RECENSIONE “Quindici Minuti” di Jill Cooper

Miei cari lettori, lo ammetto, la mia è una malattia: non posso farci nulla, ma ogni volta che leggo la dicitura “viaggi nel tempo” i miei occhi si illuminano e il mio cuore si riempie di meraviglia. Prima o poi vi scriverò l’Enciclopedia completa sui viaggi temporali, è una promessa.

“Quando Minority Report incontra Total Recall” – questo dovrebbe essere il sottotitolo di “Quindici Minuti”, primo capitolo della serie The Rewind Agency di Jill Cooper che mi ha piacevolmente sorpresa.
Venite a scoprirne il motivo!

TITOLO: Quindici Minuti (The Rewind Agency, #1)

AUTORE: Jill Cooper

GENERE: Fantascienza

DATA PUBBLICAZIONE: 8 luglio 2016

EDITORE: Dunwich Edizioni

PAGINE: 210

PREZZO: 10,11 € / 4,99 € (eBook) 


SINOSSI

Il futuro può essere un luogo pericoloso se hai cambiato il passato. Quindici minuti. È tutto ciò che la Rewind concede a una persona quando viaggia nel passato, ma per Lara Crane è abbastanza per trovare sua madre e impedirne l’assassinio nel corso di una rapina avvenuta dieci anni prima. Ma la storia che le è stata raccontata per tutta la vita è una menzogna. Quando Lara viene colpita dal proiettile che avrebbe dovuto uccidere sua madre, il suo futuro cambia per sempre: nuova casa, nuovi amici e nuovo ragazzo. E ora suo padre è in prigione. In una linea temporale che non riesce a comprendere, Lara sta per commettere un errore fatale e dovrà confrontarsi con un avversario che conosce molto bene perché fa parte della sua famiglia.

Cosa fareste se scopriste di avere il potere di cambiare il passato e solo quindici minuti per farlo?
Lara Crane ha le idee molto chiare: tornare a quel giorno di tanti anni prima e strappare la madre dalle braccia della morte.

In un futuro non meglio definito, gli essere umani hanno scoperto come viaggiare nel tempo. C’è un’agenzia in particolare che si occupa dei viaggi temporali, la Rewind, ed è proprio lì che incontriamo per la prima volta Lara. Non c’è tempo per pensare, non c’è tempo per tirarsi indietro. Bisogna agire, e in fretta. Lara sa che ha a disposizione solo quindici minuti nel passato, quindici minuti per tornare in quel vicolo ed evitare che quel proiettile raggiunga il corpo di Miranda Crane. Quindici minuti. È una corsa contro il tempo, letteralmente. Lara corre, corre più in fretta che può fin quando non la vede palesarsi di fronte a sé, la donna che non ha mai avuto la possibilità di conoscere, la donna che le è stata strappata via quando aveva solo cinque anni. Non c’è tempo per riflettere. Quando l’uomo con la pistola si avvicina, Lara non ci pensa due volte e si frappone fra l’arma e la propria madre.

Nessuno credeva fosse possibile, ma Lara ce l’ha fatta: ha cambiato il passato… Ma a che prezzo?

Quando si risveglia si ritrova a vivere una vita non sua, una vita fatta di belle case e abiti firmati. In questa linea temporale, Rick, il ragazzo che ama, non le rivolge nemmeno la parola e il suo posto è stato preso da Donovan, il ragazzo più popolare della scuola. Persino la sua stessa famiglia le è sconosciuta. Invece del cane Sparky, si ritrova con due fratelli minori, Mike e Molly, ma la cosa peggiore è che l’uomo che si presenta al fianco di sua madre non è John Crane, non è suo padre.
Che cosa sta succedendo? Chi sono quegli uomini con quegli strani tatuaggi che la pedinano? E quali ricerche illegali sta conducendo sua madre per conto della Rewind?

Senza saperlo, Lara si ritrova invischiata in una fitta rete di inganni e di bugie, vittima di ricatti e cospirazioni e il tempo a sua disposizione è poco. Cambiare il passato è pericoloso e comporta delle conseguenze.
La corsa non è finita, e le lancette continuano a girare.

Non mi aspettavo che questo libro mi piacesse tanto e invece così è stato. Innanzitutto, ringrazio Jill Cooper per avermi salvata dalla cosiddetta “crisi del lettore” in cui stavo rischiando di sprofondare. Sono stata bloccata sulla stessa pagina di “Borderlife” – romanzo di Dorit Rabinyan – per una quindicina di giorni, ma non appena ho preso in mano “Quindici Minuti” ho capito che non mi ci sarei più staccata. Il merito va innanzitutto allo stile dell’autrice che, seppur carente in fatto di descrizioni, ha aiutato a dare al romanzo quel ritmo incalzante che lo contraddistingue. Come ho detto, è una continua corsa contro il tempo e questa sensazione è sempre presente grazie alle frasi corte e concise della Cooper. Spezza i periodi, accelerando il ritmo e, soprattutto, fa in modo che le parole scivolino in modo fluido e senza ostacoli nella mente del lettore che si ritrova a divorare l’intero libro in poche ore.

