RECENSIONE “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” di Chiara Moscardelli

Finalmente Teresa Papavero torna a farci sognare!
È con grande gioia che sono qui, oggi, a parlarvi nuovamente di una delle autrici nostrane da me più amate: Chiara Moscardelli. Avevo avuto occasione di conoscere il lavoro di Chiara quando, un paio di anni fa, Giunti Editore pubblicò “Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” (QUI per la recensione). Lo ricordo come fosse ieri: era il maggio del 2018, io avevo appena iniziato a lavorare in libreria e, dando una sistemata qua e là ai bestsellers, rimasi abbagliata da questo libricino dai colori non sgargianti, di più! E come fai a riposare come se nulla fosse un romanzo con un titolo simile? Mai scelta fu più felice! E ora, a distanza di due anni, eccole ancora qui, Chiara e la sua Teresa Papavero che questa volta dovrà fare i conti con un vero e proprio serial killer. Con “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” ne vedremo delle belle!
 

TITOLO: Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine

AUTORE: Chiara Moscardelli

GENERE: Giallo, Humor

DATA PUBBLICAZIONE: 30 settembre 2020

EDITORE: Giunti (A)

PAGINE: 272

PREZZO: 16,00 € / 10,99 € (eBook) 


TRAMA

Da quando Teresa ha risolto ben due casi di scomparsa ed è ospite fissa del programma tv Dove sei?, il borghetto di Strangolagalli sta vivendo la sua epoca d’oro. Un flusso costante di turisti ha messo a dura prova la capacità alberghiera del paese: semplicemente insufficiente. Per questo sta per inaugurare Le Combattenti, il nuovo grande Bed & Breakfast delle amiche Teresa Papavero e Luigia Capperi. L’insegna è pronta, le pareti sono dipinte di un bel rosa con tanto di fenicotteri dorati e Teresa, dopo essersi improvvisata imbianchina e decoratrice d’interni, si appresta a buttare giù l’ultimo muro quando intravede qualcosa: nell’intercapedine ci sono delle ossa, ossa umane. Chi vuoi che vada a Strangolagalli a nascondere uno scheletro? Teresa è pronta a scoprirlo e si affianca subito, e molto da vicino, al medico legale che si occupa del caso, tale Maurizio Tancredi. Ma se Tancredi non nasconde una certa simpatia nei suoi confronti, che fine ha fatto Leonardo Serra, il bel poliziotto che l’ha sedotta e abbandonata? E se si tratta di un cold case, chi è che la sta seguendo? Da Strangolagalli a Ventotene, da Roma allo spettrale manicomio di Aguscello, una nuova avvincente indagine della psicologa criminale più acuta e imbranata di sempre.

Avevamo lasciato Teresa alle prese con la fama e un cuore spezzato ed è esattamente così che la ritroviamo. Dopo le sue precedenti avventure Teresa è diventata la super star del paese e l’intera Strangolagalli si affida ciecamente a lei per ogni più piccolo problema: che fine ha fatto la gallina scomparsa dal pollaio? Il marito di Jolanda la tradisce con la tabaccaia? Quante sono le probabilità che Floriano venga colto da un coccolone provvidenziale durante la partita di scopone? Per queste e altre questioni, Teresa ha sempre la soluzione.  
Ma cosa fare quando uno scheletro di una donna viene ritrovato casualmente nell’intercapedine del tuo nuovo B&B durante i lavori di ristrutturazione? Ma poi come ci è finito uno scheletro a Strangolagalli? 

[…] Intanto, quasi tutto il muro era crollato. Mancava solo l’ultima martellata. E mentre gli occhi dei presenti erano puntati su Teresa, lei, già pronta per il colpo di grazia, si bloccò all’improvviso. 
«Che è, ‘na paralisi, ‘na visione, che è?»
«Macché visione! Non vedete anche voi quello che vedo io?»
«Dove?» chiese Gigia.
«Lì dentro, nel muro.»
Come dei ballerini di danza classica, tutti e quattro contemporaneamente eseguirono dei piccoli passetti in avanti.
«Porca mignotta!» si lasciò sfuggire Pasquale. 
«Cosa diavolo…?» bofonchiò Peppino. 
Gigia si limitò a emettere uno strillo, anche se molto acuto, portandosi le mani alla bocca con gesto plateale. Teresa, rimasta bloccata con il martello in aria e incapace di reggere oltre quel peso, lo lasciò cadere a terra con un tonfo. Nello stesso istante risuonò un altro tonfo, ancora più forte. Pasquale era svenuto, crollato a terra come un sacco di patate. Gigia gridò di nuovo, Ascanio si produsse in una elaborata bestemmia, il medico, invece, per un istante sembrò incerto sul da farsi, se soccorrere l’uomo svenuto o precipitarsi a controllare se ciò che aveva davanti agli occhi potesse davvero, senza margine di errore, dall’alto della sua grande esperienza e professionalità, definirsi a tutti gli effetti uno scheletro umano.

Teresa non si perde d’animo e, dopo l’iniziale shock, eccola pronta a prendere in mano le redini del caso – e a sgraffignare segretamente prove. E ora lasciatemi urlare a gran voce che: la detective più improbabile d’Italia è ufficialmente tornata! 

