Cinque sequel che non vedo l’ora di leggere

Buongiorno miei adorati lettori!
Oggi voglio parlarvi dei sequel la cui attesa minaccia di mandarmi al manicomio – uno in particolare, potete immaginare quale, in caso contrario keep calm, ancora pochi secondi ed ogni mistero vi sarà svelato.

Bramati, agognati, desiderati. Tra tutti i sequel che aspetto, ce ne sono cinque per cui smanio maggiormente.

Venite a scoprirli insieme a me!

THE FATES DIVIDE (Carve The Mark, #2)

Non ho mai avuto l’occasione, qua sul blog, di parlarvi di Veronica Roth, perciò una premessa è d’obbligo: IO LA AMO!

“Divergent” è la mia saga distopica  preferita in assoluto, più di “Hunger Games”, più di “Maze Runner”, più di qualunque cosa! Piccola curiosità che solo chi conosce la saga potrà capire: uno dei motivi per cui apprezzo tanto “Divergent” e la stessa Roth è proprio il finale di “Allegiant”, quello che tanti di voi odiano – vi ho lasciati basiti, ammettetelo.

Considerando i miei più che ottimi precedenti con questa autrice, all’uscita di “Carve the Mark” non ho potuto desistere dall’acquistarlo quando, tra gli scaffali della libreria, i miei occhi si sono posati su quella spettacolare cover. Veronica Roth ha superato se stessa, mi ha trascinato in questo suo nuovo mondo, tra fati e superpoteri, astronavi e  affascinanti pianeti ricchi di storia e tradizione, proprio come piace a me!

Cosa dire? È stata una lettura incredibile, un’esperienza catartica!

Mi sono profondamente innamorata dei protagonisti, Cyra e Akos, e della loro complicata storia d’amore di stampo shakespeariano che mi ha conquistata nel giro di poche pagine.

Il secondo ed ultimo capitolo della duologia dovrebbe uscire in Italia il 5 giugno. Io sto già fremendo per accaparrarvi la mia copia, e voi?

SHADOWSONG (Wintersong, #2)

Recentemente ho condiviso con voi la mia opinione (QUI) a proposito del primo capitolo, “Wintersong”, un libro che mi ha inaspettatamente rubato corpo ed anima.
Dico inaspettatamente perché inizialmente ero un po’ spaventata dalle recensioni. Il mondo dei lettori si è infatti spaccato a metà: c’è stato chi ha profondamente amato il romanzo – come me! – e chi, purtroppo, lo ha profondamente odiato.
Questo perché “Wintersong” è un fantasy un po’ particolare, caratterizzato da poca azione e poca avventura.
Il fulcro della storia è infatti la crescita personale della protagonista, Elisabeth, che, attraverso la sua controversa relazione con l’Erlkönig – il Re dei Goblin –, troverà la strada per crescere, così da trasformare la ragazzina insicura in una donna forte, coraggiosa ed indipendente.

L’epilogo del primo volume è stato perfetto, un finale adeguato, in linea con tutta la storia e, soprattutto, coraggioso, proprio come Elisabeth stessa, ma mi ha lasciato dentro un senso di disperazione che solo la lettura di “Shadowsong” potrà placare.

CHERRY FOX SERIES, #2

Nessun titolo ufficiale in vista e nessuna cover all’orizzonte, perciò dovrete accontentarvi di sapere che si tratta del secondo volume della Cherry Fox saga di Eleonora Pescarolo, autrice italiana di fantascienza in cui ho avuto la fortuna di imbattermi.

Vi ho già parlato del primo volume di questa saga, “Braccati”, e, se avete letto la recensione (QUI), saprete già quanto io sia rimasta affascinata dalla bravura dell’autrice e, soprattutto, dalla sua badassissima (?) protagonista, la bashara Ireen Devar. Con “Braccati”, Eleonora ha riempito la mia testa di quesiti irrisolti, lasciandomi con il bisogno di venire a capo di tutti i suoi misteri, primo fra tutti quello che aleggia intorno alla leggendaria Sirena di Jannar.

Per farvela breve, se non scopro al più presto cosa succederà dopo il cliffhanger finale con cui l’autrice mi ha lasciata, rischio sul serio di diventare pazza!

THE SECRET COMMONWEALTH (Il Libro della Polvere, #2)

Ho atteso diciassette anni per avere un seguito a “Queste Oscure Materie”, credo di poter aspettare un anno per avere il secondo volume della nuovissima ed attesissima trilogia di Philip Pullman, “Il Libro della Polvere”. Non si sa ancora con precisione quando “The Secret Commonwealth” verrà pubblicato, ma si vocifera che dovrebbe venir rilasciato ad un anno esatto dalla pubblicazione de “La Belle Sauvage”, quindi il 19 ottobre – il giorno del compleanno dell’autore!

Non vi parlerò molto del primo volume, visto e considerato che ho in programma di pubblicare qui sul blog la recensione nei prossimi giorni. Per il momento, vi basti sapere che immergermi nuovamente nel mondo della Polvere è stato un po’ come tornare a respirare! Insieme a Malcom, il protagonista de “La Belle Sauvage”, ho vissuto un’avventura magica, ed ora non mi resta che aspettare di poter leggere il sequel che ci porterà avanti di vent’anni – dieci anni dall’epilogo di “Il Cannocchiale d’Ambra”. Non vedo l’ora di ritrovare la piccola Lyra trasformata in una giovane donna. E poi, insomma, c’è una cosa che mi preme sapere, più di tutto il resto. Chi conosce la saga probabilmente saprà a cosa mi riferisco… Il nome Will vi dice qualcosa?

THE WINDS OF WINTER (Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, #6)

Dulcis in fundo, Lui, il più atteso, il più bramato, il più utopico: “The Winds of Winter”, il sesto volume de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”.
In questi anni ho perso il conto di quante volte Martin ce ne ha promesso la pubblicazione, eppure di questi venti dell’inverno non vi è traccia. In compenso – probabilmente per liberarsi un poco del senso di colpa – a fine annoma ci fidiamo?apparirà nelle librerie  “Fire and Blood”, il primo di due volumi dedicati alla storia della Casa Targaryen. E va bene, Martin! Sei perdonato, ma solo perché mi hai scritto ben due libri sulla MIA casata! Se il libro in questione si fosse chiamato, che so, “Hear me Roar”, non penso ne sarei stata così entusiasta.

La cosa che mi da più fastidio è che, purtroppo, la serie tv sta superando i libri, perciò quello che avrei voluto veder svelato sulle pagine dovrò vederlo su uno schermo. È vero che nei libri Martin può permettersi di spaziare mooolto di più con la storia, considerando le diverse – e migliori – stoyline di Dorne, di Sansa e la presenza – inquietante – di Lady Stoneheart e di Griff il Giovane aka Aegon Targaryen – forse… – più tanti altri elementi e personaggi che nella serie tv non sono mai esistiti – una a caso, Arianne Martell, la mia preferita – o che, per un motivo o per un altro, hanno preso una strada differente. Però, nonostante le molte cose che potrebbero andare diversamente nei libri, c’è una cosa che dubito profondamente possa cambiare, ovvero l’identità dei genitori di Jon Snow. Dopotutto, ogni indizio che Martin ci ha lasciato negli anni tra le migliaia di pagine della sua saga ci aveva già portato ad ipotizzare quei nomi, non è che ora possa cambiare di rotta solo perché la HBO ha deciso di rovinare la sorpresa a tutti i lettori. Maledetto Martin! Credete che vivrà abbastanza per farci dono di un degno finale de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”? Nel frattempo, continuo a tenere duro e ad aspettare l’inverno.

Quali sono i sequel che attendente con trepidazione?

Fatemi sapere se tra le vostre attese vi è anche uno o più dei libri sopracitati, così, per un po’ di solidarietà tra lettori.

Wishlist di Aprile

Buongiorno lettori!
Apriamo questo nuovo mese con la prima rubrica del blog: LA WISHLIST DEL MESE.

Ad ogni inizio mese pubblicherò la lista – infinita – di tutti i libri che, nel corso del mese precedente, sono andati ad aggiungersi alla mia wishlist librosa.

Per cominciare, vi propongo la mia wishlist di aprile.
Devo proprio ammetterlo: non mi sono comportata molto bene. Staccare il mio dito dal bottone “aggiungi alla lista” è stato davvero difficile, se non impossibile.
Mettetevi comodi perché ne avremo per un bel po’!

TITOLO: Cioccolata a Colazione

AUTORE: Pamela Moore

GENERE: Narrativa

DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 settembre 2014 (Prima edizione italiana 1957)

EDITORE: Mondadori (I Meridiani)

PAGINE: 265

PREZZO: 11,05 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Dopo il divorzio dei genitori, la quindicenne Courtney Farrell vive tra Manhattan, dove lavora il padre, e Hollywood, dove la madre, attrice in declino, cerca nuova fama. I suoi amici, uno dopo l’altro, vengono espulsi da Yale e da Harvard, mentre la disinvolta e sensuale compagna di scuola, Janet, va incontro a un tragico destino.

“Cioccolata a colazione”, “il libro di una ragazza, ma non per le ragazze”, uscì nel 1956, opera prima di un’autrice diciottenne in cui la critica vide la risposta americana alla Sagan di “Bonjour tristesse”. Dirompente e disincantato, ma anche testimonianza dell’eterno lato fragile e sognante dell’adolescenza femminile, il romanzo scandalizzò l’America rivelando la disperata solitudine nascosta dietro la vita nei collegi per ragazze di ottima famiglia e la sua scintillante mondanità, e affrontando argomenti tabù come omosessualità, abuso di alcol e suicidio giovanile. La denuncia espressa dalla Moore con irruente sincerità e indiscutibile talento di scrittura conquistò immediatamente l’Europa; tradotto in numerose lingue, oggetto in Italia di un processo per oscenità, il romanzo viene qui proposto secondo il testo dell’edizione americana.

Il romanzo di Pamela Moore mi è capitato davanti mentre scrivevo l’articolo per Pasqua “Dimmi che cioccolato mangi e ti dirò che libro leggere”. Nonostante il titolo possa essere fuorviante, “Cioccolata a Colazione” non è assolutamente un libro che parla di cioccolata, anzi… Un libro che tratta temi importanti e delicati come l’omosessualità, l’alcolismo e il suicidio giovanile, tra le altre cose. Inoltre, in una recensione che mi è capitato di leggere, la Moore viene descritta come una sorta di erede letteraria di Fitzgerald. Direi che questo, insieme alla trama stessa del libro, mi ha lasciata il desiderio di leggere questo romanzo!

TITOLO: Flâneur: l’Arte di Vagabondare per Parigi

AUTORE: Federico Castigliano

GENERE: Viaggi

DATA DI PUBBLICAZIONE: 25 maggio 2017

EDITORE: Self-publishing

PAGINE: 160

PREZZO: 11,47 € / 3,99 € (eBook) – Gratis per gli abbonati KindleUnlimited


SINOSSI

Un uomo cammina per le strade di Parigi, solo e senza una destinazione. Percorre lunghi viali dai palazzi maestosi, si perde tra la folla dei Grands Magasins. Abbottonato nel cappotto nero, vaga per la città irrequieto. Ma che cosa cerca? Dove va?

Questo libro insegna a perdersi nella città: contiene racconti di promenades e di avventure urbane, storie di dandy e di flâneur… Contiene informazioni su personaggi, autori e artisti che hanno vagato per le vie di Parigi. Leggendo queste pagine scoprirete i segreti della flânerie, la nobile arte di vagabondare senza una meta.