L’intreccio è incredibilmente complesso e tessuto in modo magistrale. La seconda parte, in particolar modo, è un colpo di scena continuo.
In questo senso, le particolari conseguenze che vedono coinvolta Lara – e nello specifico la sua mente – per l’aver cambiato il passato hanno aiutato. Dopo aver salvato sua madre, Lara si ritrova a vivere una vita che fino al giorno prima apparteneva ad un’altra Lara, una Lara con un altro tipo di vissuto e dei ricordi ben diversi dai suoi, ricordi che le sono stati preclusi e che le bombardano la mente a momenti alterni.
Mano a mano che la storia procede, la ragazza scoprirà che la sua versione di questa linea temporale era vicina a scoprire chi avesse tentato di uccidere Miranda Crane – ora Montgomery – in quel vicolo tanti anni prima.
Ma qual è il grande piano segreto di cui parla Lara Montgomery nel suo diario? E chi sono gli uomini che la seguono? E cosa ha a che fare tutto questo con la Rewind?

Oltre a dover sbrogliare i nodi della fitta rete di intrighi che la vedono coinvolta deve occuparsi anche di quelli che le imbrigliano la mente e che la tengono lontana dai ricordi dell’altra Lara.

Sotto questo aspetto mi ha ricordato molto la trilogia “Firebird” di Claudia Gray, dove la protagonista si ritrova alle prese con questo stesso tipo di problema, solo che la causa non è un viaggio temporale ma un viaggio interdimensionale. Per altri aspetti, ho trovato alcuni elementi in comune con la fantascienza di Philip Dick, anche se, ammettiamolo, Jill Cooper deve percorrerne ancora tanta di strada per arrivare al livello del maestro.

Se dovessi considerare “Quindici Minuti” unicamente dal punto di vista fantascientifico difficilmente raggiungerebbe la sufficienza. Mancano tanti elementi, spiegazioni, un contesto,… In che futuro ci troviamo esattamente?
L’unico aspetto che differenzia il mondo di Lara dal nostro è il fatto che nel suo mondo i viaggi nel tempo sono possibili. Per il resto non è cambiato nulla. Quello che mi chiedo è: dov’è la tecnologia che permette questi viaggi temporali? Come funzionano? Su quali basi scientifiche si fondano?

Insomma, è tutto molto approssimativo e trattato con troppa superficialità.
Non ho avvertito per nulla l’atmosfera futuristica che mi aspetto quando leggo un romanzo di fantascienza e un po’ mi è dispiaciuto.

Ma, come ho detto, la trama salva tutto. È intricata, un intreccio che si snoda man mano che la storia procede e che raggiunge il culmine della complessità nella seconda parte. Ad un certo punto ti ritrovi a vivere un trip mentale senza fine e non capisci più cosa è reale e cosa no. Ho apprezzato la capacità di Jill Cooper di giocare con la mente dei suoi stessi personaggi ma, soprattutto, dei suoi lettori.

E poi… l’epilogo! Ah, geniale! All’inizio ero un po’ “meh” e “è stato davvero così semplice?”, ma poi ecco quel dettaglio, quel minuscolo piccolissimo dettaglio che ti ricorda che, per l’appunto, sei in un trip mentale senza fine e difficilmente ne uscirai, di sicuro non in questo primo volume.

La corsa di Lara non è ancora finita.
E a proposito di Lara… Ho amato il suo personaggio! A livello di caratterizzazione, soprattutto psicologica, la Cooper ha fatto davvero un ottimo lavoro. Non deve essere stato facile far conciliare in questo modo due diverse coscienze e due passati così distanti l’uno dall’altro.
Un altro personaggio che merita una menzione particolare per la sua complessità è Miranda Crane, la mamma morta/non morta di Lara che è stata per me una vera e propria sorpresa. La sua è una caratterizzazione molto profonda, per nulla immediata e facile: il suo vero essere va scoperto passo dopo passo.

Ciò che invece non ho molto apprezzato è stato l’immancabile triangolo amoroso di cui avrei fatto volentieri a meno. Lo salvo, in minima parte, solo perché ha avuto un suo perché, un’utilità ai fini della trama. Se fosse stato buttato lì giusto per attirare le lettrici non l’avrei sopportato.

Come ho detto, sotto certi aspetti è stato utile. Ha aiutato a comprendere quello che è il cosiddetto “effetto farfalla”: Rick e Donovan sono l’esatto esempio di come anche un solo piccolissimo cambiamento nel passato possa stravolgere tanto il futuro.

Tutto quello che volevo era salvare mia madre, ma è cambiato tutto. Ora ho una famiglia perché ho cambiato una piccola cosa. Okay, non tanto piccola.
Chiudo gli occhi e vedo il volto di Rick. Mi sta avvertendo di non mettere a rischio noi e il nostro futuro. E invece penso di averlo fatto.
Rick.
Ma almeno ho di nuovo mia madre.

Non vedo l’ora di leggerne il seguito! Ripeto, il cliffhanger finale mi ha lasciata senza parole. Va da sé che tempo due minuti e avevo già recuperato il secondo volume, “Plugged”. Purtroppo avevo già stilato una tabella di marcia – o meglio, di lettura – che proprio non mi è possibile trasgredire, perciò Lara & Co. dovranno aspettare ancora qualche giorno.

Se siete alla ricerca di un libro adrenalinico, ricco di azione e complotti, vi consiglio con tutto il cuore di dare una possibilità a Jill Cooper.

La Rewind Agency vi sta aspettando.
Ma fate in fretta: avete solo quindici minuti!

3.5/5

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