A differenza del primo capitolo, qua dovrà vedersela con un vero e proprio serial killer di donne. Dal giallo più classico passiamo al thriller psicologico e al tema del Male nella sua forma più perversa, senza mai abbandonare l’ironia che contraddistingue lo stile di Chiara, anche se in questo secondo volume ho trovato la comicità più calibrata, più sottile. In verità, sono molte le cose che differenziano questo romanzo dal suo predecessore. Un buon sequel dovrebbe essere un’evoluzione dell’opera prima, la storia dovrebbe andare in crescendo e non il contrario, come spesso accade. Chiara è riuscita a produrre un sequel degno di questo nome. “Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” serviva a presentarci Teresa, una donna eccentrica e bizzarra, all’apparenza di scarsa intelligenza, piena di insicurezze e segnata da profonde cicatrici. Come ben presto abbiamo capito, Teresa è tutto fuorché una sciocca, anzi, è dotata di capacità intuitive e di un intelletto fuori dal comune, complice la sua ipertimesia, la capacità di ricordare anche i dettagli più piccoli e irrilevanti.
Abbiamo seguito Teresa in un percorso che l’ha portata a ritrovare un briciolo di fiducia in sé stessa, la sua autostima ne ha indubbiamente giovato e infatti ora la ritroviamo più matura e consapevole delle proprie capacità. In “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” abbiamo l’opportunità di scavare ancora più a fondo nella sua contorta psicologia e di approfondire tematiche che ci erano state accennate precedentemente, in particolar modo il complicato legame con il padre e l’abbandono della madre. Ad aprire una finestra sulla sua psiche sarà proprio il caso del misterioso scheletro, caso in cui si ritroverà coinvolta, personalmente ed emotivamente, molto più di quanto avrebbe potuto immaginare.  

Aguscello era la chiave. […] Giornalisti e scrittori avevano raccontato le cose più incredibili. Bambini che venivano maltrattati e sottoposti a ogni tipo di tortura, fisica e psicologica. Leggende di riti satanici, di fantasmi dei ragazzi che erano morti lì dentro, che apparivano di notte e i cui lamenti si potevano udire anche da lontano. Un manicomio chiuso frettolosamente nel 1970 con pazienti e medici scomparsi nel nulla.

Sono molto soddisfatta di questa Chiara Moscardelli in veste di autrice thriller. Mi sono molto divertita a seguire gli indizi, gli eventi si susseguono con assoluta naturalezza e i colpi di scena lasciano letteralmente a bocca aperta. Ci sono stati momenti che mi hanno vista in stato di vero e proprio shock e altri che mi hanno fatto tremare di paura, prologo compreso! 
 
Certamente l’autrice ha un debole per gli incipit in media res e direi che, nel suo caso, sono sempre ben riusciti. Con “La Maledizione di Strangolagalli” ci eravamo ritrovatə in un commissariato di polizia a ridere di gusto ascoltando la storia di come l’uomo conosciuto da Teresa su Tinder si fosse gettato – o fosse stato spinto? – dalla finestra del suo appartamento mentre lei era chiusa in bagno da circa un’ora a causa di un attacco di dissenteria. In questo secondo capitolo le cose cambiano e non poco… Lo spirito del romanzo si fa più oscuro e il prologo, che ci presenta una scena futura, ci fa precipitare in uno stato di ansia e suspense che non ci abbandonerà mai durante il corso della lettura, una sensazione che ci terrà sul chi va là per tutto il tempo perché sappiamo che prima o poi ci dovremo svegliare di soprassalto nella stanza di un vecchio manicomio abbandonato, al buio e senza possibilità di fuga. Ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di Teresa Papavero, la stessa Teresa Papavero che utilizza le manette di pelo rosa del sexy shop per ammanettare energumeni pericolosi che vogliono ucciderla e che una volta ha abbattuto l’agente speciale Leonardo Serra con un vibratore. Ed è proprio da quest’ultimo che arriverà l’unico aiuto che Teresa riuscirà a trovare per uscire da questa spiacevole situazione:  

Decisa a trovare a tutti i costi una vita di uscita, infilò di nuovo le mani nella borsa: portava sempre con sé qualcosa di utile. Infatti, non ci mise molto a trovarlo. Il portachiavi di Serra: una bambolina formosa in plastica, mezza nuda, coperta solo di tulle, che quando veniva schiacciata emetteva un grido. Un regalo osceno, ma in quel momento davvero prezioso. Perché quella bambolina, ogni volta che veniva schiacciata, si illuminava.

Ciò che amo di Chiara è proprio questa sua capacità di mescolare con piacevole leggerezza elementi in netta contrapposizione tra loro: riesce a strapparti una risata persino quando sei immersa nel terrore più nero. È un’abile intrattenitrice: il connubio tra uno stile dinamico, frizzante, fatto di botta e risposta esilaranti e siparietti tragicomici, e la capacità di ricreare un mistero dalla trama fitta e accattivante, una matassa che si ha smania di sbrogliare, tiene il lettore letteralmente incollato alle pagine. Personalmente, ho letto “Teresa Papavero e la Maledizione di Strangolagalli” in meno di ventiquattr’ore e “Teresa Papavero e lo Scheletro nell’Intercapedine” in circa quarantott’ore. Non potevo assolutamente smettere di leggere – e di ridere! 
 
Strangolagalli non delude mai, questo è sicuro. Quando sento il bisogno di un po’ di leggerezza so che è quello il luogo giusto in cui trovare rifugio. 
Spero con tutto il cuore che i suoi abitanti possano strappare più di un sorriso anche a voi, soprattutto ora che il mondo ne ha un così disperato bisogno.
Buona lettura!

5/5
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