Ho scovato, del tutto casualmente, questo libricino nei meandri di Amazon. Inutile dire che il colpo di fulmine è scattato in neanche mezzo secondo. D’altro canto, Parigi è una delle mie città preferite!
Sono incuriosita da questo modo di viaggiare, così, senza essersi prefissati una meta. Solo un lungo vagabondare per la città. Sarà che il mio “stile di viaggio” è l’esatto opposto. Tutte le volte che ho visitato Parigi l’ho fatto con un dettagliatissimo itinerario tra le mani tra le mani. Chi lo sa, magari la prossima volta che la visiterò lo farà alla maniera di Federico Castigliano.

TITOLO: Il Grande Fuoco

AUTORE: Krysten Ritter

GENERE: Thriller, Mistero

DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 aprile 2018

EDITORE: Sperling & Kupfer (Pandora)

PAGINE: 330

PREZZO: 16,06 € / 10,01 € (eBook)


SINOSSI

Sono trascorsi dieci anni da quando Abby Williams se n’è andata dalla piccola città di provincia dove è nata e cresciuta. E ce l’ha messa tutta per cancellare ogni traccia delle sue origini. Adesso è un avvocato dalla carriera sfolgorante, si occupa con successo di ambiente, vive a Chicago in un appartamento ultramoderno e ha la sua collezione di fidanzati usa e getta. Il passato però riesce a farsi strada di nuovo nella sua vita, incrinandone la fragile corazza: il nuovo caso che le viene affidato la porta, infatti, in Indiana, e proprio a Barrens, il suo paese. È lì che la Optimal Plastics ha dato lavoro all’intera popolazione, ma forse a un prezzo troppo caro. È lì che le indagini di Abby sulla scarsa trasparenza dell’industria chimica riportano alla luce anche uno scandalo legato alla sua adolescenza. Un mistero irrisolto che non ha mai smesso di angosciarla: la scomparsa della sua migliore amica, Kaycee. Quella ragazza unica e geniale è fuggita verso la libertà o è rimasta vittima dei segreti di Barrens? Scavando nella propria memoria e cercando risposte a vecchie domande, Abby si trova invischiata in una pericolosa ragnatela di menzogne e silenzi. Ma la verità, che ha sempre voluto scoprire senza confessarlo neanche a se stessa, è finalmente a portata di mano. Per liberarla una volta per tutte dalle ombre del passato.

Ero un po’ scettica a proposito di questo romanzo. Per chi non lo sapesse, Krysten Ritter è un’attrice – che io amo – che ha recitato, tra le altre cose, in “Breaking Bad” e “Monalisa Smile”, ma che è soprattutto conosciuta per il suo ruolo da protagonista nella serie Marvel “Jessica Jones”. Come ogni libro pubblicato da una celebrità, anche questo mi lasciava col dubbio sul reale valore letterario di tale romanzo. Eppure non riesco a non impazzire dalla curiosità ogni volta che ne leggo la trama! Inoltre, le recensioni lasciano ben sperare, perciò: WISHILIST SIA!

TITOLO: Trilogia di New York – #1 Città di Vetro, #2 Fantasmi, #3 La Stanza Chiusa

AUTORE: Paul Auster

GENERE: Narrativa, Thriller

DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 marzo 2014

EDITORE: Einaudi (Super ET)

PAGINE: 316

PREZZO: 10,62 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Pubblicati tra il 1985 e il 1987, i tre romanzi che compongono questa “Trilogia” sono raffinate detective stories in cui le strade di New York fanno da cornice e palcoscenico a una profonda inquietudine esistenziale. “Città di vetro” è la storia di uno scrittore di gialli che “accetta” l’errore del caso e fingendosi un’altra persona cerca di risolvere un mistero. “Fantasmi” narra la vicenda di un detective privato che viene assoldato per tenere sotto controllo una persona, ma a poco a poco i due ruoli si scambiano e colui che doveva spiare diventa colui che viene spiato. “La stanza chiusa” racconta di uno scrittore che abbandona la vita pubblica e cerca di distruggere le copie della sua ultima opera.

Non conoscevo questo autore. Non avevo mai sentito parlare di Paul Auster fino alla recente pubblicazione di “4 3 2 1”, sempre da parte di Einaudi – libro che, tra l’altro, voglio leggere. Facendo qualche ricerca di rito ho scovato questa raccolta di questi tre racconti e ne sono rimasta immediatamente affascinata. Se qualcuno di voi ha letto la trilogia si faccia avanti!

TITOLO: Trilogia Splintered – #1 Il Mio Splendido Migliore Amico, #2 Tra le Braccia di Morfeo, #3 Il Segreto della Regina Rossa 

AUTORE: A. G. Howard

GENERE: Fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 aprile 2018 (Prima pubblicazione italiana 2016)

EDITORE: Newton Compton Editori (SuperInsuperabili)

PAGINE: 890

PREZZO: 8,41 € / 0,99 € (eBook)


SINOSSI

Alyssa Gardner ha scoperto di avere un dono speciale: riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Tutte le donne della sua famiglia hanno avuto la stessa sorte, fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo celebre libro. E lei sta per compiere una scoperta che le cambierà completamente la vita: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, non è una finzione ma un’incredibile verità. È un luogo molto più oscuro di come l’abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove straordinarie. Tra insidie, pericoli e creature spaventose (dal Bianconiglio alla malvagia Regina Rossa) avrà al suo fianco Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata e l’ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida in quelle ignote lande incantate.

La pubblicazione di questa trilogia risale ormai a qualche anno fa, quindi perché io mi sveglio solo ora? Ammetto che in questo caso mi sono lasciata frenare dalle apparenze. Ho dato un occhio alla cover del primo volume che, diciamolo, non è per nulla accattivante, uno sguardo veloce al titolo – “Il Mio Splendido Migliore Amico” –, che non lasciava presagire nulla di buono, e fine, non mi sono neanche degnata di leggerne la trama. Non mi piace giudicare un libro dalla copertina, né in positivo né in negativo, però non posso negare che anche l’occhio voglia la sua parte!
Questo mese, la Newton ha ripubblicato l’intera trilogia in un’unica edizione e, quando il mio sguardo è caduto sugli altri due titoli della saga, ne sono rimasta incuriosita. Dopo aver letto la trama e aver scoperto che si trattava di un retelling di “Alice nel Paese delle Meraviglie” e, dopo essermi imbattuta in un gran numero di recensioni entusiaste, ho deciso di dare a questa saga almeno una possibilità.

TITOLO: Trilogia de I Guardini della Notte – #1 I Guardiani della Notte, #2 I Guardiani del Giorno, #3 I Guardiani del Crepuscolo 

AUTORE: Sergej Luk’janenko

GENERE: Urban fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 maggio 2010

EDITORE: Mondadori (Chrysalide)

PAGINE: 1230

PREZZO: 18,70 € 


SINOSSI

La notte di Mosca è cupa e pericolosa, non solo per i criminali che si aggirano in cerca di vittime. Vampiri, stregoni, animali magici e altre creature misteriose si mescolano agli esseri umani. Solo Anton e gli altri guardiani possono riconoscerli: il loro compito è quello di far rispettare la tregua tra Bene e Male, che impegna le forze della Luce e quelle delle Tenebre a vegliare l’una sull’altra, perché nessuna prevalga. Ma qualcosa nella pace millenaria che divide il popolo notturno da quello del giorno sta cambiando e il destino dell’umanità è legato a quello di un ragazzo che non sa di possedere un enorme potere. Un ragazzo che sia le forze della Luce che quelle delle Tenebre vogliono arruolare nella propria fazione. Comincia così una lotta sfrenata per la sopravvivenza dell’umanità, tra cellulari costosi e corvi parlanti, mafia russa e minacce apocalittiche, vodka e sortilegi.

Prima di aggiungere questa trilogia alla mia lista ci ho dovuto pensare un po’ –leggendo la trama capirete il perché. Da una parte mi ispira azione, complotti e misteri millenari da risolvere… Verso la fine però emerge tanto tanto trash: “Comincia così una lotta sfrenata per la sopravvivenza dell’umanità, tra cellulari costosi e corvi parlanti, mafia russa e minacce apocalittiche, vodka e sortilegi.”
Purtroppo è una di quelle saghe un po’ controverse, amata da molti e odiata da tanti. Ergo, non posso fare affidamento al 100% sulle recensioni, perciò ho deciso di seguire il mio istinto iniziale che mi suggeriva di dare una possibilità a questa saga. Dopotutto, un po’ di trash è sempre ben accetto.

TITOLO: Runemal, Il Grande Libro delle Rune – Origine, Storia, Interpretazione

AUTORE: Giovanna Bellini, Umberto Carmignani

GENERE: Esoterismo, Divinazione

DATA DI PUBBLICAZIONE: 21 maggio 2009

EDITORE: L’Età dell’Acquario (Uomini storia e misteri)

PAGINE: 457

PREZZO: 29,32 € 


SINOSSI

Le Rune sono la sacra lingua degli dei e degli eroi del Nord, sono le lettere di un antico e misterioso alfabeto che ha nel mito di Odino la propria origine. Esse rappresentano le diverse tappe e i diversi aspetti dell’esistenza, l’avvicendarsi delle stagioni, le semine e i raccolti, le prove che ogni essere umano è chiamato ad affrontare, le ambite ricompense e le inevitabili perdite nel continuo confronto con il Destino. Attraverso di esse possiamo chiedere aiuto alla natura e ricevere l’energia necessaria per compiere il nostro cammino nella gioia e nella luce, vincendo i demoni della paura e della rabbia, della rinuncia e della disperazione. Ma le Rune sono anche portatrici di una conoscenza più profonda, l’Arte Oracolare, cioè la capacità di interpretare il senso degli eventi passati, presenti e futuri, che oggi, attraverso le scoperte della psicologia junghiana e della fisica quantistica e grazie alle nuove teorie sistemiche sulla psiche e sull’inconscio, sullo spazio-tempo, sulla sincronicità e sui campi morfogenetici, possiamo leggere in una luce completamente nuova.

Con questo libro, Umberto Carmignani e Giovanna Bellini invitano il lettore a compiere un’esperienza di crescita interiore, seguendo passo dopo passo la strada indicata dalle Rune.

Questo è un libro un po’ particolare, un manuale per apprendere  l’antica arte runica. Chi mi conosce lo sa bene: sono un’appassionata di cultura celtica, in particolare quella scozzese. Un annetto fa, ho persino iniziato a studiare – da autodidatta – il gaelico. È una lingua estremamente difficile, e non vi nascondo che di progressi ne ho fatti veramente pochi. La scorsa estate ho visitato la Scozia – non potete immaginare la mia emozione! – e durante un tour privato nella zona che va da Inverness a Loch Ness, ho avuto modo di approfondire e migliorare alcune pronunce grazie alla mia guida. Per chi non lo sapesse, il gaelico viene ancora insegnato nelle scuole scozzesi. Su ogni indicazione stradale, insegna o locandina, la traduzione gaelica accompagna sempre la lingua inglese. Cosa darei per potermi trasferire lì!

Scusate il mio sproloquio, ma quando si parla di Scozia mi lascio sempre trascinare dall’entusiasmo.

Comunque, dopo attente ricerche ho scelto questo libro per cimentarmi con le rune celtiche. Il costo è un po’ elevato, e per questo motivo è finito dritto dritto nella lista che distribuisco sotto le feste e da cui i miei cari possono attingere per i miei regali.

