RECENSIONE “Braccati” di Eleonora Pescarolo

Buongiorno miei amatissimi lettori!
Sono davvero entusiasta di condividere con voi il mio pensiero riguardo a  “Braccati” di Eleonora Pescarolo, il primo capitolo di una saga fantascientifica tutta italiana che mi ha piacevolmente colpita e irrimediabilmente conquistata.

TITOLO: Braccati (Cherry Fox, #1)

AUTORE: Eleonora Pescarolo

GENERE: Fantascienza

DATA PUBBLICAZIONE: 2 dicembre 2017

EDITORE: Adiaphora

PAGINE: 198

PREZZO: 14,00 € / 1,99 € (eBook) 


TRAMA

La Caccia alla Volpe è di nuovo aperta.
Dopo tre anni di apparente quiete e inosservato contrabbando, Ireen Devar fugge a bordo della Ruvak assieme al copilota Korrar Tammon, nel disperato tentativo di proteggere ciò che in mani nemiche potrebbe far risorgere la tirannia nella Galassia.
La Sirena di Jannar.
Il cristallo alieno da sempre al centro di miti e complotti.
Il passato, però, non dà loro tregua. Un tormentato passato di schiavitù e soprusi, di perdite e addii. Un passato da cui risorge la figura della Cacciatrice di Schiavi Calhar Redna, sadica e inarrestabile, e l’incubo dell’esplosione che ha dilaniato corpo e anima dell’astronave Ruvak.
Un passato di tradimenti, come quello architettato da Nardim, un tempo amico e ora spietato omicida votato al folle Culto di Gaanar.
La ragione di ogni cosa sembra risiedere nel DNA di una creatura ambigua, aliena e incredibilmente potente: un’adolescente di nome Nouv’al.
La Caccia alla Volpe è aperta e Ireen Devar dovrà tornare a combattere.

Sono sempre molto contenta quando trovo romanzi di fantascienza scritti da autori italiani che non hanno nulla da invidiare ai grandi scrittori internazionali, ed Eleonora Pescarolo è sicuramente da annoverare tra questi autori.

Ho amato la saga di Cherry Fox già dal racconto prequel, “Verso Jannar”, un piccolo racconto di una ventina di pagine che ci introducono nel mondo di Eleonora e della sua Volpe, Ireen Devar. È bastato un capitolo per capire di che pasta fossero fatte entrambe, sia l’autrice che la sua singolare protagonista dalla pelle viola e i capelli argentati.
Se volete calarvi nel mondo di Cherry Fox, vi consiglio caldamente di leggere anche questo piccolo racconto che potete acquistare QUI, sul sito della casa editrice, abbinandolo al romanzo vero e proprio.

Eleonora Pescarolo è una di quelle autrici capaci di tenere il lettore incollato alle pagine col fiato sospeso dall’inizio alla fine. Non c’è mai un attimo di tregua, un momento di pausa. Come i protagonisti del romanzo, il lettore si sente “braccato” dalla tensione e dall’azione adrenalinica che permea queste pagine e che ti porta a desiderare di non arrivare mai all’ultima pagina. Ma purtroppo la fine arriva, lasciando il lettore nello sconforto più totale col pensiero dei mesi che sa di dover aspettare per poter leggere il seguito.

Come dicevo, “Braccati” è un romanzo adrenalinico che non lascia scampo. È la storia di Ireen Devar e del suo copilota, Korrar Tammon, entrambi reduci da un terribile disastro avvenuto tre anni addietro e per questo ricercati dall’intera Galassia. Il motivo è presto detto: Ireen ha rubato qualcosa, qualcosa di molto prezioso. Si tratta della Sirena di Jannar, un cristallo dal valore inestimabile, oggetto di un’antica e pericolosa profezia, per la quale molte, troppe persone, sono disposte persino ad uccidere.

Esistevano altri cristalli come la Sirena e nessuno aveva mai compreso da dove provenissero. Secondo le storie e le leggende che fiorivano in tutta la Galassia da tempi ancestrali, però, si diceva custodissero le coordinate di un pianeta perduto: Jannar.

Il romanzo comincia in media res, catapultandoci immediatamente sull’astronave Ruvak in compagnia della bashara Ireen e dell’umano Korrar. I due si sono da poco ricongiunti e sono in fuga, scappano di pianeta in pianeta tentando di fuggire ai Cacciatori e ai fanatici religiosi che vorrebbero mettere le mani sulla Sirena.

Non sappiamo molto della loro vita passata da schiavi sul pianeta Vanbar e degli eventi che hanno portato al furto del cristallo e alla conseguente catastrofe che ha separato Ireen e Korrar, lasciando la bashara in fin di vita e con l’astronave a pezzi.

E qui notiamo subito l’abilità stilistica dell’autrice che, con maestria, manipola il tempo a suo piacimento, disseminando flashback e ricordi tra le pagine. Eleonora si muove su differenti livelli temporali che, proprio come pezzi di un puzzle, vanno poi a riallinearsi e a ricomporsi ricreando così un’immagine completa e meglio delineata degli eventi.

A tutto ciò seguiranno delle rivelazioni inaspettate e dei colpi di scena che potrebbero causare un elevato numero di attacchi cardiaci ai più deboli di cuore. Non sto scherzando! Gli ultimi capitoli mi hanno fatto letteralmente saltare per aria e gridare qualche imprecazione  – fortunatamente non c’era nessuno nei paraggi. Ringrazio l’autrice per essere riuscita a farmi calare in quello stato di profonda tensione che caratterizza ogni thriller degno di questo nome. Tensione che procede fino all’ultima pagina per culminare in un gigantesco cliffhanger che, naturalmente, lascia il lettore in uno stato di profonda disperazione, con gli occhi sbarrati e la testa tra le mani.

