RECENSIONE “La Musa della Notte” di Sara Simoni

Buongiorno miei cari lettori!

Oggi sono particolarmente emozionata perché finalmente vi parlo di una delle mie autrici preferite, Sara Simoni, una giovane autrice italiana specializzata nella letteratura fantastica che ha saputo insinuarsi in profondità nel mio cuore.
“La Musa della Notte” è solo il primo capitolo di una trilogia che riporta in scena una delle lotte più antiche e sanguinose di sempre: attraverso le sue parole, streghe e inquisitori tornano a popolare, in segreto, le strade delle nostre città.

Sara Simoni ha scritto una saga fantastica in tutti i sensi, un concentrato irresistibile di azione, magia, mistero e amore da cui non riuscirete più a staccarvi!

TITOLO: La Musa della Notte

AUTORE: Sara Simoni

GENERE: Urban Fantasy

DATA PUBBLICAZIONE: 18 aprile 2017

EDITORE: Self-Publishing

PAGINE: 310

PREZZO: 9,35 € / 1,99 € (eBook) – Gratis per gli abbonati KindleUnlimited


SINOSSI

In una Milano piena di incanto e di mistero, due fazioni sono impegnate in una lotta segreta da un tempo antichissimo: le streghe, donne dotate di terribili poteri magici, e i loro cacciatori naturali, gli inquisitori, uomini che di generazione in generazione si tramandano il compito di proteggere la popolazione dalla magia. Ma qualcosa comincia a cambiare quando nelle aule di un’università la strega Viviana e l’Inquisitore Arturo si incontrano come due normali studenti. L’attrazione è forte, ma né Viviana né Arturo possono dimenticare chi sono e da dove vengono.

Milano non è la città che conosciamo. Dietro allo smog, ai grattacieli e alla vita frenetica si annidano creature leggendarie e istituzioni sanguinarie credute morte e sepolte da tempo.

Viviana è una strega e, per lei, avere rapporti con gli umani è fortemente sconsigliabile se non quasi proibito, eppure nemmeno la magia di mille clan riuscirebbe ad allontanarla da Giovanni, un umano, un mortale, l’unico vero amico che Viviana abbia mai avuto. La ragazza farebbe di tutto per lui, persino irrompere di notte nella biblioteca del dipartimento di egittologia dell’università per rubare un misterioso papiro magico che aiuterebbe Giovanni a far colpo su una strana ed enigmatica ragazza di nome Miriam.

Una festa abusiva tra i corridoi universitari sembrerebbe il momento perfetto per agire, ma qualcosa va storto e, durante la fuga, “qualcuno le sbatte contro e la manda a terra” per poi trascinarla di peso al sicuro dagli agenti di polizia che le stanno alle costole. Questo qualcuno porta il nome di Arturo. Basta un attimo per perdersi l’uno negli occhi dell’altra. Ma Arturo, proprio come Viviana, non è un ragazzo normale: per una come lei, egli rappresenta ciò che di più pericoloso possa esistere al mondo. Arturo è un inquisitore, un cacciatore di streghe, loro nemico secolare.

Ed ecco che in un attimo un semplice e spensierato amore giovanile si trasforma in una storia d’amore dal sapore impossibile e tormentato – Shakespeare levate proprio.
L’amore tra Viviana e Arturo sarà abbastanza forte da abbattere il pregiudizio e l’odio che separa i loro mondi da tempo immemore?

Vedo il potere sempre più debole delle streghe e la furia sempre più cieca di coloro che le cacciano. […] vedo due fazioni in lotta in mezzo a tanti cuori indifferenti. Chiunque trionferà non riceverà mai neanche un cenno di ringraziamento da parte di coloro che non sapranno di dovergli tanto. La vera guerra è qui, sul confine tra ignoranza e conoscenza. Vedo tanti spiriti giovani, in uno schieramento e nell’altro, i loro desideri e i sacrifici che sono disposti a fare per realizzarli.

Ecco qui un urban fantasy di tutto rispetto che rende finalmente giustizia alla sua categoria! Se mi conoscete almeno un po’, saprete quanto poco io apprezzi codesto genere, fin troppo costellato da racconti di stampo adolescenziale e che parlano solo di quanto i vampiri siano pallidi e sbrilluccicosi e di quanto siano sexy licantropi ed angeli – se c’è una cosa che proprio non digerisco sono le serie che parlano di angeli caduti e demoni vari!
Capirete quindi l’immensa gioia provata nel trovare un urban fantasy che finalmente incontra il mio gusto.