TITOLO: La Canzone di Achille

AUTORE: Madeline Miller

GENERE: Narrativa mitologica

DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 aprile 2013

EDITORE: Sonzogno (Romanzi)

PAGINE: 382

PREZZO: 16,15 € / 12,99 € (eBook)


SINOSSI

Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, amici prima e poi amanti e infine anche compagni d’arme – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna.

Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, a cui la dottrina non ha limitato o spento la fantasia creatrice, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i Greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Credo non ci sia nemmeno bisogno di spiegarvi per quale motivo vorrei leggere questo libro, dico bene? A parte la trama, che già parla da sé, e tralasciando per un momento il mio entusiasmo per la componente storica, ho avuto modo di leggere decine e decine di recensioni senza trovarne neanche una lontanamente negativa. Mi pare di aver capito abbastanza chiaramente che con la Miller si va sul sicuro!

TITOLO: Il Quaderno dei Nomi Perduti

AUTORE: Sofia Lundberg

GENERE: Narrativa contemporanea

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2018

EDITORE: DeA Planeta Libri

PAGINE: 377

PREZZO: 14,45 € / 7,99 € (eBook)


SINOSSI

Di cosa è fatta davvero una vita? Cosa vale la pena salvare dalla sabbia impalpabile dei giorni, degli anni? Se lo chiede, sola nel suo appartamento a Stoccolma, l’anziana Doris. La risposta è racchiusa in un quaderno molto speciale. Quello che il padre le regalò per il suo decimo compleanno, e che lei vuole lasciare all’inquieta nipote Jenny. Alle sue pagine ingiallite Doris ha consegnato tutti i nomi della sua lunga e tumultuosa esistenza: Stoccolma, Parigi, New York. Madame Serafin, Gösta il pittore, l’ingenua sorella Agnes. E Allan. Parenti, nemici, amanti; ognuno occupa un posto cruciale nel romanzo della sua vita, ognuno ha una storia e tocca a Doris, adesso, raccoglierle. Per riannodare le fila di un destino che, malgrado tutto, prepara gli ultimi colpi di scena. E ritrovare il senso di un viaggio che forse si chiama amore.

Il romanzo di Sofia Lundberg è al primo posto dei libri che comprerò quando sentirò il bisogno di sfogare tutte le mie lacrime. Io affronto le mie letture a periodi: posso trascorrere mesi e mesi a leggere solo libri fantasy, o solo distopie o solo gialli e thriller. Ora, per esempio, sono nel mio personale periodo rosa, perciò direi che, per “Il Quaderno dei Nomi Perduti”, le possibilità di finire tra i miei prossimi acquisti siano aumentate drasticamente.

TITOLO: La Ragazza che Amava Picasso

AUTORE: Camille Aubray

GENERE: Narrativa contemporanea

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2018

EDITORE: Piemme

PAGINE: 450

PREZZO: 16,57 € / 9,99 € (eBook)


SINOSSI

1936. È un anno speciale per Pablo Picasso. In fuga dai troppi amori e dalla troppa intensità di Parigi, cerca rifugio in Costa Azzurra, a Juan-Les-Pins, dove il cielo è incredibilmente blu e il mare pieno di sfumature smeraldo. Qui si stabilisce per un po’, in incognito, riprendendo finalmente a dipingere dopo una lunga pausa. E proprio in questo periodo, per la prima volta, una ragazza con i capelli neri fa capolino nei suoi quadri. Nessuno ha mai saputo chi fosse. Come nessuno ha mai indovinato cosa successe davvero a Picasso in quella breve e misteriosa parentesi della sua vita. Ondine, folti capelli neri e la freschezza dei suoi diciassette anni, lavora nel Café Paradis, piccolo ristorantino gestito da sua madre, e la sua vita a Juan-Les-Pins è stata scossa finora da un solo terremoto: il primo amore. Quando un misterioso sconosciuto che viene da Parigi prende in affitto una delle ville della città, è lei la prescelta per portargli il pranzo a domicilio. E così che Ondine incontrerà il grande genio dell’arte, e grazie ai quadri, come al comune amore per la cucina, tra i due nascerà una particolarissima amicizia, che cambierà Ondine per sempre. Un’amicizia i cui effetti dureranno nel tempo, tanto che, due generazioni dopo, la sua nipote Céline, make-up artist a Los Angeles, deciderà di intraprendere un viaggio proprio nei luoghi dell’incontro tra la sua nonna Ondine e Picasso, alla scoperta del passato della sua famiglia, e di se stessa.

Considero “La Ragazza che Amava Picasso” la punta di diamante della mia wishlist. Io vengo da anni e anni di studi artistici – 8, per la precisione. Capirete perciò quanto il mio amore per l’arte possa essere sconfinato! Quando si tratta di “romanzi artistici”, chiamiamoli così, non sono mai molto fortunata. Tra quelli che ho letto ci sono, ad esempio, “La Ragazza con l’Orecchino di Perla” – che penso tutti conosciate – e “La Felicità delle Piccole Cose” che si focalizza invece sull’arte impressionista – la mia corrente preferita – , nello specifico quella di Monet. Purtroppo, nessuno di questi mi ha entusiasmato quanto avrei desiderato. Spero di trovare finalmente quella meraviglia artistica che ricerco ne “La Ragazza che Amava Picasso”.

Siamo giunti alla fine di questa lista infinita . Finalmente!, direte voi – e pure il mio portafoglio.

Ora vi lascerò con una seconda lista un po’ particolare – anch’essa parecchio lunga ma per lo meno non mina alle mie finanze, non ancora almeno –, ovvero quella in cui inserisco tutti quei libri in lingua inglese di cui attendo con ansia la traduzione italiana così da poterli finalmente leggere!  So cosa starete pensando: “ma perché non te li leggi in lingua originale invece di rompere le scatole a noi?”

La verità è che preferisco evitare di leggere i libri in inglese. Lo faccio solo con i classici –  proprio perché considero tali opere veri e propri libri di testo e mi piace poter cogliere ogni singola sfumatura di un autore e di studiarne, letteralmente, lo stile  – ma anche in quel caso solo dopo aver già letto il libro in italiano. Quando leggo un libro in lingua non riesco ad immergermi totalmente nella lettura: devo restare concentrata per non perdermi nessun concetto e capita spesso di non capire una parola in particolare e di doverla andare a cercare sul dizionario.  In quel caso la lettura, per me, diventa davvero stressante.

Perciò preferisco tenere d’occhio tutti quei libri che spero prima o poi vengano tradotti, raggruppandoli tutti in una lista apposita che, su Goodreads, ho rinominato in modo inequivocabile “waiting for translation” – se vi interessa, potete trovarla a questo LINK.

Ed ora diamo il via alle danze! – ogni sinossi è stata liberamente tradotta dalla sottoscritta, perciò perdonate eventuali inesattezze.

TITOLO: Everless (Everless, #1)

AUTORE: Sarah Holland

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 gennaio 2018

EDITORE: HarperTeen

PAGINE: 362

PREZZO: 12,56 € / 2,99 € (eBook)


SINOSSI

Nel regno di Sempera, il tempo è una valuta forgiata grazie all’estrazione di ferro sanguigno, e consumato per aggiungere tempo alla durata della propria vita. La ricca aristocrazia, come i Gerlings, tassano i poveri più che possono in modo da estendere la propria vita per secoli.

Nessuno si risente del comportamento dei Gerlings più di Jules Ember. Un decennio fa, lei e suo padre erano servi a Everless, la suntuosa tenuta dei Gerlings, fino a quando un fatale incidente li costrinse a fuggire nel cuore della notte. Quando Jules scopre che suo padre sta morendo, sa che se vuole avere una possibilità di salvarlo deve tornare a Everless, così da guadagnare più tempo per lui prima di perderlo per sempre.

Ma tornare su Everless porterà più pericolo e tentazione di quanto Jules avrebbe mai potuto immaginare. Ben presto si ritroverà in un groviglio di violenti segreti e il suo cuore si ritroverà diviso tra due persone, nessuna delle quali avrebbe mai pensato di rivedere. Le sue decisioni avranno il potere di cambiare il suo destino e persino quello del tempo stesso.

Una storia che per certi aspetti mi ricorda molto “In Time”, il film con Justin Timberlake – tenete a freno gli ormoni! – e Amanda Seyfried. Spero con tutto il cuore che qualche santa casa editrice si prenda la briga di tradurre questo libro che non vedo l’ora di leggere. E, nell’eventualità che le mie preghiere vengano ascoltate, speriamo venga mantenuta la cover originale che, diciamolo, è un vero gioiello!

TITOLO: Lifel1k3 (Lifel1k3, #1)

AUTORE: Jay Kristoff

GENERE: Fantascienza

DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 maggio 2018

EDITORE: Alfred a Knopf Inc

PAGINE: 416

PREZZO: 16,03 € / 6,49 € (eBook)


SINOSSI

Eve non è in cerca di segreti – è troppo occupata a guardarsi le spalle. Ha trascorso gli ultimi sei mesi a costruire un gladiatore robot che ora è stato ridotto ad un relitto fumante, e l’unica cosa che ha impedito a suo nonno di salvarsi dalla tomba è stata la manciata di crediti che ha appena perso a causa degli allibratori. Per finire, ha appena scoperto di poter distruggere i dispositivi elettronici con il solo potere della sua mente, e che la Fratellanza puritana sta costruendo una bara delle sue stesse dimensioni. Eve non ricorda di aver mai avuto un giorno peggiore!

Ma quando Eve scopre i resti di un ragazzo androide di nome Ezechiele nel mucchio di scarti che chiama “casa”, il suo intero mondo crolla.
Con l’aiuto della sua migliore amica Lemon Fresg e della sua coscienza robotica, Cricket, Eve ed Ezechiele attraverseranno deserti di vetro irradiato, si infiltreranno in imponenti megalopoli e perlustreranno il cimitero della più grande follia umana per salvare le persone che Eve ama e per svelare gli oscuri segreti del suo passato.

Anche se, quei segreti, sarebbe meglio restassero sepolti.

Sicuramente molti di voi conosceranno già Jay Kristoff, autore della tanto celebre quanto innovativa Illuminae saga. Ammetto di non aver mai letto questa serie o altri libri da lui scritti, ma spero di potermi rifare presto con questo romanzo dalla cui trama sono terribilmente attratta.

TITOLO: The Library of Fates

AUTORE: Aditi Khorana

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 luglio 2017

EDITORE: Razorbill

PAGINE: 314

PREZZO: 13,16 € / 9,49 € (eBook)


SINOSSI

Nessuno è assolutamente certo della ragione che ha portato l’Imperatore Sikander a Shalingar. Fino ad ora, il regno idilliaco è stato immune alle numerose e violente conquiste. Per mantenere la visita in toni amichevoli, la principessa Amrita si è offerta come sua sposa, sacrificando tutto – la famiglia, il proprio amore d’infanzia e la propria libertà – per salvare la sua gente. Ma la sua offerta non è abbastanza.

Accade l’impensabile, e Amrita si ritrova latitante, completamente sola se non fosse per l’oracolo di nome Thala, schiava di Sikander e che è riuscita a fuggire nel bel mezzo del caos di un assedio. Con niente e nessun altro a cui rivolgersi, Amrita e Thala sono costrette a fare affidamento unicamente l’una sull’altra. Amrita si sente responsabile per il proprio regno e cerca un modo per mettere in guardia la propria gente. Thala la incoraggia ad intraprendere una ricerca per trovare la favolosa Biblioteca di Tutte le Cose, dove è possibile invertire i propri destini, per poter tornare a prima che Sikander portasse loro via tutto.

