Ezechiele attraverseranno deserti di vetro irradiato, si infiltreranno in imponenti megalopoli e perlustreranno il cimitero della più grande follia umana per salvare le persone che Eve ama e per svelare gli oscuri segreti del suo passato.

Anche se, quei segreti, sarebbe meglio restassero sepolti.

Sicuramente molti di voi conosceranno già Jay Kristoff, autore della tanto celebre quanto innovativa Illuminae saga. Ammetto di non aver mai letto questa serie o altri libri da lui scritti, ma spero di potermi rifare presto con questo romanzo dalla cui trama sono terribilmente attratta.

TITOLO: The Library of Fates

AUTORE: Aditi Khorana

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 luglio 2017

EDITORE: Razorbill

PAGINE: 314

PREZZO: 13,16 € / 9,49 € (eBook)


SINOSSI

Nessuno è assolutamente certo della ragione che ha portato l’Imperatore Sikander a Shalingar. Fino ad ora, il regno idilliaco è stato immune alle numerose e violente conquiste. Per mantenere la visita in toni amichevoli, la principessa Amrita si è offerta come sua sposa, sacrificando tutto – la famiglia, il proprio amore d’infanzia e la propria libertà – per salvare la sua gente. Ma la sua offerta non è abbastanza.

Accade l’impensabile, e Amrita si ritrova latitante, completamente sola se non fosse per l’oracolo di nome Thala, schiava di Sikander e che è riuscita a fuggire nel bel mezzo del caos di un assedio. Con niente e nessun altro a cui rivolgersi, Amrita e Thala sono costrette a fare affidamento unicamente l’una sull’altra. Amrita si sente responsabile per il proprio regno e cerca un modo per mettere in guardia la propria gente. Thala la incoraggia ad intraprendere una ricerca per trovare la favolosa Biblioteca di Tutte le Cose, dove è possibile invertire i propri destini, per poter tornare a prima che Sikander portasse loro via tutto.

Spogliata di tutto ciò che ama, intrappolata tra il suo passato roseo e un futuro sconosciuto, Amrita sarà in grado di recuperare ciò che è perduto. Oppure, un’altra vita – e un altro amore – la attendono?

Questa storia della Library of All Things mi affascina tantissimo. Inizialmente è stato il titolo ad attirare la mia attenzione – non che sia poi tanto complicato: basta infilarci le parole “biblioteca” o “libro” e il gioco è fatto! Non ho ben capito se si tratta di un romanzo f/f – che parla di omosessualità femminile, per farla breve – ma spero proprio di sì perché mi è bastata la trama per iniziare a shippare Amrita e Thala come se non ci fosse un domani.

TITOLO: Norse Mythology

AUTORE: Neil Gaiman

GENERE: Narrativa mitologica

DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 febbraio 2017

EDITORE: W W Norton & Co Inc

PAGINE: 299

PREZZO: 12,64 € / 7,86 € (eBook)


SINOSSI

Neil Gaiman, a lungo ispirato dalla mitologia antica nella creazione dei regni fantastici nelle sue opere, presenta una superba interpretazione  degli dei nordici e del loro mondo, dalla loro origine fino al Ragnarok. In “Norse Mythology”, Gaiman presenta fedelmente i miti del grande pantheon scandivano: Odino, il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, il figlio di Odino, incredibilmente forte ma non tra gli dei più saggi; e Loki? Figlio di un gigante? Fratello di sangue di Odino, imbroglione ed insuperabile manipolatore.

Gaiman modella queste storie primordiali in un arco romanzesco che inizia con la genesi dei leggendari nove mondi e approfondisce le gesta di divinità, nani e giganti. Attraverso la prosa arguta di Gaiman, questi dei emergono dalle pagine con la loro natura ferocemente competitiva, la loro predisposizione ad essere imbrogliati e ad imbrogliare gli altri, e con la loro tendenza a lasciare che la passione accenda le loro azioni. Gaiman torna a far rivivere quei miti di un tempo remoto.

Da appassionata di tutto ciò che è storico e mitologico non posso proprio perdermi questo gioiellino! Spero davvero che, avendo già pubblicato parecchi altri lavori dell’autore, Mondadori decida di tradurre anche “Norse Mythology”.

TITOLO: Ash Princess

AUTORE: Laura Sebastian

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 aprile 2018

EDITORE: Delacorte Books for Young Readers

PAGINE: 432

PREZZO: 13,26 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Theodosia aveva sei anni quando il suo paese venne invaso e sua madre, la Regina del Fuoco, venne assassinata davanti ai suoi occhi. Quel giorno, il Kaiser strappò via a Theodosia la sua famiglia, la sua terra ed il suo nome. Theo fu incoronata “Principessa delle Ceneri” (Ash Princess)  – un titolo di vergogna da dover sopportare ogni giorno nella sua nuova vita da prigioniera.

