RECENSIONE “La Biblioteca di Mezzanotte” di Matt Haig

Carissimə lettorə 
spero tu abbia a portata di mano chili e chili di kleenex perché stiamo per intraprendere un viaggio emozionale nelle profondità più recondite dell’animo umano. Se c’è un autore che sa come trattare in maniera delicata ed efficace la malattia mentale e il disagio sociale è proprio Matt Haig! Oggi voglio parlarvi del suo ultimo lavoro, “La Biblioteca di Mezzanotte”, che in questi mesi è diventato un vero e proprio caso editoriale.  

TITOLO: La Biblioteca di Mezzanotte

AUTORE: Matt Haig

GENERE: Narrativa, Fantascienza

DATA PUBBLICAZIONE: 4 novembre 2020

EDITORE: Edizioni E/O (Dal Mondo)

PAGINE: 329

PREZZO: 18,00 € / 11,99 € (eBook) 


TRAMA

Fra la vita e la morte esiste una biblioteca. Quando Nora Seed fa il suo ingresso nella Biblioteca di mezzanotte, le viene offerta l’occasione di rimediare agli errori commessi. Fino a quel momento, la sua vita è stata un susseguirsi di infelicità e scelte sbagliate. Le sembra di aver deluso le aspettative di tutti, comprese le proprie. Ma le cose stanno per cambiare. Come sarebbe andata la vita di Nora se avesse preso decisioni diverse? I libri sugli scaffali della Biblioteca di mezzanotte hanno il potere di mostrarglielo, proiettando Nora in una versione alternativa della realtà. Insieme all’aiuto di una vecchia amica, può finalmente cancellare ogni suo singolo rimpianto, nel tentativo di costruire la vita perfetta che ha sempre desiderato. Ma le cose non vanno sempre secondo i piani, e presto le sue nuove scelte metteranno in pericolo la sua incolumità e quella della biblioteca. Prima che scada il tempo, Nora deve trovare una risposta alla domanda di tutte le domande: come si può vivere al meglio la propria vita?

Se ve ne fosse data la possibilità, quali decisioni prendereste in maniera differente? Ci sono strade che scegliereste di percorrere al posto di altre? Questa è l’opportunità che viene offerta a Nora, la sua “seconda occasione” per vivere una vita degna di questo nome. In seguito a un tentato (?) suicidio, Nora si ritrova in una sorta di limbo. Cosa si aspettava? Luce accecante? Il buio assoluto? Una schiera di angeli canterini? Diavoli cornuti? Certo non una biblioteca traboccante libri (e altri libri, libri e ancora libri), un luogo al di fuori del tempo e dello spazio, in cui l’esistenza stessa oscilla continuamente tra la vita e la morte: è la Biblioteca di Mezzanotte, un luogo dove anche l’impossibile diventa possibile, il tronco da cui si diramano infinite possibilità, infiniti universi.  

Ma chi è Nora? Cosa l’ha spinta a tale gesto?
Due domande, un’unica risposta. Nora è, come tuttə noi, la somma di ogni singola scelta che si sia mai ritrovata a fare nella vita. La decisione di Nora di porre fine, una volta per tutte, alla propria esistenza non è altro che il risultato finale di una serie di decisioni infelici che hanno prodotto una vita altrettanto infelice. Banalmente, il presente è la conseguenza diretta e inevitabile del passato. Ogni decisione presa, o non presa, da Nora nel corso della sua vita – ma anche quelle che gli altri hanno preso al posto suo – ha contribuito a fare di lei una persona sola e insicura. Si sente intrappolata, e in sé stessa non vede altro che delusione e fallimento.  

La sua intera esistenza non era che un susseguirsi di cacofonie senza senso. Un brano che avrebbe potuto percorrere direzioni meravigliose, e che invece non era approdato da nessuna parte.
[…] Mentre fissava la copertina della rivista – la fotografia di un buco nero – si rese conto di essere esattamente la stessa cosa. Un buco nero. Una stella morente, che implodeva su sé stessa. Se ci si avvicina a un buco nero, la forza gravitazionale ti attira inevitabilmente nella sua oscura, desolata realtà…

Nora ha perso completamente la fiducia in sé stessa, ha perso tutto ciò per cui valesse la pena vivere. Ha perso i propri sogni, le proprie aspirazioni, le amicizie, gli amori,… ogni affetto. E quando non le rimane più nemmeno un lavoro e il suo gatto viene ritrovato sul ciglio di una strada, Nora sceglie di non scegliere più, di porre fine a tutto.  

È a questo punto che si ritrova seduta sul pavimento della Biblioteca di Mezzanotte con il Libro dei Rimpianti tra le mani, un tomone che sembra non avere mai fine su cui sono appuntati tutti i rimpianti di Nora, tutte le sue “non scelte”. Dove sarebbe oggi se avesse scelto di diventare glaciologa? Cosa sarebbe diventata se non avesse lasciato il nuoto o se non avesse abbandonato la band di suo fratello? E se anni prima avesse seguito Izzy in Australia? Se avesse sposato Dan?