Spogliata di tutto ciò che ama, intrappolata tra il suo passato roseo e un futuro sconosciuto, Amrita sarà in grado di recuperare ciò che è perduto. Oppure, un’altra vita – e un altro amore – la attendono?

Questa storia della Library of All Things mi affascina tantissimo. Inizialmente è stato il titolo ad attirare la mia attenzione – non che sia poi tanto complicato: basta infilarci le parole “biblioteca” o “libro” e il gioco è fatto! Non ho ben capito se si tratta di un romanzo f/f – che parla di omosessualità femminile, per farla breve – ma spero proprio di sì perché mi è bastata la trama per iniziare a shippare Amrita e Thala come se non ci fosse un domani.

TITOLO: Norse Mythology

AUTORE: Neil Gaiman

GENERE: Narrativa mitologica

DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 febbraio 2017

EDITORE: W W Norton & Co Inc

PAGINE: 299

PREZZO: 12,64 € / 7,86 € (eBook)


SINOSSI

Neil Gaiman, a lungo ispirato dalla mitologia antica nella creazione dei regni fantastici nelle sue opere, presenta una superba interpretazione  degli dei nordici e del loro mondo, dalla loro origine fino al Ragnarok. In “Norse Mythology”, Gaiman presenta fedelmente i miti del grande pantheon scandivano: Odino, il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, il figlio di Odino, incredibilmente forte ma non tra gli dei più saggi; e Loki? Figlio di un gigante? Fratello di sangue di Odino, imbroglione ed insuperabile manipolatore.

Gaiman modella queste storie primordiali in un arco romanzesco che inizia con la genesi dei leggendari nove mondi e approfondisce le gesta di divinità, nani e giganti. Attraverso la prosa arguta di Gaiman, questi dei emergono dalle pagine con la loro natura ferocemente competitiva, la loro predisposizione ad essere imbrogliati e ad imbrogliare gli altri, e con la loro tendenza a lasciare che la passione accenda le loro azioni. Gaiman torna a far rivivere quei miti di un tempo remoto.

Da appassionata di tutto ciò che è storico e mitologico non posso proprio perdermi questo gioiellino! Spero davvero che, avendo già pubblicato parecchi altri lavori dell’autore, Mondadori decida di tradurre anche “Norse Mythology”.

TITOLO: Ash Princess

AUTORE: Laura Sebastian

GENERE: Fantasy, YA

DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 aprile 2018

EDITORE: Delacorte Books for Young Readers

PAGINE: 432

PREZZO: 13,26 € / 6,99 € (eBook)


SINOSSI

Theodosia aveva sei anni quando il suo paese venne invaso e sua madre, la Regina del Fuoco, venne assassinata davanti ai suoi occhi. Quel giorno, il Kaiser strappò via a Theodosia la sua famiglia, la sua terra ed il suo nome. Theo fu incoronata “Principessa delle Ceneri” (Ash Princess)  – un titolo di vergogna da dover sopportare ogni giorno nella sua nuova vita da prigioniera.

Per dieci anni, Theo è stata prigioniera nel suo stesso palazzo. Ha sopportato gli implacabili abusi e le derisioni del Kaiser e della sua corte. È impotente, Theo, e riesce a sopravvivere in questo nuovo mondo solo seppellendo nel profondo di sé la ragazza che era stata un tempo.

Poi, una notte, il Kaiser la costringe a compiere l’impensabile. Con il sangue sulle proprie mani e tutte le speranze di reclamare il proprio trono andate in fumo, Theo si rende conto che sopravvivere non è più sufficiente. Ma lei ha un’arma: la sua mente è più affilata di qualsiasi spada. E il potere non viene sempre vinto sul campo di battaglia.

Per dieci anni, la Principessa delle Ceneri ha visto la sua terra venire saccheggiata e il proprio popolo ridotto in schiavitù. Tutto questo finisce qui.

Quando “Ash Princess” mi è passato sotto gli occhi, con questa veste grafica di tutto rispetto, non ho proprio saputo resistere. E poi c’è quel “that all ends here” che suona così badass! La Principessa delle Ceneri ha già conquistato il mio cuore.

TITOLO: A Court of Thorns and Roses (ACOTAR, #1)

AUTORE: Sarah J. Mass

GENERE: Fantasy

DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 maggio 2015

EDITORE: Bloomsbury USA Childrens

PAGINE: 416

PREZZO: 14,65 € / 5,04 € (eBook)


SINOSSI

La sopravvivenza di Feyre si basa sulla sua capacità di cacciare e uccidere: durante i lunghi mesi invernali, la foresta in cui vive è un luogo freddo e desolato. Così, quando vede un cervo nella foresta inseguito da un lupo, non può resistere alla lotta per la carne. Ma per farlo, deve uccidere il predatore e uccidere qualcosa di così prezioso ha un prezzo…

Trascinata in un regno magico per l’omicidio di una creatura fatata, Feyre scopre che il suo rapitore, il volto oscurato da una maschera ingioiellata, in realtà nasconde molto più di quanto i suoi occhi verdi suggerirebbero. Alla corte, Feyre è strettamente sorvegliata, e mentre comincia a capirne il motivo, i suoi sentimenti per il ragazzo si tramutano, da ostilità a passione, e le terre fatate si trasformano in un posto ancora più pericoloso. Feyre deve combattere per rompere un’antica maledizione che minaccia di portarlo via da lei, per sempre.

Ultimo, ma non per importanza, “A Court of Thorns and Roses”. Questa saga ha letteralmente invaso qualsiasi piattaforma social esistente. Su Instagram un post su tre riguarda sicuramente ACOTAR, soprattutto in questo ultimo periodo, considerando che proprio quattro giorni fa è uscito nelle librerie – non quelle italiane, purtroppo – un nuovo racconto dedicato alla saga.

Il nome dell’autrice potrebbe non suonarvi nuovo. Sarah J. Mass è infatti conosciuta per la sua saga de “Il Trono di Ghiaccio”, in Italia edita da Mondadori e super acclamata dai lettori. Mondadori, se mi stai ascoltando, datti da fare e portaci “Norse Mythology” e “A Court of Thorns and Roses” in Italia, grazie!

Se siete arrivati fin qui siete dei veri eroi!

Fatemi sapere se avete già letto qualcuno di questi titoli e se ce n’è qualcuno in particolare che vi interessa.

Dimmi che cioccolato mangi e ti dirò che libro leggere

Buongiorno miei dolci lettori,
e Buona Pasqua!

Per l’occasione ho pensato di mettere al centro dell’attenzione quel dolce e squisito alimento che tutti noi amiamo e che meglio caratterizza questa particolare festa. Di cosa starò mai parlando? Ma del cioccolato, ovviamente!

Avete già scartato le vostre uova?
D’altra parte, si sa, non si è mai troppo vecchi per l’uovo di Pasqua!

Ma qual è il vostro preferito?
Per esempio, io mangio SOLO cioccolato fondente – o “fondentissimo”, come recita l’etichetta del mio uovo.
Insomma, ognuno di noi predilige un certo tipo di cioccolato piuttosto che un altro e, secondo la psicologia, questa scelta cioccolatosa dice molto di noi.

Basandomi su queste teorie psicologiche, mi sono divertita a stilare una lista di cinque libri cioccolatosi da leggere a Pasqua, abbinandoli alle diverse tipologie di uova pasquali.

Per farla breve: DIMMI CHE CIOCCOLATO MANGI E TI DIRÒ CHE LIBRO LEGGERE!

CIOCCOLATO KINDER

Come ben sapete, a parte alcune eccezioni –  il mio fidanzato sta già giocherellando con la sua sorpresal’uovo Kinder è per antonomasia associato ai bambini e ai ragazzi più giovani. Se quello che state masticando con gusto è proprio un uovo Kinder, allora il libro che fa per voi è sicuramente “Il Coniglio di Pasqua e l’Esercito delle Uova” di William Joyce, uno spensierato e divertente racconto ricco di misteri che segue le avventure del Coniglio di Pasqua e del suo esercito di “temibili uova guerriere”.

TITOLO: Il Coniglio di Pasqua e l’Esercito delle Uova

AUTORE: William Joyce

DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 marzo 2013

GENERE: Avventura, Fantasy

EDITORE: Rizzoli (Rizzoli Narrativa)

PAGINE: 244

PREZZO: 9,99 (eBook)


TRAMA

Tutti lo conosciamo come il Coniglio di Pasqua, mite dispensatore di dolciumi. Ma quanti di voi sanno che è anche l’ultimo esemplare della leggendaria lega dei Pooka, i Conigli Guerrieri, è specializzato in arti marziali ed è anche uno straordinario scavatore di tunnel sotterranei? Particolare non trascurabile poiché Pitch, il Re degli Incubi, trama una cruenta vendetta proprio nelle viscere della terra. Per fortuna il Coniglio di Pasqua ha al suo fianco il temerario Nicholas Nord, il mago Ombric Shalazar, la dolce e coraggiosa Katherine e soprattutto un temibile esercito di uova guerriere.

CIOCCOLATO AL LATTE

Nella psicologia del cioccolato, quello al latte simboleggia il ricordo dell’infanzia attraverso il legame con il candido latte materno.
“La Fabbrica di Cioccolato” di Roald Dahl è il libro perfetto per tutti coloro che desiderano tornare bambini, anche solo per poche ore, e per chi, in fondo in fondo, un po’ bambino lo è ancora. Abbandonare per un momento la realtà e riaprire gli occhi sul mondo cioccolatoso di Willy Wonka vi farà, senza dubbio, sentire meglio.

TITOLO: La Fabbrica di Cioccolato

AUTORE: Roald Dahl

DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 marzo 2016 (Nuova edizione)

GENERE: Fantasy

EDITORE: Salani (Istrici Dahl)

PAGINE: 202

PREZZO: 10,20 € / 5,99 € (eBook)


TRAMA

Un bel giorno la fabbrica di cioccolato Wonka dirama un avviso: chi troverà i cinque biglietti d’oro nelle tavolette di cioccolato riceverà una provvista di dolciumi bastante per tutto il resto della sua vita e potrà visitare l’interno della fabbrica, mentre un solo fortunato tra i cinque ne diventerà il padrone. Chi sarà il fortunato?

CIOCCOLATO BIANCO

Proprio come le protagoniste de “Il Sexy Club del Cioccolato”, gli amanti del cioccolato bianco sono persone positive che cercano di trovare sempre un compromesso che gli permetta di estraniarsi dai problemi del mondo reale. E se siete vittime di una delusione d’amore, allora a maggior ragione questo è il libro che fa per voi!

Quando problemi sentimentali chiamano, il cioccolato risponde

Divertente e ironico, il romanzo di Carole Matthews saprà curare tutti i vostri malumori proprio come un buon pezzo di cioccolato.

