RECENSIONE “Tra Mille Baci d’Addio” di Vanessa Sobrero

Buongiorno cari lettori!
Oggi voglio rivolgermi in particolare alle lettrici, alle quali voglio consigliare vivamente la lettura di “Tra Mille Baci d’Addio” di Vanessa Sobrero. 

Ho avuto il piacere, e l’onore, di conoscere Vanessa un anno fa – mese più, mese meno – tramite la piattaforma digitale Wattpad, dove scrive e condivide i suoi romanzi sotto il nome di @agathabrioches. Tra me e i suoi libri è stato amore a prima vista e tra poco capirete il perché.

“Tra Mille Baci d’Addio” è il suo romanzo d’esordio, il suo primo piccolo grande passo nel vasto mondo dell’editoria italiana.

TITOLO: Tra Mille Baci d’Addio

AUTORE: Vanessa Sobrero

GENERE: Romance

DATA PUBBLICAZIONE: 17 dicembre 2017

EDITORE: Les Flâneurs Edizioni

PREZZO: 14,27 € / 2,99 € (eBook)  –  Gratis per gli abbonati Amazon Kindle Unlimited


TRAMA

Milano, una notte come tante altre, la solita discoteca e una folla di infinite persone.
Quando Veronica esce con le sue amiche, ancora non sa che quella serata segnerà l’inizio della storia che sconvolgerà la sua vita. Non sa che quel cambiamento ha un nome: G.
Una sola lettera che diventa una maledizione, un ragazzo dalle mani calde e il cuore di ghiaccio che le fa spazio tra le sue lenzuola ma non nella sua vita.
Veronica lo cerca disperatamente, anche quando sembra irraggiungibile, anche quando fa più male che bene. Non ne può fare a meno, perché in lui vede l’amore che ha sempre desiderato.
Riuscirà G a darle quello di cui ha bisogno, oppure lei dovrà trovare il vero amore dentro se stessa?

Alzi la mano chi nella vita ha provato, almeno una volta, il dolore che provoca un amore non corrisposto.

Che rumore fanno i cuori che si rompono?
Sono muscoli, non ossa, non dovrebbero fare rumore, eppure lo avevo sentito.
Un boato intenso.

Un suono che faremmo volentieri a meno di conoscere, tanto allettante quanto la possibilità di poter vedere un Thestral. Ma se, come V, anche voi avete avuto l’immenso piacere di essere privati della vostra beata ignoranza, allora siete già a buon punto per calarvi nel mood che la lettura di “Tra Mille Baci d’Addio” richiede. Fate una bella scorta di fazzolettini e mettetevi comodi.

Questa non è una storia d’amore.
Questa storia è un insieme di parole.
Queste parole sono i milioni di pezzi in cui è stato spezzato il mio cuore.
E qui io ve li dono, nella loro imperfezione.
Abbiatene cura.

Questa non è una storia d’amore. Questa è una storia di dolore, di illusioni e cuori calpestati. È una storia di consapevolezza, di coraggio e di rinascita. Questa è la storia di V.

Tutto inizia in una serata di gennaio come tante – “Gennaio, con la G” –, un venerdì come altri, la solita discoteca. Veronica nota un ragazzo “dimenarsi come un polipo imbizzarrito” tra la folla ed è subito amore. G è bellissimo, con i suoi occhi chiari e quel sorriso capace di rischiarare persino la notte più buia. Eppure si sa, anche il diavolo indossa una faccia d’angelo e V è destinata a scoprirlo presto.

Gli uomini dovrebbero andare in giro con un cartello di pericolo appiccicato alla fronte, o per lo meno dovrebbe essere d’obbligo aggiungere la frase  “non sono in cerca di una storia seria” ai riti di presentazione. Per un’inguaribile romantica come Veronica, G rappresenta senza ombra di dubbio il peggior prototipo di uomo: scostante, enigmatico, perennemente indeciso ed emotivamente instabile. Ma V non è sciocca, è consapevole che continuando a frequentarlo sta in realtà scavando lentamente la fossa del proprio cuore, culla eterna della propria dignità. V si annulla completamente per un uomo che in lei non vede nulla più che un corpo, semplice carne e nient’altro.

Oscillavo come un peschereccio nel mare in tempesta, tra l’incanto dell’illusione e la fredda consapevolezza di quanto fosse impossibile per me essere amata. Ero a pezzi prima di incontrarlo e ora riusciva a farmi sentire come se fossi di nuovo intera, ma era solo uno splendido trucco di magia destinato a svanire.
Mi ero avvicinata a una stella meravigliosa e lucente, affascinata e accecata dal suo calore, ma era una supernova pronta a esplodere e sapevo che sarei rimasta distrutta e ferita nella deflagrazione, eppure lo feci lo stesso: la sfiorai.”

L’amore non corrisposto fa male, dannatamente male, e Vanessa è stata bravissima a trasferire quel dolore nero su bianco. Invidio il suo coraggio, quel coraggio di aprire cuore e anima in questo modo, di donare tutta se stessa, le proprie fragilità e le proprio insicurezze alla carta, ai lettori, a noi.

