RECENSIONE “Il Cavaliere d’Inverno” di Paullina Simons

Buongiorno lettori, e benvenuti!
Ho pensato molto a quale fosse il miglior modo per presentarmi a voi, e alla fine ho deciso di parlarvi di uno dei miei romanzi preferiti. Dopotutto, non si dice che siamo quello che leggiamo? E allora quale miglior modo per conoscere una persona se non attraverso le sue letture?

Se mi chiedeste quale sia in assoluto il preferito tra i libri che ho letto e amato nella mia vita, non saprei rispondervi. Sarebbe come domandare a una madre quale dei suoi figli è il favorito!

Ho quindi deciso di parlarvi di una delle letture che, negli ultimi anni, è stata capace di rapirmi il cuore più di altre: “Il Cavaliere d’Inverno” di Paullina Simons.

TITOLO: Il Cavaliere d’Inverno

AUTORE: Paullina Simons

GENERE: Storico, Romance

DATA PUBBLICAZIONE: 21 maggio 2003

EDITORE: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (Narrativa)

PAGINE: 700

PREZZO: 8,50 € / 6,99 € (eBook) 


TRAMA

Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

Come ho potuto leggere “Il Cavaliere d’Inverno” solo nel 2017 quando questo già adornava gli scaffali delle librerie italiane da anni e anni? Se ci penso mi viene voglia di colpirmi forte in testa.
Dopo aver conosciuto Paullina Simons mi sono resa conto di quanto la mia vita fosse stata vuota, fino a quel momento.

Innanzitutto, una premessa: i romanzi storici, soprattutto quando ambientati durante la guerra – una qualsiasi, basta che ci siano lacrime e sangue – sono la mia linfa vitale. Aggiungiamoci un’ambientazione russa e il gioco è fatto, il mio cuore è capitolato per sempre. E allora ribadisco: come ho potuto aspettare tanto per leggerlo?!

La storia di Tatiana e Alexander è una di quelle che ti entrano dentro, fin sotto la pelle, che ti rapiscono il cuore per poi non ridartelo più indietro. Ogni emozione provata è stata talmente intensa da aver lasciato un’impronta ancora visibile, come se l’avessi letto l’altro ieri e non un anno fa. La Simons è in grado di far provare ogni sentimento umanamente possibile, dalla gioia al dolore, dalla speranza alla disperazione.

Quella tra la giovane e ingenua Tatiana Metanova e l’ufficiale Alexander Belov è una storia d’amore epica, di quelle che fanno sospirare, battere il cuore all’impazzata e piangere, ma piangere tanto, così tanto da ritrovarsi ad annaspare tra le proprie lacrime.

Era una giorno perfetto. Per cinque minuti non ci fu nessuna guerra, in quella magnifica domenica di giugno a Leningrado. Alzando gli occhi dal gelato, vide un soldato che la fissava dall’altra parte della strada. […] Rimasero a guardarsi per un attimo, ma un attimo di troppo che parve un’eternità .

Le loro vite erano destinate a scontrarsi: quel pomeriggio di sole del 22 giugno del 1941, mentre le radio urlavano l’annuncio dell’assedio tedesco, gli occhi di una giovane ragazza col vestito a fiori incontrarono quelli color caramello di un alto e affascinante ufficiale e, da quel giorno, la loro vita cambiò per sempre.

Voi credete nel destino? A me piace pensare che tutto sia già scritto, predestinato, che eventi all’apparenza inspiegabili in realtà si susseguano con lo scopo di portare due persone a trovarsi esattamente in un certo posto in un determinato momento della loro vita. Se quel giorno Hitler non avesse deciso di attaccare la Russia, probabilmente Tatia e Shura non si sarebbero mai innamorati. O magari il colpo di fulmine sarebbe scattato lo stesso, considerando come il destino avesse già condotto Alexander sulla stessa strada della famiglia Metanova, ma a proposito di questo non vi dirò di più. Lascio a voi il piacere della scoperta della terribile verità che vi porterà a tentare di strapparvi i capelli già dalle prime pagine.

Credevate che la storia tra Tatiana e Alexander sarebbe stata semplice? Oh no, proprio per niente. Il mai una gioia regna sovrano per circa tre quarti del libro. Lettori avvisati, mezzi salvati!

La strada per la felicità è lastricata da decine e decine di ostacoli che si susseguono uno dietro l’altro in un gioco che gronda sadismo e crudeltà. Solo ripensare a tutto quello che succede in quelle settecento pagine mi fa piangere a dirotto.