TITOLO: Il Sexy Club del Cioccolato

AUTORE: Carole Matthews

DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 aprile 2010

GENERE: Narrativa

EDITORE: Newton Compton Editori (Grandi Tascabili Contemporanei)

PAGINE: 342

PREZZO: 3,99  (eBook)


TRAMA

Quando i problemi sentimentali chiamano, il cioccolato risponde. Questo è il segreto di Lucy, Autumn, Nadia e Chantal, un quartetto di amiche londinesi – assillate da uomini di volta in volta goffi, impotenti, viziosi e irascibili – che, come antidoto alle delusioni amorose, si incontrano nella migliore pasticceria della città per mangiare cioccolatini prelibati e trovare le soluzioni alle più disparate questioni di cuore. Nasce così Il sexy club del cioccolato: una società segreta che si riunisce quando una delle sue aderenti invia alle altre un sms con su scritto «emergenza cioccolato» e in cui l’unico uomo ammesso è Clive, splendido pasticcere omosessuale. Forti dell’aiuto reciproco, le amiche vivranno insieme indimenticabili avventure romantiche. Storie in cui si versano lacrime, si soffrono pene d’amore e si mangia cioccolato, finché le ragazze, sms dopo sms, arrivano tutte alla stessa conclusione: gli uomini passano, il cioccolato e l’amicizia restano!

CIOCCOLATO GIANDUIA

Invisibili alla vista, le nocciole gianduia si nascondono sotto strati e strati di delizioso cioccolato, proprio come la verità si nasconde negli occhi dolci ed innocenti di una giovane donna. Se rapimenti e segreti sono il vostro mestiere, allora il mio consiglio è di buttarvi a capofitto nella lettura de “Il Profumo del Cioccolato” di Ewald Arenz. Riuscirete a risolvere il mistero prima di aver divorato tutte le nocciole?

TITOLO: Il Profumo del Cioccolato

AUTORE: Ewald Arenz

DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 ottobre 2016

GENERE: Narrativa straniera

EDITORE: Feltrinelli (I Narratori)

PAGINE: 240

PREZZO: 12,75 € / 9,99 € (eBook)


TRAMA

Vienna, 1881. Dopo dieci anni nell’esercito austro-ungarico, il tenente August Liebeskind sta trascorrendo le vacanze nella sua città natale, deciso a godersi un po’ di libertà prima di iniziare un nuovo lavoro nella fabbrica di cioccolato dello zio. Fin da giovane, infatti, August ha sempre amato passare il tempo nelle cucine della villa di famiglia, dimostrando un talento non comune nell’abbinare ingredienti, soprattutto dolci, e nel riconoscere aromi e profumi. Quando, in un caffè viennese, August vede comparire Elena Palffy, ne rimane subito stregato. La donna, in apparenza fredda e sfuggente, ha un profumo inebriante, che sa di zucchero, di avventura, di paesi lontani e di spezie, con una punta di bruciato. Al collo porta un ciondolo di foggia esotica: un prezioso scarabeo d’oro. Sebbene il giovane tenente venga a sapere che il marito di Elena è scomparso in circostanze oscure e che lei è sospettata di averlo ucciso, decide di provare lo stesso a conquistarla. E di inventare per lei dei cioccolatini che rendano onore al suo fascino inafferrabile. Elena e August diventano inseparabili, finché, così come all’improvviso era entrata nella sua vita, altrettanto bruscamente la donna scompare, lasciando dietro di sé solo il suo scarabeo d’oro…

CIOCCOLATO FONDENTE

Lo sappiamo tutti, il cioccolato fondente è per antonomasia simbolo di passione, grazie ai suoi particolari poteri afrodisiaci. Se cercate un libro romantico e sensuale, quale miglior lettura potrei consigliarvi se non l’intramontabile “Chocolat” di Joanne Harris?

TITOLO: Chocolat

AUTORE: Joanne Harris

DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 maggio 2012

GENERE: Romance

EDITORE: Garzanti (Super Elefanti Bestseller)

PAGINE: 338

PREZZO: 8,41 € / 7,99 € (eBook)


TRAMA

A Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, la vita scorre placida. Un po’ troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso – una tradizione pagana avversata dalla chiesa – quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata “La Celeste Praline”, che ben presto diviene – agli occhi del curato – un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l’adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l’eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

Cinque libri che vorrei dimenticare di aver letto

Buongiorno miei amatissimi lettori!

Questa è una di quelle giornate in cui sarebbe meglio che nessuno mi rivolgesse nemmeno uno sguardo perché sarei in grado di pietrificarlo all’istante come neanche il basilisco nei suoi giorni di gloria. Perciò, ho deciso di approfittarne e dare libero sfogo alla mia lingua biforcuta. Vi parlerò di quei libri che, secondo il mio modesto parere, sarebbero buoni solo per alimentare il fuoco nel caminetto. Se non li ho già dati in pasto alle fiamme e sacrificati al Signore della Luce è solo per il rispetto che nutro verso quei poveri alberi che nella vita devono aver fatto qualcosa di davvero brutto per meritare un destino tanto crudele come quello di essere abbattuti per ospitare tali scempiaggini.

5. IL MARCHIO DEL DIAVOLO

SINOSSI

Roma, 1139. Inquieto, un uomo alza gli occhi alla volta celeste. Seguendo le indicazioni dei suoi predecessori, è arrivato nella Città Eterna per assistere all’eclissi che mostrerà un allineamento astrale unico. All’ora stabilita, la luna a poco a poco si dissolve nell’oscurità, rivelando 112 stelle. È il segno che l’uomo aspettava: ancora 112 papi, poi, sulle rovine della Chiesa, sorgerà un nuovo mondo.

Roma, 2000. Incredula, una giovane archeologa fissa il cielo. Poche ore prima, il Vaticano le ha ordinato d’interrompere gli scavi nelle catacombe di San Callisto, mettendo così fine alla sua carriera  accademica. E adesso lei giace sull’asfalto, in una pozza di sangue. Tuttavia, nell’istante in cui l’aggressore le ha conficcato il pugnale nel petto, Elisabetta ha notato un dettaglio agghiacciante. Un dettaglio impossibile da dimenticare.

Roma, oggi. Sconcertata, una suora studia i simboli astrologici tracciati sul muro. Ma quello non è il solo enigma custodito dall’antico colombario di San Callisto. Intorno a lei, infatti, ci sono decine di scheletri caratterizzati da un’anomalia inquietante: la stessa anomalia del sicario che, anni prima, aveva cercato di ucciderla. Decisa a far luce sul mistero, suor Elisabetta entra in possesso di un rarissimo esemplare del Dottor Faust di Marlowe e intuisce che quei versi sono il codice per svelare il cerchio diabolico che lega passato, presente e futuro. Perché il papa è morto, il conclave è alle porte e la profezia sta per compiersi…

Ho conosciuto il signor Cooper diverso tempo addietro grazie alla sua trilogia de “La Biblioteca dei Morti”, saga che ho profondamente amato e che me lo aveva fatto subito apprezzare e stimare come autore, tanto da voler acquistare e leggere altri dei suoi romanzi. Purtroppo, nessuno dei libri che ho letto successivamente si è rivelato all’altezza de “La Biblioteca dei Morti” e “Il Marchio del Diavolo” ne è la prova più evidente. È stata una lettura all’insegna del nonsense totale. A volte l’ho trovato persino volgare e, udite udite, disgustoso. Sì, perché i “cattivi” di questa storia, i cosiddetti Lemuri, hanno repellenti code “guizzanti”, caratteristica genetica che, tra le altre cose, Cooper riconduce al piacere sessuale in maniera terribilmente rivoltante.
Inoltre, non ho nemmeno capito il fenomeno genetico da cui deriva tale caratteristica. Ormai ho capito che Cooper e la scienza viaggiano su binari diametralmente opposti. Ne avevo già avuto il sospetto con “Il Calice della Vita”, dove cerca di dare spiegazioni scientifiche assolutamente incomprensibili sull’origine del Santo Graal. Insomma, per quanto riguarda il binomio storia-scienza mi vedo costretta ad anteporre Dan Brown a Cooper, che con “Angeli e Demoni” viaggia proprio ad altri livelli. E poi c’è la questione del Vaticano alle prese con l’elezione di un nuovo Papa e che cerca in tutti i modi di sotterrare i proprio segreti segretissimi appena venuti a galla. Non vi ricorda nulla?

Insomma, non mi è piaciuto per niente.
Cooper è un maestro nell’intessere trame complesse su più livelli e ad intrecciarle la dove non ti aspetteresti mai, e, da questo punto di vista, anche in “Il Marchio del Diavolo” non mi ha deluso. La mano capace dell’autore è evidente. Ma la storia è di una piattezza ed assurdità tale da renderla quasi illeggibile.

Forse posso un po’ salvare la parte ambientata nel passato, in particolare parlo di quella ambientata nella Roma di Nerone e che racconta del più famoso incendio della storia. Da amante della letteratura inglese e di William Shakespeare avrei pensato anche di apprezzare l’ambientazione in età elisabettiana, ma purtroppo ho trovato un mare di assurdità ed eventi surreali anche lì. Per quanto riguarda il presente, il mio animo storico ha almeno apprezzato la parte più archeologica, come le descrizioni delle catacombe di San Callisto. Per il resto posso solo dire noia, noia e noia.
Ho terminato il romanzo solo perché odio lasciare le cose a metà e, in fondo, c’è sempre la speranza di un colpo di scena finale che faccia ribaltare il mio pensiero. Cosa che, come si evince, non è accaduta. Anzi, tutto molto scontato e prevedibile. Classica storiella sul Bene e il Male in cui è già chiaro dalle prime battute che il primo trionferà sul secondo.

Inoltre, non ho affatto apprezzato il modo in cui le due fazioni sono state rappresentate agli estremi opposti senza alcuna sfumatura contemplata.

In conclusione, se volete avvicinarvi al mondo di Cooper NON fatelo con questo romanzo, ma puntate sulla trilogia de “La Biblioteca dei Morti” che, al contrario, vi straconsiglio.

4. FALLEN (SAGA)

SINOSSI FALLEN (#1)

Basta un istante per sconvolgere un’esistenza. A cambiare quella di Lucinda, diciassette anni, è stato l’incidente in cui è morto un suo caro amico. E lei ha visto addensarsi di nuovo le ombre scure che la perseguitano da quando è bambina. Guardata con sospetto dalla polizia e da chi la ritiene responsabile della morte dell’amico, Luce – così la chiamano tutti – è costretta a entrare in un istituto correzionale. Nessun contatto con il mondo esterno, telecamere di sorveglianza, ragazzi e ragazze dal passato oscuro e disturbato sono tutto ciò che trova alla scuola Sword & Cross.
E poi appare Daniel, e Luce d’un tratto non sa più cosa è vero e cosa non lo è: il cuore le dice di averlo già incontrato, ma nella sua mente si accendono solo rari lampi di ricordi troppo brevi per essere veri. Soltanto quando rischia di perderla, Daniel decide di uscire allo scoperto: i loro cuori si conoscono da sempre, da tutte le vite che Luce non ricorda ancora di aver vissuto.

Quanto tempo buttato via!
A me non son mai piaciuti gli Urban Fantasy, perciò me ne son sempre tenuta alla larga. E allora come sono arrivata a commettere questo fattaccio? Un giorno succede che sto navigando su Facebook e mi imbatto per puro caso nel trailer di un certo film che sarebbe uscito a breve nelle sale italiane. Riuscite a indovinare di quale film sto parlando? Ma di “Fallen”, naturalmente. Chi ha montato questo trailer è sicuramente il più grande maestro dell’inganno perché è riuscito a farmi credere di trovarmi davanti ad una bella storia, tanto da farmi correre in libreria a compare l’intera saga. Giuro che lo denuncio alla polizia della letteratura!