Per questo motivo, ciò che ho apprezzato più di tutto è stata l’onestà, la spietatezza nell’esprimere le sue verità, la realtà dei fatti e dei sentimenti. La vita vera non è una favola e il principe azzurro non esiste. Vanessa non cerca mai, neanche una volta, di indorare la pillola e di far sembrare che tutto questo mal d’amore possa essere anche solo un minimo sopportabile perché sarebbe una bugia, la più grande – “l’amore spacca il cuore.”

Come poteva, l’amore, una cosa così bella e pura, fare così tremendamente male?

“Tra Mille Baci d’Addio” è un romanzo doloroso, non ve lo nascondo; ti penetra nelle carni fino a scavarti le ossa. Quando ho chiuso l’ultima pagina ho avuto bisogno di un momento – un lunghissimo momento – per elaborare e capire come gestire le mille emozioni che la lettura aveva scatenato in me. Dovrebbe essere riconsiderato come Manuale per i Cuori Infranti.

Vanessa ripercorre tutte le fasi dell’amore e il percorso di guarigione che ogni cuore a pezzi deve intraprendere per poter guarire. Ma una persona spezzata non sarà mai più la stessa, ed è questo il messaggio più importante che Vanessa vuole veicolare: sono le nostre esperienze, belle o brutte che siano, a fare di noi ciò che siamo. Come diceva Raf, “se hai amato era amore e non è mai un errore”.

L’esperienza con G ha cambiato Veronica, ma l’ha fatto in meglio. Le ha aperto gli occhi e l’ha fatta crescere. Non puoi dire di essere donna fino a quando non abbandoni l’idea del “e vissero per sempre felici e contenti”.
E, soprattutto, G l’ha aiutata a prendere piena consapevolezza di sé. Prima di conoscerlo, V era una ragazza insicura che sentiva di avere bisogno di un uomo al proprio fianco per sentirsi completa.

C’è una poesia di Rupi Kaur, una delle mie preferite, che recita così:
“Non voglio averti
per riempire i vuoti in me
voglio essere piena già di mio
voglio essere così completa
da poter illuminare una città intera
e dopo
voglio averti
perché noi due messi insieme
potremmo incendiarla.”

L’amore, quello vero, è questo. Come puoi pretendere di conoscere un’altra persona se in primis non hai mai imparato a conoscere te stesso?
La vera felicità risiede dentro ognuno di noi e non deve essere ricercata in un’altra persona ed è questa la lezione che Veronica ha appreso, anche se nel modo più doloroso.

Non aspettatevi una storia d’amore “acrobatica”, di quelle ricche di colpi di scena eclatanti e drammi alla Nicholas Sparks – piuttosto potreste ritrovarvi ad assistere a qualche pedinamento da stalker e folli appostamenti da rasentare la denuncia. Come vi dicevo, “Tra Mille Baci d’Addio” è una storia reale che parla di vita vera.
L’impronta di questo romanzo è molto introspettiva – cosa che io amo! Si potrebbe dire che sia una sorta di diario che documenta e registra la crescita emotiva di una donna, che in questo caso è V ma che potrebbe essere benissimo ognuna di noi.

Se non l’aveste ancora capito, sono entrata in profonda empatia con la protagonista. Ho raccolto tutte le sue lacrime, una per una, e le ho fatte mie. Buona parte del merito va senza dubbio allo stile di Vanessa, così diretto e semplice, di un’eleganza a dir poco poetica.

Come me, immagino che molte altre donne riusciranno a rivedere un po’ di se stesse tra queste pagine. Immedesimarsi in Veronica è tremendamente facile. Ognuna di noi ha avuto un G nella propria vita, un uragano che in un attimo ha spazzato via l’illusione delle fiabe.
È per questo motivo che consiglio la lettura di “Tra Mille Baci d’Addio” a tutte le donne, a chi questo dolore lo ha provato, ma soprattutto a chi, in questo momento, ci è dentro fino al collo. Chissà che la storia di Veronica possa esservi d’aiuto.

Per quanto abbia amato il romanzo di Vanessa Sobrero, non mi sento di dare cinque stelle piene a “Tra Mille Baci d’Addio”. Come ho detto, come esordio è una bomba – di emotività, soprattutto – ma una piccola critica devo muoverla: la storia manca di contorno. La “troppa” – per me non è mai troppa – introspezione  ha lasciato poco spazio per approfondire altri aspetti di cui un po’ ho sentito la mancanza. Ammetto che mi sarebbe piaciuto conoscere le amiche di V – degli amici di G posso anche fare a meno invece –, quelle amiche che l’hanno sostenuta e aiutata nel momento del bisogno. Avrei voluto poterle apprezzare di più, tutto qua, così come avrei voluto avere maggiori dettagli e descrizioni delle spettacolari città che fanno da sfondo alle vicende di V, Milano in primis.

Per il resto, “Tra Mille Baci d’Addio” è un ottimo romanzo d’esordio per Vanessa Sobrero, alla quale auguro la carriera lunga e splendente che si merita.

Donne  di tutto il mondo, fidatevi di me e correte ad acquistare questo libro. Non ve ne pentirete!

E se solitamente vi piace avere un sottofondo musicale mentre leggete e se, soprattutto, siete pronte ad annegare nello struggimento assoluto, vi informo che su Spotify potete trovare la playlist “Tra Mille Baci d’Addio – Playlist Integrale” pronta ad accompagnarvi in questo doloroso e straziante percorso.

4.5/5

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