«Sarà meglio che tu resti vivo per me, soldato, perché io non posso andare avanti senza di te.» Quelle erano le parole che gli disse, con gli occhi fissi sul suo volto e le mani appoggiate sul suo cuore. Lui si piegò e le baciò le lentiggini. «Non puoi andare avanti, mia regina della ruota del lago Ilmen?» Scosse la testa sorridendo. «Troverai un modo per vivere senza di me. Troverai un modo per vivere la vita di entrambi», le disse davanti al fiume Kama che scorreva dai monti Urali verso un piccolo villaggio nei boschi di pini chiamato Lazarevo, un tempo, quando erano innamorati, quando erano giovani.

Se volete farvi un’idea del livello di lacrime a cui la Simons è in grado di sottoporvi, posso dirvi che “Il Cavaliere d’Inverno” ha ufficialmente battuto il record fino a quel momento appartenuto all’intramontabile “Love Story”. E questo non è dovuto unicamente al destino avverso che si abbatte costantemente sui due innamorati. La causa primaria che porta il lettore a sotterrarsi sotto una pila di kleenex è tutto il contorno, l’ambientazione in sé. Va da sé che un romanzo ambientato in tempo di guerra non può essere un romanzo allegro in cui si respira aria di lieto fine, ma Paullina Simons è terribilmente brava a rendere l’idea della disperazione in cui versa l’intera Leningrado. L’autrice non tenta di indorare la pillola ma ci mostra la realtà della guerra per quello che è: dura, violenta, brutale, un’onda di morte inarrestabile che non risparmia niente e nessuno.

“Il Cavaliere d’Inverno” è un perfetto spaccato di quella che potrebbe essere stata la vita di una famiglia sotto assedio, nel 1941, in una Leningrado comunista. È spaventoso assistere inermi al continuo razionamento del cibo che arriva a contare appena 125 grammi di pane al giorno, un pane composto per lo più da cellulosa e segatura perché le scorte di grano scarseggiano. La gente muore di fame, di freddo, sotto le bombe e le cataste di cadaveri ai bordi delle strade crescono a vista d’occhio.

Io sono sempre stata dell’idea che la storia non la si impari SOLO tra i banchi di scuola, ma che letteratura e cinema siano un ottimo strumento di supporto in tal senso. I romanzi – quelli ben scritti, naturalmente – sono in grado di trasportare il lettore all’interno dell’epoca trattata e di mostrare ciò che i libri di scuola non mostrano, spaccati di vita quotidiana che ti fanno capire realmente cosa significhi vivere sotto i bombardamenti, in un inverno russo senza più riscaldamento ed elettricità.

Si dice spesso che i libri cambino la vita e “Il Cavaliere d’Inverno” un po’ la mia, di vita, l’ha realmente cambiata. Ho imparato a vedere certe cose sotto un altro aspetto e ad essere grata per tutto quello che ho, anche, e soprattutto, per ciò che più spesso viene dato per scontato.

Eppure, nonostante tutto, l’intento dell’autrice non è quello di denunciare gli orrori della guerra. Lei ne è solo una muta testimone. Anche perché, in realtà, quello che si evince dalle sue parole è che, piuttosto della Germania, il vero nemico della Russia è sempre e solo stata la Russia stessa. In questo senso, la rabbia della Simons sembra rivolgersi più verso Stalin e il comunismo – e non a torto, aggiungerei. Eppure, se tutto ciò non fosse abbastanza per creare quello scenario di mai una gioia di cui vi parlavo, ecco che l’autrice ci introduce uno dei più infami e odiosi personaggi in cui io mi sia mai imbattuta: Dimitri Černenko. Dimitri è l’opportunista ed invidioso amico di Alexander che io ho odiato dall’inizio alla fine del libro. È uno dei personaggi più viscidi di cui leggerete mai, ve lo garantisco. Eppure, al di là di quanto possa essere simpatico o meno, è innegabile quanto sia perfettamente caratterizzato, così come tutti gli altri personaggi della Simons che in tal senso ha davvero fatto un lavoro incredibile.
“Il Cavaliere d’Inverno” è solo il primo capitolo di una trilogia, perciò triplo inchino all’autrice che, in più di duemila pagine, non è mai caduta nell’incoerenza e nelle contraddizioni. Nel corso della storia vediamo i protagonisti – in particolare Tatiana – crescere e maturare, cosa inevitabile quando ci si ritrova a vivere determinate situazioni. La guerra ha costretto Tatia a trasformarsi da bambina a donna più in fretta del previsto, eppure, sotto quegli occhi spenti, segnati dal dolore e quel corpo pelle e ossa, sarà sempre perfettamente visibile la giovane ragazza nel vestito a fiori che quel pomeriggio di giugno era seduta alla fermata dell’autobus con un gelato al gusto crème brûlée tra le mani.