“Fallen” è proprio ciò che una saga NON dovrebbe essere, un miscuglio di eventi senza capo ne coda che l’autrice narra giusto per il gusto di farlo. Innanzitutto, io non ero a conoscenza di questa smodata passione delle più giovani per le creature angeliche. Anzi, se devo essere onesta, non conoscevo affatto questo filone del fantasy. Come vi ho detto, non amo l’Urban perciò, non interessandomi al genere, non mi era mai capitato di imbattermi in questa particolare sottocategoria che vede gli angeli caduti come amatissimi protagonisti letterari. Potremmo dire che inizialmente ero anche un po’ incuriosita, ma tutto il mio interesse è svanito in poco tempo.

La storia non parte neanche male. È carina tutta questa idea della maledizione che vede protagonisti Daniel e Luce – e che era la componente del trailer che mi aveva attratta all’inizio – : per farvela breve, Daniel è condannato ad innamorarsi di Luce e ad assistere alla sua inevitabile morte prematura, un circolo vizioso che si ripete ogni diciassette anni. Il motivo che sta dietro alle continue morti di Luce non mi è affatto chiaro. Da qui emerge il problema maggiore di Lauren Kate, ovvero la sua scarsa capacità di descrivere qualsiasi cosa. Non scrive male. Ha uno stile molto sobrio e semplice. La lettura, per quanta ricca di eventi senza senso, procede in modo molto scorrevole. Il suo più grande problema è proprio quello che ha con le descrizioni. Non sono riuscita a figurarmi nella mente nemmeno un’ambientazione o una scena d’azione. Era sempre tutto molto approssimativo e terribilmente confuso. Penso che, nonostante abbia delle buone basi su cui lavorare, sia ancora una scrittrice piuttosto acerba.

Tornando a quello che stavo dicendo, la storia inizia bene, con la giusta dose di mistero che aleggia intorno a Luce stessa e al suo passato, all’istituto Sword & Cross e, soprattutto, ai suoi strani compagni. Ho anche apprezzato quello che ho notato essere uno dei punti più criticati dai lettori, ovvero la parte centrale del primo volume che si concentra più sull’introspezione e sulla costruzione dei rapporti tra i vari personaggi. Ebbene, molte recensioni che ho letto indicavano queste pagine centrali come noiose e piatte, quando invece sono quelle che maggiormente dimostrano l’impegno della Kate nel costruire dei personaggi quantomeno decenti e con un briciolo di caratterizzazione. Man mano che la storia va avanti, però, inizio a storcere il naso. In primis, perché Luce accetta senza neanche battere ciglio il fatto che praticamente tutti i suoi compagni, e amici, siano degli angeli caduti dal paradiso – cose che si vedono tutti i giorni –, e poi perché iniziano a succedere le cose più assurde – e mi fermo qua per non fare spoiler a chi non ha letto la saga.

Con il secondo libro poi il mio entusiasmo è precipitato del tutto. Una noia pazzesca! Quattrocento e più pagine in cui non succede assolutamente niente! Un po’ si riprende con il terzo volume che tra i quattro è sicuramente quello che ho apprezzato di più, complici i viaggi nel tempo che io amo tanto. Basta mettermi un viaggetto indietro nel passato per farmi felice. Il quarto è stato un concentrato di assurdità e situazioni paradossali che ancora non riesco a comprendere. Nonostante tutti i difetti e il livello terribilmente basso di “Torment”, avrei quasi potuto salvare l’intera saga se la Kate mi avesse scritto una conclusione degna di questo nome, ma così purtroppo non è stato. Centinaia di pagine a leggere di fatti ed eventi che alla fine non trovano nessuna spiegazione logica. E poi ve l’ho detto, la capacità descrittiva della Kate non aiuta per niente. Dopo circa un anno dalla lettura di “Rapture” sono ancora qui a cercare di strappare la mia mente dalla confusione assoluta in cui versa e cercare di capire che cosa sia successo nell’ultima metà del libro.

Alla fine, posso dire di essermi sentita alquanto presa in giro per aver speso settimane della mia vita dietro ad una storia che si è rivelata parlare del nulla più totale. Una saga dovrebbe essere un cerchio che si chiude, mentre “Fallen”, “Torment”,”Passion” e “Rapture” sono quattro linee parallele che viaggiano su binari individuali che non si incontreranno mai.

Un consiglio: se potete, state alla larga da questa saga!

3. CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO

SINOSSI

Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili… Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.

Qui ce ne sarebbero di cose da dire, ma non voglio star qua a ripetere cose già dette e ridette. Insomma, lo sappiamo tutti quali sono i difetti di questo “libro”, dalla trama inesistente alla grammatica sperimentale della James. Vorrei poter dire di non averlo mai letto, ma purtroppo non è così – anche se l’ho letto saltando pagine su pagine quindi mi sento la coscienza un po’ più pulita.

Volevo capire perché metà popolazione mondiale fosse come impazzita per Mr. Grey mentre l’altra metà criticasse l’opera in modo così spietato. Quindi, più per curiosità che per altro, mi sono addentrata nella lettura. È stato sufficiente leggere la prima frase per entrare in profonda empatia con la seconda categoria di pubblico. In realtà tutta questa storia non mi tocca più di tanto, ognuno è libero di scrivere un po’ ciò che vuole. Più che verso la James, i miei dubbi sono rivolti alle case editrici che l’hanno pubblicata e, soprattutto, alle lettrici di tutto il mondo che la osannano. Dopo una decina di pagine io già mi immaginavo interi cortei di femministe ribellarsi nelle tombe! Datemi una motivazione logica per amare un uomo violento, possessivo e ossessivo come Christian Grey. E poi ditemi: dove sta la trama? L’unica cosa vagamente interessante era la psicologia di un personaggio come Christian ma che, per ovvi motivi – ovvero gravi carenze in fatto di tecniche narrative –, la James non è stata in grado di gestire ed approfondire.

Non giudico la passione delle lettrici per la componente erotica, anche se immagino ci siano migliaia di libri sull’argomento scritti in maniera migliore. Ciò che davvero non capisco è chi parla di “Cinquanta Sfumature” come della storia d’amore più bella del mondo. Si vede che non avete letto molti romanzi rosa nella vostra vita, ragazze mie. E poi spiegatemi come fate a leggere una storia scritta in questo modo! No, dico davvero, spiegatemelo. I miei occhi hanno lacrimato dall’inizio alla fine. Ho letto FanFiction migliori scritte da quindicenni. Ma, come dicevo, non è tanto un problema della James ma di chi l’ha pubblicata.

Io sono dell’idea che chiunque possa scrivere, anche chi non ne è tecnicamente capace. Se una persona sente il bisogno di mettere certi pensieri nero su bianco ben venga. Ma se quei pensieri, buttati giù senza neanche conoscere le regole basilari della grammatica, diventano libri fatti e finiti in bella mostra sugli scaffali delle librerie, allora non ci sto.

Ma d’altronde, oggi giorno ciò che conta non è tanto la qualità ma piuttosto la quantità. Ecco perché negli ultimi anni ho smesso di dare fiducia ai grandi editori che una volta mi ispiravano, ed ho cominciato a dare spazio anche a case editrici poco conosciute che ancora tentano di portare alto il nome della letteratura, ed anche ad autori che hanno preferito ricorrere al self-publishing e che valgono mille volte di più rispetto ad autori come la James.

E chiudo qui la mia critica all’editoria moderna e ai romanzetti erotici da quattro soldi perché altrimenti questo articolo rischia di trasformarsi nella “Divina Commedia”.

2. CALENDAR GIRL

SINOSSI

Avevo bisogno di soldi, tanti soldi. In ballo c’era la vita di mio padre. Io però non avevo un centesimo, per arrivare a fine mese facevo la cameriera. Non avevo un amore e, diciamolo, all’amore, quello con la a maiuscola, non ci credevo neanche più tanto. Le mie storie fino ad allora erano state solo fonti di guai e delusioni. Mi hanno offerto un lavoro. Recitare il ruolo della fidanzata di uomini di successo. In pratica per un mese dovevo fingere di essere la loro compagna davanti agli occhi di tutti e in cambio ognuno di loro sarebbe stato disposto a pagarmi centomila dollari. 12 mesi, 12 città, 12 uomini ricchi, famosi, inarrivabili, 12 ambienti esclusivi, 12 guardaroba diversi. Più di un milione di dollari. Il sesso, chiariamoci, non faceva parte degli accordi. Quello dipendeva e dipende sempre solo da me. L’amore neanche quello faceva parte del piano. Ma intanto quello non dipende da nessuno… Gennaio, Los Angeles, uno sceneggiatore con un corpo sexy quanto la sua mente. Febbraio, Seattle, un artista francese in cerca della sua musa. Marzo, Chicago, un ex pugile imprenditore dal cuore spaventato. Tutti uomini da sogno. Che poi sono persone. Intriganti, fragili, che hanno paure, segreti e verità nascoste. Loro hanno scelto me. Per un mese sono entrati nella mia vita. Tutti mi hanno lasciato qualcosa. E uno mi sta chiedendo di cambiare le regole del gioco… ma l’amore, tutti lo sanno, di regole non ne ha… Trust the journey. 

Questo è un altro libro che ho deciso di prendere in mano in seguito all’entusiasmo generale delle ragazze di tutto il mondo. Se possibile, l’ho trovato persino peggiore di “Cinquanta Sfumature di Grigio”.

Questo libro è tutto un grandissimo, gigantesco cliché, scritto in una lingua non meglio identificata e di una banalità e una noia pazzesca. Odio mollare i libri a metà, perciò mi sono sforzata di arrivare fino in fondo ed è stata davvero una delle cose più faticose che io abbia mai fatto nella vita. Per lo meno, in “Cinquanta Sfumature” c’era questo mistero che avvolgeva la figura della madre naturale di Christian che un po’ incuriosiva, ma qui proprio non c’è nulla per cui valga la pena girare un’altra pagina!

Considero “Calendar Girl” uno dei libri più banali e scontati che io abbia mai letto. Dopo averlo finito, ho pure scoperto di aver letto ben TRE volumi della saga in uno. Si perché è di una saga che stiamo parlando, una saga composta da ben DODICI libri, dodici libri in cui si parla del nulla cosmico.

In breve, la storia è quella di Mia, una ragazza che, per saldare il debito di un milione di dollari del padre – che, se non ricordo male, aveva contratto con un ex fidanzato di Mia – decide di prostituirsi. Perciò contatta la zia, che guarda caso è il super capo di un’agenzia di escort di lusso, e in quattro e quattr’otto eccola pronta a raggiungere il suo primo ricchissimo cliente. Dodici mesi di lavoro, dodici clienti e una prospettiva di guadagno di centomila dollari a cliente. Ecco perché i volumi sono dodici, uno per ogni mese e cliente. Io sono stata così fortunata da beccarmi il super volume che racchiudeva insieme “Gennaio”, “Febbraio” e “Marzo”.

La storia è di una banalità esasperante e sprizza nonsense da tutte le pagine. Solo dalla trama si evince quanto tutta questa roba sia trash. Il padre che è in coma perché l’ex fidanzato della figlia con cui aveva contratto un super debito e i suoi scagnozzi l’hanno pestato fino a ridurlo in fin di vita. La zia maitresse che, senza battere ciglio, fa prostituire la nipote. Boh. Qualcuno mi spieghi come mi è venuto in mente di prendere in mano questo libro. 

E poi questi clienti tutti bellissimi, ricchissimi e giovanissimi che a me sembrano più surreali che altro, delle versioni ancora più patetiche di Mr. Grey. Senza considerare il fatto che, già dai primi capitoli, capisci come andrà a finire tutta la faccenda.