Ogni singolo libro contenuto in questo luogo, ogni singolo libro di questa biblioteca – a eccezione di uno solo – è una versione della tua vita. Questa biblioteca è tua. È qui per te. Vedi, l’esistenza di ognuno può prendere infinite strade. Questi libri sugli scaffali sono la tua vita, e iniziano esattamente nello stesso momento. Adesso. Mezzanotte.

Nora non deve far altro che scegliere un libro e leggerlo. 
Quella che le viene data è una seconda occasione, la possibilità unica di vivere una vita diversa, di gettarsi alle spalle i rimpianti e sperimentare altre esistenze per trovarne una alla sua misura. O almeno questo è quello che appare, perché non puoi davvero operare dei risultati se non sopporti di vivere con te stessə. Ciò che davvero, nel profondo, viene offerto a Nora è un viaggio interiore, un nuovo punto di vista. Riuscirà Nora a perdonarsi? Imparerà a dare nuovo valore alla vita, alle piccole cose? Sarà in grado di vedere sotto una nuova luce gli errori e ridefinire il concetto stesso di rimpianto? Ma, soprattutto, riuscirà a battere la morte? 

È davvero una rivelazione scoprire che il luogo in cui vuoi andare è esattamente quello da cui volevi fuggire. Che la prigione non era il luogo in cui stavi, ma il punto di vista.

Per certi aspetti, “La Biblioteca di Mezzanotte” non è un libro che spicca per originalità, non ci sono grossi colpi di scena e il finale è facilmente intuibile, ma la delicatezza e l’umanità con cui Haig tocca certi temi mi ha fatto venire la pelle d’oca. La sua scrittura è un caleidoscopio di sensazioni ed emozioni, ogni macchia d’inchiostro un colpo diretto al cuore. Gli spunti riflessivi sono innumerevoli. Quello che parte dalla Biblioteca è un viaggio psicologico nei meccanismi della depressione, ma anche un viaggio filosofico che si interroga sul rapporto con sé stessi e sul significato di felicità e della vita stessa.  

Matt Haig è senza ombra di dubbio uno degli autori più interessanti degli ultimi anni e, a parer mio, uno dei più apprezzabili. Con i suoi lavori porta avanti una campagna di sensibilizzazione nei confronti del disturbo psicologico e della malattia mentale, e lo fa con semplicità proprio per rendersi fruibile a tuttə. La depressione non è sinonimo di debolezza, non deve essere svilita e banalizzata. Le patologie psichiche, in forme più o meno gravi, sono più comuni di quanto si pensi ed è giusto e utile che se ne parli affinché la malattia smetta di essere stigmatizzata. Ricordate: basta un solo gesto, anche quello che a voi sembra il più piccolo e insignificante, per rischiarare l’esistenza delle persone intorno a voi. Con un pizzico di gentilezza in più il mondo sarebbe un posto migliore. 

Mi piace pensare alla storia di Nora come a un balsamo per le ferite dell’anima, un esempio di speranza per altre persone. Credo che ognunə di noi possa rispecchiarsi in lei, in alcune delle sue esperienze di vita. Nora si ritrova a dover fare i conti con il complicato rapporto coi genitori, il bullismo e il body shaming tra i banchi di scuola, i dubbi e le incertezze sul futuro, le difficoltà nei rapporti umani e affettivi, la solitudine e tanto altro. Tuttə noi ci ritroviamo a convivere costantemente con paure e insicurezze, oggi più che mai. Spesso e volentieri il disagio è dato proprio dalla ricerca della felicità nella perfezione, ma se c’è una cosa che ho imparato da Nora è proprio che la vita perfetta non esiste. Che cos’è la felicità senza la tristezza? Che valore possiamo dare alla gioia senza conoscere il dolore?

Che la storia di Nora sia d’esempio, che sia il punto di partenza di un percorso di autoaccettazione e consapevolezza.

Devi capire una cosa, se vuoi vincere a scacchi e la cosa che devi capire è la seguente: la partita non è mai finita finché non è finita. Non è finita neanche se hai un solo pedone sulla scacchiera. Se la tua squadra ha ancora un pedone e un re, e l’altra squadra ha tutti i pezzi, la partita è ancora aperta. E anche se sei un pedone – forse lo siamo tutti – devi tenere a mente che un pedone è il pezzo più magico di tutti. In apparenza può sembrare ordinario e insignificante, ma non è così. Perché un pedone non è mai semplicemente un pedone. Un pedone è una regina in divenire. Tutto ciò che devi fare è trovare un modo per continuare ad andare avanti. Un quadrato dopo l’altro. Così da raggiungere l’altra metà della scacchiera e liberare tutti i tuoi poteri.

“La Biblioteca di Mezzanotte” è un vero e proprio riflesso della società moderna, un piccolo gioiello sperimentale di narrativa contemporanea infarcito con un pizzico di realismo magico e teorie fisiche e fantascientifiche. Prendetevi il vostro tempo e leggetelo con consapevolezza, vi assicuro che non ve ne pentirete!  

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