«Ho trovato il vero amore sulle rive del Kama.»
«Io l’ho trovato in via Saltjkova-Scedrina, mentre mangiavo il gelato seduta su una panchina.»
«Non mi hai trovato, Tatia. Non mi stavi neanche cercando. Sono io che ti ho trovata.»
«Tu mi… stavi cercando?»
«Da una vita.»

Tatiana è entrata di diritto a far parte della top five delle mie eroine letterarie preferite, accanto a personaggi del calibro di Elizabeth Bennet ed Hermione Granger. Ho amato il suo altruismo, la sua bontà e i continui sacrifici fatti in nome della famiglia – anche se a volte avrei voluto strangolarla. Ma più di tutto ho amato la sua forza, la sua intraprendenza e quella punta di testardaggine e avventatezza che la caratterizzano. Dall’altro lato, ho apprezzato un po’ meno il personaggio di Alexander, a volte troppo possessivo e aggressivo – attenzione, non ho detto manesco!!! – ma pur sempre in linea con l’ambientazione e con la mentalità di un’epoca molto distante e molto diversa dalla nostra.

Tatia e Shura sono l’una la forza dell’altro, le due metà perfette di una mela imperfetta, destinati a trovarsi e ad amarsi fin dal loro primo respiro.

Soldato, lascia che ti accarezzi il viso e baci le tue labbra, lasciami urlare attraverso i mari e sussurrare attraverso i prati ghiacciati della Russia quello che sento per te… Luga, Ladoga, Leningrado, Lazarevo,… Alexander, un tempo tu mi hai portata e ora io porto te.

“Il Cavaliere d’Inverno” è una storia di coraggio e di sacrificio, di crescita e di dolore. È una storia di lacrime, sangue, passione e desiderio. In sintesi, “Il Cavaliere d’Inverno” è una delle storie più toccanti e meravigliose che avrete mai la possibilità di leggere, perciò non lasciatevela sfuggire.

Lo so che alcuni possono spaventarsi davanti all’immensa mole di pagine, ma fidatevi se vi dico che non riuscirete a staccare gli occhi dalle pagine neanche per un secondo e che quelle settecento pagine voleranno via in un soffio, cosa per cui poi vi dispererete perché avreste voluto che il libro non finisse mai. Ma una volta giunti all’inevitabile epilogo, carico carico di suspense e che vi porterà ad avere un attacco di cuore, sarete già pronti a gettarvi a capofitto nella lettura del secondo volume, “Tatiana & Alexander”, che, per quanto bello ed intenso, non supererà mai la maestosità del suo predecessore, ma questa è un’altra storia.

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate, se già l’avete letto o no. Se così fosse, fidatevi di me e correte in libreria! Non ve ne pentirete.

5/5

12 commenti
    • Martina Oliva
      Martina Oliva dice:

      Tutti innamorati di Tatia e Shura *-* Ho già letto il sequel, “Tatiana & Alexander” ma mi manca il “Giardino d’Estate”. Ce l’ho lì sugli scaffali da agosto ma non ho ancora trovato il coraggio di leggerlo a causa dei pareri negativi che ho letto in giro sul web. Diciamo che ho un po’ il terrore di rovinarmi l’intera saga, ecco.

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  1. vitta
    vitta dice:

    Io sto leggendo il secondo e. leggerò anche il terzo, nonostante i pareri negativi. Ho anche intravisto il rete l’esistenza di un film o miniserie, ma non sono riuscita a capire se è già uscito oppure no.

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    • Sapore d'inchiostro
      Sapore d'inchiostro dice:

      Mini serie? Film? *-* Corro ad informarmi IMMEDIATAMENTE! Comunque Tatiana & Alexander mi è piaciuto molto, nonostante il primo rimanga il migliore. Il terzo ancora non l’ho letto invece ma ho in programma di farlo.

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  2. Valentina
    Valentina dice:

    Anche io ho scoperto questo libro solo 2 anni fa, beh ho perso il conto di quanto volte l’abbia riletto e ogni volta è come la prima! Lo amo immensamente. Anche il secondo ed il terzo libro sono stupendi e pieni di emozioni, ma il primo è impareggiabile ❤️

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    • Sapore d'inchiostro
      Sapore d'inchiostro dice:

      Concordo *-* Il primo é ineguagliabile! Raramente ho provato emozioni e sensazioni così forti ed intense come con questo libro!

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