Insomma, un altro romanzetto erotico alquanto mediocre da cui vi consiglio di stare alla larga. E con questo genere di libri abbiamo terminato, perché oltre a “Calendar Girl” e “Cinquanta Sfumature di Grigio” non ho mai letto altro e, considerando queste esperienze traumatiche, mai lo farò.

1. HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL’EREDE

SINOSSI

È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.

Eccoci arrivati al primo posto della mia classifica dei libri da ardere. Qui non so neanche da dove cominciare… Io voglio credere che la Rowling sia stata costretta sotto minaccia a mettere la firma su questo lavoro.

Se come me pensavate di reimmergervi nel magico mondo di Harry Potter, sappiate che avete preso il più grande abbaglio della vostra vita. Tra queste pagine non c’è NULLA che renda giustizia al capolavoro creato da J. K.
Una trovata commerciale per prendere in giro milioni di lettori che con Harry ci sono cresciuti, ecco cos’è “La Maledizione dell’Erede”. 

Per farvela breve, protagonista di questa storia è il figlio di Harry Potter, Albus Severus. Un giorno, per puro caso, il ragazzo sente una conversazione tra il proprio padre e Amos Diggory. Amos sta pregando Harry di cedergli un’ipotetica Giratempo di cui il Ministero sarebbe in possesso – l’unica ancora esistente – in modo da poter cambiare il passato e salvare così il proprio figlio. Durante questo incontro è presente anche Delphi, la nipote – … – di Amos, che fa subito amicizia con Albus. Quando Harry si rifiuta di aiutare Amos, i due ragazzi, insieme al migliore amico di Albus, Scorpius Malfoy, decidono di agire in favore del signor Diggory, mettendo in piedi un piano – geniale – per intrufolarsi al Ministero – che ovviamente non è a prova di ragazzini – e rubare la Giratempo, dando così il via ad una serie di viaggi temporali nonsense.

La Rowling si è prodigata per anni a mettere in chiaro e a definire  i limiti della Giratempo, e ora quei limiti sono stati bellamente spazzati via grazie a due individui che di nome fanno John Tiffany e Jack Thorne e alla loro decisione di mettere in mano a due ragazzini una Giratempo contraffatta cosicché possano tornare indietro nel tempo e salvare Cedric Diggory. Siete seri?! C’è del disagio che gronda da queste pagine… Per non parlare  di certe cose spaventose che ho letto, come l’uso del termine “nerd” – ed altre strane terminologie babbane non meglio identificate – durante una conversazione tra Scorpius e Albus. Ho letto “La Maledizione dell’Erede” ormai già da un anno, perciò molte cose le ho rimosse – fortunamente – ma non questa: questa è impossibile dimenticarla, è la prova di come l’intero world-building sia andato a farsi benedire.

E poi c’è Delphi… Non mi prolungherò su questo argomento perché non vorrei rischiare di fare spoiler a chi non l’ha ancora letto e vorrebbe farlo. Per chi invece conosce gli eventi del libro, sappiate che vi sono vicina e che capisco il vostro dolore.

Eppure tutte queste cose, i viaggi nel tempo random e senza senso, la demolizione del world-building  e la natura misteriosa di Delphi, sono NULLA in confronto al modo in cui mi hanno snaturato i protagonisti principali della saga, in particolare Harry.
Alla fine de “I Doni della Morte”, noi assistiamo ad una scena dolcissima tra Harry e suo figlio Albus. Bene, se non volete rovinarvi il ricordo dell’epilogo, non leggete mai, e dico MAI, “La Maledizione dell’Erede”. Tanto per farvi capire, c’è una scena – se non ricordo male – in cui Albus urla ad Harry che vorrebbe che non fosse suo padre, ed Harry di rimando gli urla che a volte vorrebbe che lui non fosse suo figlio. Cose che non ho mai visto neanche nelle peggiori FanFiction con avvertimento OOC – Out Of Character – scritto a caratteri cubitali lampeggianti.

Se inizialmente ero entusiasta di poter leggere un sequel sulla mia saga preferita, ora darei qualsiasi cosa per tornare indietro e non aprire mai questo libro.

Si conclude qui la mia compilation dei peggiori libri mai letti.
Quali sono i vostri? Quali sono gli autori che popolano i vostri incubi peggiori?

Fatemelo sapere nei commenti.

“Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald”, dettagli e teorie dal teaser trailer

Buongiorno cari lettori!

Come saprete, pochi giorni fa è stato rilasciato il primo teaser trailer di “Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald” – colpevole di aver ucciso centinaia e migliaia di donne di tutto il mondo con il potere del suo sguardo magnetico. Prima di premere PLAY ho attraversato tutte le fasi di una fangirl terribilmente instabile e in astinenza da Hogwarts, ma le crisi di nervi sono state immediatamente soppiantate dall’euforia che ho provato appena ho intravisto la sagoma della scuola più magica del mondo.

Preparate i vostri bauli, studenti: SI TORNA AD HOGWARTS!

L’emozione è stata troppa. Dopo appena due secondi di video mi son dovuta fermare per una pausa, così da riprendermi psicologicamente e, soprattutto, emotivamente.

Dopo qualche minuto mi sono sentita più lucida, mi sono messa comoda e mi sono goduta alla grande il trailer che, diciamolo, è S P E T T A C O L A R E !

Ma, prima di cominciare, eccovi il trailer completo -> QUI <- e la sinossi ufficiale:

Alla fine del primo film, il potente mago oscuro Gellert Grindelwald (Johnny Depp) era stato catturato dal MACUSA (il Magico Congresso degli Stati Uniti d’America), con l’aiuto di Newt Scamander (Ediie Redmayne). Ma, come aveva minacciato di fare, Grindelwald riesce a fuggire e inizia ad adunare i suoi sostenitori, la maggior parte dei quali ignorano il suo vero obiettivo: far salire i maghi purosangue a capo di tutti gli esseri non magici. Per sventare i piani di Grindelwald, Albus Silente (Jude Law) recluta il suo ex studente Newt Scamander, che acconsente ad aiutarlo, ignaro dei pericoli che lo aspettano. Si creano divisioni, mentre l’amore e la lealtà vengono messi alla prova, anche tra gli amici più sinceri e in famiglia, in un magico mondo sempre più frammentato.

Ed ora diamoci dentro con le immagini del trailer, frame per frame!

Come abbiamo detto, il video si apre su un panorama così bello che più bello non si può, ovvero quello di Hogwarts. Gustiamocelo per bene perché subito dopo dovrò muovere la prima critica.

Al minuto 0:10 succede una cosa molto molto strana: tre uomini si materializzano. Pensate non ci sia nulla di strano? Siete sicuri? Ma sicuri sicuri?

Hermione vi avadakedavrizza tra 3…2…1…

Okay no, probabilmente si limiterà ad affatturarvi.

Dicevamo… Quei tre uomini non meglio identificati, ma che presumo essere membri del MACUSA, si materializzano DENTRO I CONFINI DI HOGWARTS! Evidentemente Yates non ha prestato attenzione a tutte le volte che Hermione ci ha ribadito come non ci si possa materializzare o smaterializzare a Hogwarts. Ma d’altra parte, cosa posso pretendere dall’uomo che ne “I Doni della Morte” mi ha infilato una piccola Lily Evans con gli occhi scuri? O che, invece di mostrarmi un QUALSIASI ricordo su Tom Riddle ne “Il Principe Mezzosangue”, ha preferito far flirtare Harry con una a caso in un bar? E dai, stiamo parlando di David Yates! L’uomo che ha trasformato Voldemort in coriandoli e ha spezzato in due la Bacchetta di Sambuco! Potrei andare avanti per decenni ma è meglio se mi fermo qui, che poi divento cattiva.

Tornando alla questione della materializzazione… Ho pensato che magari c’è stato un tempo in cui smaterializzarsi e materializzarsi entro i confini della scuola fosse possibile, anche se ammetto che suona comunque strano. Nel dubbio, ho fatto quello che faccio ogni volta che non so qualcosa – no, purtroppo non sono andata in biblioteca a recuperare una copia di “Storia di Hogwarts” – e mi sono fiondata su Pottermore, che in sostanza è la mia Sacra Bibbia. Non ho trovato nulla! Tutto ciò che sono riuscita a recuperare è un trafiletto su Wikipedia dove viene detto che “per ragioni di sicurezza Hogwarts è protetto da ANTICHI incantesimi anti-Materializzazione e anti-Smaterializzazione”.

Quindi penso che la conclusione sia una soltanto, ovvero che per l’ennesima volta la zia Row non abbia supervisionato a dovere il lavoro di Yates.

Chiudiamo un occhio – lo so che è difficile – e procediamo.

Mentre vengono mossi dubbi sulla sanità mentale di Newt, assistiamo a degli scorci mozzafiato.

Al cinema dovranno legarmi alla poltrona, questo è sicuro.

JUDE LAW, SIGNORE E SIGNORI – ma soprattutto signore.

Ma dove lo trovate un Silente più manzo di così?!

Ricacciamo gli ormoni al proprio posto per qualche secondo e riavvolgiamo la pellicola.

Destinazione Parigi! Cosa starà andando a fare nella Ville Lumière? Solo il tempo ce lo dirà – un tempo molto lungo perché dovremo aspettare ancora otto mesi, praticamente un parto prematuro. Spero anche che ci mostrino Beauxbatons. Potrei svenire sulla poltrona del cinema!

Cosa abbiamo qui? Un deluminatore! E sono abbastanza sicura che quelle due figure che si intravedono nell’ombra siano Newt e Silente.

Ed eccoci tornati al punto in cui gli ormoni inspiegabilmente cominciano a ballare la macarena.

Incontrarsi per una Burrobirra ai Tre Manici Di Scopa è diventato troppo mainstream, così Newt e Silente si danno appuntamenti sui tetti di… Londra? Parigi? Non riesco a riconoscere la location, ma propendo più per Londra.

Newt non è il tipo che esegue gli ordini

Okay, che fosse uno scapestrato lo avevamo già ampiamente appurato.

BRIVIDI!

Notate qualcosa? Niente niente?
Quelle sono bacchette!

Sempre spulciando Pottermore, ho scovato un articolo speciale sul significato di queste bacchette che, in sostanza, rappresentano nove personaggi di fondamentale importanza per l’intera saga e che, nel bene e nel male, hanno fatto la storia del mondo magico.

Quelle che trovate qua sotto sono traduzioni liberamente fatte da me, perciò chiedo scusa in anticipo per gli eventuali strafalcioni che troverete.

La bacchetta di Lord Voldemort è famosa per essere “sorella” della bacchetta di Harry – entrambi i nuclei sono composti con piume provenienti dalla stessa fenice. Si tratta di Fanny, la fedele compagna di Albus Silente.

Ron non ha avuto molta fortuna con le bacchette – inizialmente usava una bacchetta di seconda mano appartenuta a suo fratello Charlie. Quando questa venne distrutta dal Platano Picchiatore, Ron poté finalmente possederne una propria, fatta di legno di salice e contenente del crine di unicorno.

La bacchetta di Hermione è stata fabbricata con del legno di vite e corda di cuore di drago per il nucleo. Secondo il fabbricante di bacchette, il signor Olivander, il legno di vite è poco comune, e tende a cercare un proprietario che abbia una visione oltre l’ordinario.

La bacchetta di Harry (descritta dal signor Olivander come “bella ed elastica”) è famosa per la sua connessione con Lord Voldemort, a causa del nucleo che accomuna entrambe le bacchette. Per questo motivo, Voldemort ha dovuto rinunciare alla propria bacchetta per sconfiggere Harry, e ha dovuto cercarne un’altra con potere maggiore.