D’altra parte Sara Simoni partiva già avvantaggiata, complice il mio amore smisurato per le streghe – e i loro gatti –, i loro incantesimi e la magia di ogni sorta. Come se non bastasse, ha anche centrato in pieno la mia passione per la storia, rispolverando uno degli argomenti più sanguinosi e raccapriccianti di sempre: quello della caccia alle streghe – vi dice nulla il Malleus Maleficarum?
Sara resuscita la “Santa” Inquisizione – pazza! Non potevi lasciarli dove stavano? – e la rende contemporanea, rivestendola con abiti moderni e mixando così un’istituzione dal sapore antico con l’avanguardia milanese del XXI secolo. Un contrasto insolito, originale e, proprio per questo, interessante ed azzeccato.

La singolarità sta anche nella scelta stessa del capoluogo lombardo come teatro per le vicende narrate: quanti libri sulle streghe avete letto ambientati in Italia? Beh, io nemmeno uno. Una storia di questo tipo è più facile che si sviluppi tra i quartieri di qualche suggestiva località Americana come New Orleans, Salem o la Virginia. Non fraintendetemi: da lettrice amo tutte queste ambientazioni.
D’altra parte, muovendosi tra queste location, gli autori imboccano quella che è, a mio avviso, la via più semplice. Inoltre, l’Inquisizione è un’istituzione prettamente europea e che quindi trova più credibilità in un Paese come l’Italia – non che oltre oceano si siano risparmiati con i processi alle streghe.

Tutto questo per dire che apprezzo enormemente il rischio che Sara ha deciso di prendersi scegliendo il Bel Paese come sfondo per la sua storia. Insomma, direi che ne è valsa la pena perché il risultato è a dir poco eccezionale!
Non che non me lo aspettassi… Sapevo già che Sara non mi avrebbe delusa, in particolare proprio dal punto di vista dell’ambientazione. Si da il caso, infatti, che io già conoscessi l’autrice grazie alla sua condivisione sulla piattaforma di lettura digitale Wattpad di una serie di racconti ambientati nella leggendaria Ys sotto i mari – per chi non ne conoscesse il mito, vi basti sapere che si tratta di una sorta di Atlantide. Anche in quel caso, Sara aveva fatto un lavoro a dir poco magistrale nella costruzione della sua Ys. Come se non bastasse, queste storie che Sara condivide gratuitamente sulla piattaforma sono, seppur alla lontana, legate alle vicende e ad alcuni personaggi che incontriamo ne “La Musa della Notte” e nel suo seguito, “La Cacciatrice di Stelle”, perciò, se avete letto questi due lavori e vi sono piaciuti, vi consiglio caldamente di andare a sbirciare l’account Wattpad di Sara (SaraSimoni).

Ma torniamo alla recensione…
Oltre all’innovazione attuata da Sara nella scelta dei suoi personaggi e del “palcoscenico” su cui muovono i loro passi, devo riconoscerle la capacità di stravolgere quello che è, alla fin fine, il tema principale su cui si sviluppa ogni racconto fantastico che si rispetti: la lotta tra bene e male. Ma chi è “bene” e chi è “male”? I confini si assottigliano, luce e oscurità si mescolano, diventano un tutt’uno. Così come avviene per il concetto di yin e yang, anche streghe e inquisitori celano al loro interno sia il bianco che il nero. Che poi, che cosa è male? Che cosa spinge davvero inquisitori e streghe ad accanirsi l’uno contro l’altro e a combattersi con così tanta ferocia?

La base narrativa sui cui poggia “La Musa della Notte” è tanto solida quanto complessa e solo una volta che si è arrivati alle ultime pagine è possibile scorgerla, perciò non mi dilungherò oltre a parlare dell’intreccio. Vi basti sapere che ogni azione compiuta dai personaggi di Sara non è solo il frutto di eventi passati ed incomprensioni ma anche, e soprattutto, di una complessa e attenta costruzione psicologica.

Viviana e Arturo sono caratterizzati in modo eccellente , tanto da apparire riconoscibili fin nei più piccoli particolari. Tra i due, Arturo è quello che stuzzica maggiormente la mia curiosità tanto che vorrei avere il potere di intrufolarmi tra le pagine, trasformarmi in una psicanalista e mettere metaforicamente le mani sul suo cervello.
Ho provato sulla mia stessa pelle la sua felicità quando ha creduto di aver trovato una persona a cui poter aprire il proprio cuore, nonché la sua rabbia e il suo dolore quando ha visto tutte le sue convinzioni e le sue speranze tramutarsi in cenere tra le sue mani.
Insomma, vedere Arturo destreggiarsi tra i desideri del proprio cuore e il buon senso dettato dalla mente, così in contrasto tra loro, è stato – psicologicamente parlando – estremamente interessante.