Per dieci anni, Theo è stata prigioniera nel suo stesso palazzo. Ha sopportato gli implacabili abusi e le derisioni del Kaiser e della sua corte. È impotente, Theo, e riesce a sopravvivere in questo nuovo mondo solo seppellendo nel profondo di sé la ragazza che era stata un tempo.

Poi, una notte, il Kaiser la costringe a compiere l’impensabile. Con il sangue sulle proprie mani e tutte le speranze di reclamare il proprio trono andate in fumo, Theo si rende conto che sopravvivere non è più sufficiente. Ma lei ha un’arma: la sua mente è più affilata di qualsiasi spada. E il potere non viene sempre vinto sul campo di battaglia.

Per dieci anni, la Principessa delle Ceneri ha visto la sua terra venire saccheggiata e il proprio popolo ridotto in schiavitù. Tutto questo finisce qui.

Quando “Ash Princess” mi è passato sotto gli occhi, con questa veste grafica di tutto rispetto, non ho proprio saputo resistere. E poi c’è quel “that all ends here” che suona così badass! La Principessa delle Ceneri ha già conquistato il mio cuore.

TITOLO: A Court of Thorns and Roses (ACOTAR, #1)

AUTORE: Sarah J. Mass

GENERE: Fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 maggio 2015

EDITORE: Bloomsbury USA Childrens

PAGINE: 416

PREZZO: 14,65 € / 5,04 € (eBook)


SINOSSI

La sopravvivenza di Feyre si basa sulla sua capacità di cacciare e uccidere: durante i lunghi mesi invernali, la foresta in cui vive è un luogo freddo e desolato. Così, quando vede un cervo nella foresta inseguito da un lupo, non può resistere alla lotta per la carne. Ma per farlo, deve uccidere il predatore e uccidere qualcosa di così prezioso ha un prezzo…

Trascinata in un regno magico per l’omicidio di una creatura fatata, Feyre scopre che il suo rapitore, il volto oscurato da una maschera ingioiellata, in realtà nasconde molto più di quanto i suoi occhi verdi suggerirebbero. Alla corte, Feyre è strettamente sorvegliata, e mentre comincia a capirne il motivo, i suoi sentimenti per il ragazzo si tramutano, da ostilità a passione, e le terre fatate si trasformano in un posto ancora più pericoloso. Feyre deve combattere per rompere un’antica maledizione che minaccia di portarlo via da lei, per sempre.

Ultimo, ma non per importanza, “A Court of Thorns and Roses”. Questa saga ha letteralmente invaso qualsiasi piattaforma social esistente. Su Instagram un post su tre riguarda sicuramente ACOTAR, soprattutto in questo ultimo periodo, considerando che proprio quattro giorni fa è uscito nelle librerie – non quelle italiane, purtroppo – un nuovo racconto dedicato alla saga.

Il nome dell’autrice potrebbe non suonarvi nuovo. Sarah J. Mass è infatti conosciuta per la sua saga de “Il Trono di Ghiaccio”, in Italia edita da Mondadori e super acclamata dai lettori. Mondadori, se mi stai ascoltando, datti da fare e portaci “Norse Mythology” e “A Court of Thorns and Roses” in Italia, grazie!

Se siete arrivati fin qui siete dei veri eroi!

Fatemi sapere se avete già letto qualcuno di questi titoli e se ce n’è qualcuno in particolare che vi interessa.

RECENSIONE “Wintersong” di S. Jae-Jones

Carissimi lettori,
non vedevo l’ora di condividere con voi il mio pensiero a proposito di questo libro che mi ha regalato tante emozioni inaspettate e bellissime. Sto parlando di “Wintersong” di S. Jae-Jones, un libro che non vedevo l’ora di leggere e che, fortunatamente, non ha deluso le mie aspettative.

TITOLO: Wintersong

AUTORE: S. Jae-Jones

GENERE: Fantasy

DATA PUBBLICAZIONE: 26 ottobre 2017

EDITORE: Newton Compton Editori  (Vertigo)

PAGINE: 448

PREZZO: 8,50 € / 3,99 € (eBook) 


TRAMA

È l’ultima notte dell’anno. Ora che si sta avvicinando l’inverno, il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa… Per tutta la vita, Liesl ha sentito infiniti racconti sul bellissimo e pericoloso Re dei Goblin. È cresciuta insieme a quelle leggende che hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso è diventata grande, ha ormai diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come tanti minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale.

Chi mi conosce, sa bene quanto aspettassi l’uscita italiana di “Wintersong”, libro tanto amato e apprezzato dalle bookblogger di tutto il mondo. Inizialmente, a colpirmi era stata la copertina. Semplicemente favolosa! Dopo aver recuperato un po’ di informazioni, avevo poi scoperto che si trattava di una sorta di retelling del celebre “Labyrinth” e i miei occhi a cuoricino erano subito balzati fuori dalle orbite!