Albus Silente si è appropriato della Bacchetta di Sambuco, altrimenti conosciuta come “Stecca della Morte”, durante il suo duello contro Gellert Grindelwald nel 1945. La Bacchetta di Sambuco è uno dei tre Doni della Morte, ed è considerata la bacchetta più potente del mondo.

La bacchetta di Newt è abbastanza logora, ricoperta da gibolli e ammaccature, e rispecchia sicuramente il suo stile di vita frenetico come Magizoologo.

La bacchetta di Tina è semplice ed elegante e rispecchia il suo carattere brillante, pratico e senza fronzoli

La bacchetta di Queenie è stata progettata con un design che rispetta lo stile Art Deco degli anni ’20 e il gusto di Queenie in fatto di moda.

Prima di possedere la Bacchetta di Sambuco, Grindelwald ne usava un’altra. Successivamente divenne ossessionato dai Doni della Morte e rubò la Bacchetta di Sambuco a Gregorovitch, il fabbricante di bacchette.

Alla fine di “Animali Fantastici” assistevamo alla cattura di Grindelwald, perciò all’inizio avevo pensato che queste fossero le immagini di, non so, un processo magari? Confrontando la location con quelle già viste del MACUSA, non ho trovato alcun riscontro il tal senso. Inoltre, se osservate bene, Grindelwald stringe in mano una bacchetta. Insomma, se fosse davanti ad una corte dubito che gli lascerebbero tenere la bacchetta, dico bene? Quindi a cosa stiamo assistendo?
Sappiamo che Grindelwald scapperà dalla cattura  – a sua discolpa, lui li aveva avvertiti con quel “Non riuscirete a trattenermi”. In questo frame è già fuggito? Sta reclutando seguaci? Se quelli sono tutti maghi intenzionati ad appoggiarlo io inizio davvero a preoccuparmi!

Tina si aggira con aria sospetta in una location sconosciuta. Che combini, Tina?

Eccolo, il mio No-Mag preferito! Jacob! Dalla scena finale in panetteria di “Animali Fantastici” si era intuito che non avesse perso al 100%  la memoria, e infatti lo rivediamo in compagnia di Newt e circondato dai suoi animali fantastici, entusiasta di lanciarsi in una nuova avventura magica.

Questa non è una cosa bella.

E ora diamo il via ad una sequenza pazzesca di magie e altre cose meravigliose.

Quello sembrerebbe proprio Credence che, come sappiamo, è riuscito a sopravvivere agli eventi di New York. Dopo la cattura di Grindelwald in “Animali Fantastici e Dove Trovarli”, vediamo chiaramente Newt che fissa un “filamento nero” che si allontana dalla scena. Sullo sfondo si riconosce immediatamente una meravigliosa Parigi di altri tempi.
Perciò mi chiedo: è questo il motivo per cui Newt si reca a Parigi? Perché scopre che Credence e il suo Obscurus si trovano lì? E poi perché l’Obscurus sembra uscire letteralmente dalla mano di Credence? Troppe domande che non troveranno risposta ancora per molto tempo.

Inoltre facciamo anche la conoscenza di Claudia Kim, della quale sappiamo solo essere una Maledictus, una persona affetta da una maledizione del sangue destinata a trasformarsi in una bestia. Questa faccenda ha fatto nascere alcune teorie sul web che vedono in Claudia la forma umana di Nagini, il serpente di Voldemort. Sinceramente non so cosa pensare di questa teoria. È anche vero che, quasi sicuramente, l’animale in cui Claudia si trasformerà è un serpente, e lo si capisce dal suo abbigliamento e da quei leggins che ricordano molto la pelle di un serpente ma anche dalle immagini che ci verranno mostrate tra poco…

Ho visto troppe sfilate di Chanel per non riconoscere l’estrema somiglianza con il Grand Palais di Parigi. Potrebbe essere la sede del Ministero della Magia francese ubicata in una ricostruzione chiaramente ispirata al Grand Palais? Io penso di sì.

E se diamo per appurato che quello sopra fosse il Ministero della Magia francese, allora possiamo dare per certa la presenza di Queenie in quel di Parigi.

Leta Lestrange, signore e signori! Interpretata da Zoe Kravitz che io amo e che non vedo l’ora di vedere nei panni della strega.

Spero che nessuno si stia suicidando.

Qui ci viene presentato un nuovo animale fantastico. Sinceramente non so con esattezza che tipo di creatura possa essere, ma basandomi sull’aspetto parziale che si riesce a intravedere e il fatto che viva in un ambiente acquatico, posso ipotizzare che sia un Kelpie. Non riesco a capire chi sia la persona che lo cavalca. I capelli rossi mi farebbero pensare a Newt, eppure non mi sembra lui. Come tutte le altre cose, lo scopriremo a novembre.

Questa è forse la scena che più mi incuriosisce, considerando che non ho assolutamente idea di che cosa possano significare quei simboli e quelle scritte sulle pareti.

Riprendiamo il discorso di Claudia Kim e la teoria che la vede come Nagini. Se notate, sul poster a sinistra, dietro al ragazzo che galleggia in una bolla di sapone gigante, si intravede un serpente e le lettere “DICTUS”. Coincidenze?

Tu mi eri mancato tantissimo!

Anche tu! Chissà cosa ti ha fatto arrabbiare tanto.

Scene random che servono a far accrescere la mia ansia.

Una carrozza trainata dai Thestral che vola via dal MACUSA. Stiamo forse assistendo alla fuga di Grindelwald?

Siamo giunti alla fine del trailer che si chiude con una sequenza pazzesca di immagini.

Se ve lo steste chiedendo, quello accanto a Newt è suo fratello Theseus, interpretato da Callum Turner che conosco dai tempi di “War and Peace”, dove interpretava Anatole Kuragin.

E per finire, chiudiamo in bellezza con

E poi l’ennesima brutta notizia:

Allora? Cosa ve ne pare? Sbizzarritevi con le vostre teorie!

E se anche voi siete impazienti di vedere “Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald” sul grande schermo, alzate le bacchette!

Festeggiamo le donne in compagnia di Sveva Casati Modignani

Buongiorno care lettrici (e lettori) e buona festa della donna!

Avete un’autrice ― o un autore ― che, anche senza pensarci, associate a questa ricorrenza? Io sì! Inevitabilmente, ogni 8 marzo il mio pensiero vola alla magnifica Sveva Casati Modignani ― alias Bice Cairati. I suoi libri hanno un significato molto importante per me, e non solo per i temi trattati o per le protagoniste di cui l’autrice scrive: l’amore per le sue opere è una delle cose che più mi legano a mia nonna, colei che a quindici anni mi ha iniziata a tali letture. Ricordo ancora il borsone stracolmo di libri che mi affidò con tanto amore e tante raccomandazioni – cosa non si fa per i nipoti!

Il primo che lessi fu “6 Aprile ‘96”, seguito a ruota da “Singolare Femminile” e poi da tutti gli altri, da cui non riuscivo più a staccare gli occhi ed il cuore. Sì, perché la peculiarità di Sveva è quella di rapirti il cuore e disseminarne tanti piccoli pezzi lungo le pagine dei suoi libri.

Le sue protagoniste sono sempre donne forti ed emancipate, donne determinate e tenaci che nel corso della vita sono state in grado di risollevarsi da ingiustizie e delusioni, uscendone vincenti. E non importa che siano capostipiti di potenti famiglie e brillanti imprenditrici alla guida di imperi industriali, o che siano povere figlie di contadini; ognuna di loro merita di essere celebrata e festeggiata in questa festa che è anche un po’ la loro festa. Le donne di Sveva sono mogli, madri e figlie, portatrici di un messaggio potente di amore, amicizia e famiglia, ma soprattutto di femminismo.

Per voi ho selezionato quelli che, a parer mio, sono i suoi più grandi capolavori, quei cinque romanzi che secondo me esprimono al meglio il rifiuto del conformismo e la forza di riscatto dei personaggi femminili, partendo da “Come Stelle Cadenti”, il mio preferito in assoluto.

1. COME STELLE CADENTI

TRAMA

Nella sua lunga vita, Rosa ha dovuto usare astuzia e coraggio, è caduta e si è rialzata, ha attraversato a testa alta fatiche e sconfitte, ha raggiunto importanti traguardi, scrivendo con le sue mani il destino. Intorno a lei ruota la storia avventurosa e tormentata di una ricchissima famiglia milanese, le cui vicende si intrecciano su uno scenario internazionale nell’arco di un secolo. L’ombra di un incesto, la creazione di un grande impero industriale, i colori cruenti della guerra, il mondo sfavillante della moda, il languore della sensualità e i segreti inconfessabili dei potenti sono gli elementi di questo romanzo violento e romantico.


2. SINGOLARE FEMMINILE

TRAMA

Le donne di questo romanzo vivono le passioni in maniera spregiudicata e spontanea, assecondando più l’istinto che la ragione. E si trovano benissimo. La figura principale è Martina, che, come la mamma Vienna e la nonna Ines, rifiuta il conformismo e nutre invece una profonda consapevolezza della vocazione più autentica della donna: quella di generare la vita. Avrà tre figlie da tre uomini diversi e non sposerà mai nessuno di loro, esprimendo così la singolarità del suo personaggio, che supera il femminismo per seguire la via della femminilità. Intorno a lei ruotano altre figure, che vanno a comporre un “ritratto di signore”.


3. VICOLO DELLA DUCHESCA

TRAMA

Un romanzo che comincia nei primi anni del secolo scorso e arriva ai giorni nostri. La storia di due donne che provengono da ambienti opposti, l’antica aristocrazia del sud Tirolo e i bassi napoletani. Le loro vicende si intrecciano nel corso del tempo, creando un affresco del mondo femminile. Josefa e Teresella attraversano la vita tra mille vicissitudini con tenacia, coraggio e senza mai scendere a compromessi.


4. LEZIONE DI TANGO

TRAMA

Sentimenti forti e grandi passioni dominano le due protagoniste di questo romanzo: una è Giovanna, affascinante antiquaria milanese, l’altra è Matilde, un’anziana diseredata che il mondo rifiuta. Vivono nello stesso quartiere dove raramente si incontrano: l’una è inquieta e infelice, l’altra scostante e orgogliosa, ma un giorno il destino le unisce in una singolare amicizia. Matilde aiuterà la giovane a ritrovare la serenità e l’amore, mentre Giovanna accompagnerà Matilde lungo il viale del tramonto…


5. 6 APRILE ’96

TRAMA

Una mattina d’estate qualcuno colpisce violentemente alla nuca una bellissima donna, mentre sta pregando nella chiesa milanese di San Marco. Trasportata in ospedale e operata, la giovane non ricorda più nulla del suo passato e deve iniziare un difficile lavoro di recupero della propria identità. Poco a poco i ricordi riaffiorano e, faticosamente, restituiscono alla donna i tasselli della sua storia.


Rosa, Martina, Josefa, Teresella, Giovanna, Matilde e Irene: queste sono le donne di Sveva. Le loro storie sono un inno al femminismo, al riscatto sociale di tutte le mogli, le madri e le figlie che, anche solo una volta nella vita, si sono sentite oppresse e messe da parte. Queste donne hanno saputo dare un calcio alla vita che era stata loro preconfezionata, hanno combattuto contro uomini che volevano piegarle e hanno vinto.