«Che cosa faresti se fosse una persona che conosci?»
[…] «Ho visto quello che fanno alle streghe quando le catturano. È orribile.»
«Quindi ti opporresti? La lasceresti scappare?»
Lui le prende una mano e se la porta alle labbra. Ci lascia sopra un bacio leggero, come a voler scacciare questi pensieri che gli fanno male. «Non potrei.»
Viviana si sente morire dentro ogni istante di più.
«Ma…»
«Sono un inquisitore. E lo sarò sempre. Questa cosa non può cambiare e io non potrei mai lasciare libera una strega, visto che il mio compito è proteggere l’umanità dal pericolo che rappresenta la magia. D’altra parte non sopporterei di vedere una persona che conosco subire un Autodafé»
«E allora?»
Arturo accarezza il collo di Viviana con due dita.
«Allora cercherei per lei una morte più misericordiosa.»

Con ogni probabilità, sarò pazza e masochista – un po’ come il leone di Edoardo “Sbrilluccicoso” Cullen – ma sono proprio queste le relazioni che mi appassionano maggiormente. Voglio leggere di sentimenti che ti fanno rizzare i peli sulle braccia, che ti aprono il cuore in due e che ti lasciano un segno indelebile sulla pelle; voglio leggere di storie d’amore impossibili – non improbabili come in “Twilight”, non complicate in stile “Love Story”, ma impossibili – capaci di annientarti completamente, che ti portano a piangere disperata tutte le tue lacrime e a strapparti i capelli per la rabbia.

Restando in tema, uno degli aspetti che mi piace di più dello stile narrativo di Sara è proprio il fatto che non si perde in effusioni smielate e romanticherie inverosimili. Nei suoi libri non c’è spazio per il diabete – ne “La Cacciatrice di Stelle” poi lo zucchero è proprio bandito! – e gliene sono immensamente grata. D’altra parte ammetto che non mi dispiacerebbe se, per una volta, decidesse di facilitare un po’ la vita ai suoi poveri personaggi bistrattati donandogli qualche piccola gioia, ma ormai mi sono dovuta rassegnare al suo sadismo.

Perciò, se anche a voi piace farvi del male fisico, correte a leggere il libro!
A parte gli scherzi…  “La Musa della Notte” è, oltre ad un romanzo ben scritto e incredibilmente originale, un concentrato irresistibile di azione, magia, intrighi e misteri che terranno i vostri occhi incollati alle pagine dall’inizio alla fine.  Al contempo, Sara si sofferma su tematiche delicate e complesse, valori profondi come l’amore, l’amicizia, la famiglia e, soprattutto, la lealtà e il sacrificio.
Di chi possiamo fidarci veramente?
Cosa vale la pena sacrificare per amore?

Fidatevi di me e leggete “La Musa della Notte”.
Possa io stessa finire sul rogo – ve l’ho detto che sono masochista – se non sarà uno dei migliori libri che leggere quest’anno, cosa che per me è stato! E non solo di quest’anno: è una lettura che porterò nel cuore per tanto tanto tempo.

Sara ha la capacità unica di parlare al mio cuore. Sento una connessione unica e particolare con i suoi personaggi e le storie da lei narrate. Il genere dentro cui si muove, così come il suo stile, incontra il mio gusto in tutto e per tutto, incastrandosi alla perfezione a quelle che sono le mie esigenze letterarie – perché quando si tratta di libri divento davvero esigente tanto da risultare una pignola rompiscatole.

Tra le tante peculiarità di Sara, ci tengo a riconoscerle la sua innata capacità descrittiva, il modo in cui riesce a trasportare il lettore letteralmente all’interno della storia. E non parlo solo del modo in cui con le parole crea e modelli ambientazioni e personaggi ma proprio di come riesca a rendere reali i sentimenti e le emozioni. Con poche e semplici parole è in grado di evocare la poesia più pura. È questo ciò che più amo e apprezzo di lei, è questo che fa di Sara non una semplice autrice ma una Scrittrice con la S maiuscola.

Non lasciatevi sfuggire l’occasione di immergervi nella magia che permea i romanzi di Sara Simoni.
Il mio consiglio? Correte su Amazon più in fretta che potete!
Non ve ne pentirete, parola mia!

5/5
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