Se avete amato il film, sono certa che amerete questo libro che ne è, sostanzialmente, la versione più adulta. In realtà, l’ho trovato più come il risultato dell’unione tra l’ambientazione di“Labyrinth” e lo sviluppo de “La Bella e la Bestia”, in chiave più dark e matura.

Per questo motivo, mi piace considerare “Wintersong” una fiaba moderna, più che un semplice fantasy – o un romance, come alcuni l’hanno definito. Se siete alla ricerca di un fantasy nel senso stretto del termine, allora questo non è il libro che fa per voi. D’altra parte, non lo consiglio nemmeno a chi è in cerca di una storia d’amore da batticuore in stile harmony, perché non lo è affatto. “Wintersong” è una storia di crescita, una storia sul diventare donna. “Wintersong” è la storia di Elisabeth. Tutto il resto, passa in secondo piano. La storia d’amore, così come ogni ostacolo che si è trovata a dover affrontare, è solo un elemento di sfondo che serve a trasformare la piccola Liesl nella più adulta Elisabeth.

«Volevi diventare una famosa compositrice. Volevi che la tua musica fosse suonata nelle grandi sale da concerto di tutto il mondo.»
Sentì il cuore esplodermi nel petto, una fiammata repentina, ma il bruciore indugiò dentro di me anche dopo. Era vero che una volta avevo sognato quelle cose. Prima che il talento di Josef rubasse l’attenzione di nostro padre. Prima che papà mi spiegasse a chiare lettere che il mondo non era interessato ad ascoltare la mia musica. Perché era una cosa strana. Inusuale. Perché io ero una donna.

Relegare “Wintersong” entro i confini di un romanzetto rosa mi pare un vero e proprio insulto ad un libro che vuole celebrare le donne e i loro desideri, che mostra come una donna possa scegliere di essere egoista in un’epoca in cui i suoi sentimenti vengono invece calpestati e messi in secondo piano e scegliere di mettere se stessa davanti a tutto e tutti.

Elisabeth è cresciuta con i racconti del Sottosuolo e le leggende sull’Erlkönig e mai avrebbe creduto che queste leggende potessero essere reali. Le sue convinzioni iniziano a vacillare quando comincia ad essere seguita da un misterioso uomo “alto, pallido ed elegante”. Perché lo sconosciuto nascosto sotto al mantello altri non è che l’Erlkönig in persona, il Re dei Goblin, venuto dal Sottosuolo per reclamare la sua moglie terrestre.

Ora hanno inizio i giorni d’inverno e il Re dei Goblin cavalcherà in lungo e in largo alla ricerca di una sposa.

Quando l’Erlkönig rapirà sua sorella, Liesl sarà disposta a sacrificare se stessa per salvarla? Sarà disposta a sacrificare se stessa per salvare il mondo intero?

Se devo essere onesta, ho trovato l’inizio un po’ confuso. Non riuscivo a capire in che relazione fosse il mondo di sopra con il mondo di sotto. Sembrava quasi che Elisabeth considerasse i goblin come veri e propri abitanti della terra e non semplici protagonisti di favole e antiche leggende raccontate dalla nonna Costance. Insomma, non riuscivo bene ad inquadrare l’elemento magico all’interno del mondo reale.

Ciò di cui ho sentito più la mancanza è senza dubbio il world-building. Purtroppo l’autrice non si è molto soffermata sulla costruzione e la descrizione del suo mondo sotterraneo. Mi è sembrato come se stesse dicendo: “Ti ho detto che il romanzo è ispirato a “Labyrinth”, no? E allora l’ambientazione è quella, già la conosci. Non c’è mica bisogno che te la descriva.” E quindi ho rispolverato i miei ricordi dei corridoi terrosi e delle porte magiche del film per creare da me la scenografia della storia. Ammetto che la cosa mi ha un tantino infastidita.

Al contrario, invece, i personaggi sono molto ben costruiti e dettagliatamente delineati.
Elisabeth è un personaggio incredibile, con più difetti che pregi, a dirla tutta. Ed è proprio per questo che l’ho amata così tanto, perché è davvero realistica e genuina. Ho apprezzato davvero tanto il suo percorso di crescita, coerente e credibile fino alla  fine. E a proposito del finale… L’ho trovato perfetto! Un epilogo – che poi epilogo non è – degno di Elisabeth, e che mi ha resa orgogliosa neanche fosse figlia mia, tanto da farmi sprofondare in un mare di lacrime.