Insomma, se non l’aveste ancora capito, sono profondamente e irrimediabilmente innamorata di questo romanzo. Come tutti i grandi amori, però, anche “Braccati” ha dei piccoli difettucci, o meglio, un’unica piccola grande mancanza su cui non posso sorvolare.
Sto parlando del background storico di cui, purtroppo, ho sentito la mancanza. Quando leggo un libro di fantasia o di fantascienza e che, naturalmente, prevede la realizzazione di un worldbuilding, mi piace avere sott’occhio un’ambientazione ben delineata e finemente costruita, con un occhio di riguardo per ogni più piccolo dettaglio. Molto di tutto ciò, fortunatamente, posso dire di averlo riscontrato in “Braccati”, specialmente l’attenzione ai dettagli. Per farvi degli esempi, Eleonora ha iniziato a delineare una nuova lingua, ha introdotto nuove marche di sigarette aliene e sistemi monetari specifici della sua Galassia.

“Braccati” è una space opera, e come tale è ambientata nello spazio. Sappiamo che esiste un sistema galattico composto da diversi pianeti – Nassan, Sarman, Tannod… –, e sappiamo che esistono individui di razze diverse – bashara, idar, umani puri, daera, tannar,…
Insomma, l’autrice ha creato un’ambientazione personale ed originale a 360°, senza però approfondire pienamente quello che io chiamo il “background storico”, ovvero tutti gli aspetti socio-politici e culturali che servono ad arricchire il worldbuilding e a dare un certo spessore all’ambientazione. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sui vari pianeti, sui loro abitanti, cosa effettivamente differenzia una razza da un’altra non a livello fisico ma a livello culturale, quali sono le loro origini e le loro tradizioni.

Non è una mancanza così grave, soprattutto a fronte della spettacolarità del romanzo in sé. Probabilmente un’altra persona non ci avrebbe neppure fatto caso, quindi la considero più una mia “critica” molto soggettiva, un piccolo grandino mancante per poter raggiungere la perfezione assoluta. Io sono la classica fanatica che ama leggere pagine e pagine di approfondimenti, quella che si fionda sulle appendici e che eleva a testo sacro “Il Silmarillion”.

Concludo questo sproloquio di cui nessuno sentiva il bisogno dicendo che tutto ciò non ha comunque influenzato negativamente il mio giudizio. Magari nel secondo volume ne sapremo qualcosa di più, anche perché sono convinta che l’autrice abbia tutte le capacità per affrontare questi aspetti. Le sue descrizioni sono molto precise e attente. Ogni location che fa da sfondo alle vicissitudini di Ireen ci viene presentata nel dettaglio. Un esempio di ciò è l’astronave Ruvak, così ben definita che il lettore può quasi vedersi muoversi tra quei corridoi.

Ma ciò che più di tutto ho amato di questo romanzo è la centralità dei personaggi femminili. Le donne di Eleonora sono delle vere  e proprie badass, dalla protagonista, Ireen, alla Cacciatrice che le è stata messa alle calcagna, la daera Calhar Redna. Mi piace il modo in cui l’autrice ha giocato con loro, disintegrando gli stereotipi e ribaltando la concezione classica di uomo e donna. Ireen e Redna sono ciò che di più lontano può esistere da una “damigella in pericolo”. Sono forti, determinate, spregiudicate e senza scrupoli. A volte sono sboccate, frequentano bordelli e amano le risse. Insomma, tutti atteggiamenti che di solito vengono ricondotti ai personaggi di sesso maschile.

Senza parlare poi della piccola Nouv’al, tanto giovane quanto forte ed intraprendente, una specie di Ireen in miniatura. Naturalmente, ha conquistato subito il mio cuore!

E parlando dei personaggi… Ognuno di loro è perfettamente ed impeccabilmente caratterizzato. Come ho detto all’inizio, Eleonora è riuscita a concentrare nelle poche pagine del racconto prequel molti dettagli che ci portano subito a capire molto della psicologia di Ireen, sul perché fa quello che fa e in che modo il suo difficile passato da schiava influenzi le sue azioni.

Ogni personaggio presenta un proprio lessico e abitudini particolari che lo rendono subito identificabile. Ad Ireen, per esempio, riconduco la dipendenza dal fumo e un linguaggio spesso scurrile, tra le altre cose. L’autrice è stata così brava da essere arrivata al punto in cui potrebbe persino evitare di specificare chi stia parlando, durante i dialoghi, tanto si capirebbe ugualmente. Una qualità, questa, che pochi scrittori – soprattutto se alle prime armi –  possono vantare.

Posso quindi affermare che Eleonora Pescarolo è stata per me una vera e propria scoperta.
Mi ha tenuta incollata alle pagine, complice una sintassi impeccabile e uno stile semplice ma ricercato.
Un inizio col botto per una saga che sono sicura si rivelerà indimenticabile.

“Braccati” è un romanzo che consiglio innanzitutto a tutti coloro che amano la fantascienza, ma anche a chi ha poca dimestichezza col genere e non vede l’ora di ritrovarsi catapultato in una storia di azione dalle sfumature thriller.

4.5/5
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