E poi, vogliamo parlare dell’Erlkönig? Affascinante, misterioso, semplicemente perfetto. Non vedo l’ora di leggere il sequel, “Shadowsong”, per poter scoprire di più sulla sua vita e far diradare così la nebbia che aleggia attorno alla sua figura.

Il Re dei Goblin.
Era il punto fermo intorno a cui tutto ruotava. Era la realtà, mentre tutto il resto era solo un riflesso. Spiccava nella folla come se noi due fossimo le uniche persone vive e presenti in un mondo fatto di illusioni e di ombre. Lui mi sorrise e ogni fibra del mio corpo fu attirata verso di lui. Il suo sorriso era in grado di costringere la mia carne a danzare.

Come ho detto, non ho trovato la storia d’amore così centrale e, nonostante l’entusiasmo e i miei occhi che spesso si aprivano a cuoricino, non l’ho trovata così entusiasmante in confronto a quello che per me è il perno attorno al quale ruota tutto il romanzo, ovvero Elisabeth stessa. Non sono impazzita per Elisabeth e l’Erlkönig insieme, ma ho amato il modo in cui Liesl si approcciava a lui e viceversa. Insomma, non ho amato la coppia ma i singoli elementi all’interno della coppia presi nella loro individualità ma tenendo pur sempre conto della loro connessione, soprattutto quella musicale.

Riconosco che oggettivamente “Wintersong” abbia dei difetti tecnici, ma ai miei occhi annebbiati dall’emozione scompaiono. È come, non so, ascoltare una melodia stonata e, nonostante tutto, ritrovarsi con la pelle d’oca e i brividi che corrono lungo la schiena.

Da qualche parte, lontano, forse dall’altra parte del muro, un violino comincia  a suonare. Il Re dei Goblin. Poso le mani sul pianoforte e lo seguo. Senza i nostri corpi a ostacolarci, la nostra vera essenza spicca il volo e danza. La sua è fatta di intricata complessità e di mistero, la mia è anticonformista ed  emotiva. Ma in qualche modo ci incastriamo alla perfezione, siamo in armonia, ci completiamo, un contrappunto senza dissonanza.

Ma la vera magia di questo romanzo risiede nella musica! Ah, che meraviglia! La componente musicale è ciò che accompagna l’intero romanzo. Scale musicali, violini e pianoforti sono gli elementi che scandiscono la vita di Liesl. Già dalle prime frasi si intuisce quanto la musica sia importante per questo romanzo. Innanzitutto, l’intera storia è strutturata come qualsiasi overture che si rispetti.

Leggendo queste pagine non puoi fare a meno di sentirti trasportato all’interno di una sinfonia, magari proprio una di Mozart – che spesso viene nominato dall’autrice – e, perché no, magari proprio all’interno del suo capolavoro, “Il Flauto Magico”. Sì, perché l’opera di Mozart ha senza dubbio ispirato S. Jae-Jones e gli occhi più attenti avranno sicuramente colto i piccoli dettagli disseminati tra le pagine di “Wintersong”, come il flauto che  viene regalato ad Elisabeth dall’ Erlkönig, e che, proprio come era stato per Tamino, si rivelerà di grande aiuto durante le prove che Liesl si ritroverà ad affrontare per fuggire dal labirinto sotterraneo dei Goblin.

La copertina recita: “Un labirinto di bellezza e oscurità, musica e magia. Questo è il mondo in cui ti perderai”. Beh, per me è stato davvero così. È incredibile il modo in cui l’inchiostro sembri muoversi sulle pagine, come ad andare a formare un pentagramma senza fine, un intreccio di note che danzano e scandiscono la vita di Liesl, minuto per minuto. E la musica cresce con lei, diventa più matura, più consapevole man mano che si girano le pagine. Questa è una delle cose che ho amato più di tutto, il modo in cui Elisabeth si libera di Liesl attraverso le sue stesse note che vibrano nell’aria, selvagge e indomite, proprio come il suo cuore.

Non sono più me stessa. Non sono Elisabeth. Non sono una ragazza umana. Sono un essere selvaggio, una creatura della foresta, della tempesta e della notte. Abito i sogni e le fantasie, le storie della mia infanzia che narravano di mondi oscuri, strani e stupefacenti. Sono un essere primordiale, sono fatta di musica e di magia e dell’Erlkönig. Sono perduta.

Io, che ho amato profondamente “Wintersong”, ve ne consiglio la lettura, nonostante ci sia la possibilità che non vi entusiasmi tanto quanto ha entusiasmato me. È un libro molto controverso: o lo si ama o lo si odia, non c’è una via di mezzo.

Posso solo dirvi che se amate la musica, le leggende tedesche e le favole, dovete almeno dargli una possibilità. Se poi siete fan di “Labyrinth”, de “La Bella e la Bestia” e di Mozart, allora sono assolutamente sicura che lo amerete!

4/5